L'avvio di stagione del Cosenza in Serie C ha il sapore amaro di una rincorsa ad ostacoli, con la casella dei successi in campionato ancora ferma a quota zero dopo sei giornate. Un bottino striminzito di appena 2 punti che pesa come un macigno sulla classifica, frutto dei due soli pareggi casalinghi conquistati contro Cavese e Scafatese a fronte di ben quattro battute d'arresto che hanno subito messo a dura prova la tenuta dell'ambiente rossoblù.

La squadra guidata da Federico Coppitelli ha mostrato crepe evidenti soprattutto nella fase difensiva, apparsa troppo spesso vulnerabile come testimoniano i 15 gol già incassati complessivamente. Le dolorose imbarcate subite contro il Catania (4-0) e sul campo del Giugliano (5-2) hanno evidenziato fragilità che la manovra offensiva, ferma a 5 reti realizzate, non è ancora riuscita a compensare, trasformando ogni uscita di questo primissimo scorcio di campionato in un banco di prova ad alta tensione.

Persino il cammino di coppa ha regalato sensazioni contrastanti: al gran colpo del primo turno di Coppa Italia nel derby contro il Crotone, che aveva fatto balenare il vero potenziale del gruppo nel derby, ha fatto seguito l'immediata eliminazione per mano del Sorrento (1-0). Un'uscita di scena che ha lasciato a Coppitelli il solo palcoscenico del campionato per registrare i meccanismi tattici e ritrovare la solidità perduta.

La storia del club calabrese invita però a non chiudere la porta alla speranza. Gli archivi rossoblù insegnano infatti che il Cosenza ha già attraversato avvii privi di affermazioni nelle prime uscite, e che in un'occasione quasi identica a quella attuale è stato capace di sovvertire ogni pronostico regalandosi la promozione.

Il precedente del 2017/18: dagli stessi punti alla promozione in B

Il gancio della speranza e il parallelismo più clamoroso portano dritti al campionato di Serie C 2017/18. Anche allora l'inizio sotto la gestione di Gaetano Fontana fu un vero incubo da soli 2 punti nelle prime sei gare, specchio dei pareggi con Matera e Fidelis Andria e dei dolorosi ko incassati contro Monopoli, Paganese, Siracusa e Catania. Una partenza in fotocopia nei numeri a quella di oggi, con quattro reti subite in meno ma identica angoscia tra i tifosi.

La svolta arrivò con l'avvicendamento in panchina e l'ingaggio di Piero Braglia. Dalla vittoria per 0-1 nel derby contro la Reggina al "Granillo", firmata da Ettore Mendicino alla settima giornata, scattò una reazione a catena leggendaria: il Cosenza compattò la difesa fino alla marcia trionfale nei playoff culminata nella notte di Pescara con il ritorno in Serie B. La dimostrazione vivente che un avvio privo di successi può trasformarsi nel prologo della cavalcata più bella.

Gli altri precedenti e la caccia al riscatto

Negli annali si contano altri avvii privi di vittorie nei primi turni, con esiti differenti ma ugualmente significativi. Più recente è il caso della B 2020/21 con Roberto Occhiuzzi in panchina, inaugurata con cinque pareggi di fila con Entella, Spal, Cittadella, Reggina e Lecce prima della sconfitta a Verona col Chievo.

Fino a risalire ai precedenti lontani del 1973/74, quando la prima gioia arrivò solo all'undicesima giornata col Lecce, e del 1937/38.

Sezione: News / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 19:04
Autore: Francesco Sarubbi
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