Alla giovane età di 37 anni, Federico Casarini, con il suo Carpi si è improvvisato il bomber del giorne A, mettendo a segno tre gol nelle prime sei giornate di campionato, a cui va aggiunta anche la rete arrivata in Coppa Italia Serie C contro la Pro Vercelli. 

Un inizio di stagione dunque a dir poco esaltate e incredibile per il numero dieci del Carpi che però si vive con estrema tranquillità: "Sono contentissimo, però ho anche un’età che mi permette di gestire e capire il momento, stare tranquillo e pensare alla mia routine. Quello che ho fatto è andato: non sono uno che resta lì a pensare alla doppietta o al fatto di aver segnato tre gol. Sto facendo bene, per l’amor del cielo, però per me Novara è finita lì".

L'esperienza alle sue spalle gli permette di rimanere lucido sia nei momenti miglori che peggiori: "Il calcio è talmente veloce che ieri eri un fenomeno e domani sei uno a fine carriera. Il passaggio è brevissimo e non posso permettermi di sbagliare. Devo cercare di mantenere sempre la barra dritta: questa è la mia priorità fondamentale".

L'obbiettivo era replicare i cinque gol della scorsa stagione: "L’anno scorso ho fatto cinque gol. Nel mio ruolo non sono mai stato un goleador e farne cinque in una stagione, soprattutto dopo un periodo iniziale in cui non giocavo neanche tantissimo, mi ha portato a dirmi: “Ora prova almeno a replicare la stagione scorsa”. Ora quel traguardo è già a un passo: "Iniziare così dà una fiducia importante, una spinta maggiore. La mia priorità però è la squadra". 

Casarini:"Il numero 10? Tutto nato dai miei figli"

La famiglia è un punto chiave nella vita di Casarini e torna anche nella scelta della maglia numero 10, nata dal desiderio di uno dei suoi figli: "Mio figlio è malato di calcio: è stato lui a farmi prendere il 10. Come dicevo prima, sono condizionato al cento per cento dai miei figli, anche nella scelta del numero. Probabilmente non avrei mai pensato di indossare il 10 nella mia carriera".

Indossare quel numero nella squadra della propria città aggiunge responsabilità a un percorso che, nonostante l’età, continua a crescere: "Paradossalmente, senza volerlo, mi metto un po’ più di pressione. Essere venuto a Carpi è già uno stimolo gigantesco, però giocare a casa, davanti alla tua gente, comporta anche una pressione maggiore: non è mai semplice". 

Il suo “segreto” è soprattutto la passione, accompagnata dal desiderio di regalare soddisfazioni ai figli: "La cosa che mi smuove di più è la passione per il calcio, per questa vita e per dare delle gioie soprattutto ai miei figli. Più crescono, più capiscono e vedono il papà in una veste diversa da quella di un papà normale. Questo non vuol dire essere meglio degli altri, però sento anche delle responsabilità".

Casarini:"Mi piace battagliare tra i giovani, lo faccio finché posso"

Nello spogliatoio, le sue prestazioni rappresentano anche uno stimolo per i compagni più giovani: "È una cosa un po’ inusuale vedere un trentasettenne che battaglia ancora tra i giovani, cerca di dare loro filo da torcere e fa di tutto per ritagliarsi uno spazio. E, quando se l’è ritagliato, fa di tutto per restarci". inusuale sì, ma molto reale: "Alcuni mi dicono che sono anche uno stimolo perché se riesco a fare determinate cose io, allora anche loro sono, tra virgolette, obbligati a farle. Se le fa un trentasettenne, un ventenne non può rimanere indietro".

Casarini rimane però lucido, quando si parla di futuro: "so di poter ancora raggiungere dei livelli che mi permettono di stare in gioco con i ventenni ed è una cosa che mi fa molto piacere. Quando mi accorgerò di non essere più a quel livello, probabilmente sarà il momento di farmi da parte". 

Casarini:"Girone A? Possiamo fare bene"

Il Carpi quest'anno è passato al giorne A, dopo aver battagliato nel giorne B. E sul nuovo girone, Casarini non ha dubbi: "Il girone A, è un girone molto equilibrato, dove tante squadre possono darsi battaglia". E sullo spazio che i biancorossi potranno avere: "Il nostro obiettivo è raggiungere la salvezza il prima possibile: credo che questa sia la base. Poi quando affronti le altre squadre capisci anche il tuo livello, perché ti puoi paragonare a loro. Noi abbiamo già affrontato Cittadella, Ospitaletto e Brescia. Sulla carta la differenza può sembrare grande, però sul campo siamo andati in vantaggio contro tutte e tre e ce la siamo giocata". 

Quindi per concludere: "Se parliamo di obiettivi, quello principale è la salvezza, ma con la consapevolezza di poter fare un grande campionato. Siamo un’ottima squadra e secondo me siamo nelle condizioni di riuscirci".

La storia di Casarini continua a essere scritta anche all’età di 37 anni: un campione ricco d’esperienza, ma con la fame di un ragazzino. Una vera e propria fonte d’ispirazione, non soltanto per i suoi figli o per i suoi compagni di squadra, ma per chiunque abbia l’occasione di leggere la sua storia o di vederlo battagliare sul campo come se avesse ancora un’intera vita da inseguire.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 17:40
Autore: Martin Shira
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