Quella di Lorenzo Gori è una storia che ha già tanto da raccontare. Parla di sogni e ostacoli, di cadute e rinascita. Oggi l'attaccante classe 2004 è uno dei grandi protagonisti del Grosseto di Paolo Indiani, attualmente al quarto posto in classifica nel girone B di Serie C. Due gol in campionato, punto fisso dell'undici titolare, ma soprattutto principale riferimento dell'attacco biancorosso. Un avvio che l'ex Fiorentina spiega così a LaCasadiC.com: "Qui non manca nulla, il gruppo è positivo ed è totalmente a disposizione dell'allenatore. Indiani sa rapportarsi soprattutto con i più giovani, li fa migliorare sotto tanti aspetti. I risultati che abbiamo ottenuto fin qui sono una conseguenza naturale del lavoro quotidiano". 

In estate la scelta di ripartire dalla formazione neopromossa in terza serie dopo l'anno trascorso a Frosinone, dove ha dovuto affrontare un infortunio importante al ginocchio: "Sono stato indisponibile praticamente per tutto l'anno, cercavo quindi un progetto che potesse farmi ritrovare la continuità giusta. Conoscevo già l'ambiente Grosseto e la grande competenza dell'allenatore". E non è mancato anche qualche consiglio speciale: "A Frosinone mi sono fatto male ad agosto e poi sono rientrato a dicembre, prima di un nuovo intervento a marzo. Nonostante la lontananza dal calcio giocato mi sono sentito comunque parte integrante di una squadra eccezionale, ho ricevuto esempi di grandissimo livello. Alvini mi ha aiutato tanto, fornendomi diverse conoscenze in più a livello calcistico. Proprio lui mi ha spinto a sposare il progetto del Grosseto, mi ha parlato bene dell'ambiente e di Indiani, che lui stima personalmente. Mi ha trasmesso tutto il suo entusiasmo". 

Un momento di rinascita, per ritrovare se stesso e soprattutto i gol, un elemento costante nella carriera di Gori. Ben ventotto quelli realizzati con il Ghiviborgo in Serie D durante la stagione 2024/2025, un passaggio fondamentale che lo ha poi portato a ricevere la chiamata dalla Serie B: "La gavetta tra i dilettanti è stata importante, sono passato dal campionato Primavera a un ambiente totalmente differente. Al Ghiviborgo ho trovato un gruppo che aveva entusiasmo, proprio come a Grosseto".  

Come detto, però, il passato racconta tutta la forza e il coraggio del classe 2004. Gli infortuni, le operazioni al ginocchio, ma sempre la stessa voglia di tornare nuovamente sul campo: "Io ho subito tre interventi al ginocchio, la batosta è sempre la stessa. È difficile, ma ho sfruttato quei momenti lontano dal campo per lavorare su altri aspetti. Dentro di te cresce il desiderio di rientrare il prima possibile, e così ogni allenamento o partita inizia ad assumere un valore diverso". 

Legami 

Il colore che ha attratto Gori fin da piccolo è il viola, che racconta le sue origini e le prime passioni. Il riferimento alla Fiorentina, quindi, è naturale. Una maglia che ha prima ammirato da tifoso e poi indossato con orgoglio da calciatore: "Mi hanno contattato  quando avevo circa otto anni, per me è stata una grande emozione perché è la squadra per cui faccio il tifo. I miei genitori vanno allo stadio praticamente da sempre, per me è stato un sogno scendere in campo con quella maglia". Anni di crescita, accompagnati dalla nascita di rapporti speciali: "Sono rimasto in contatto con tutti i miei ex compagni, in particolare con Favasuli, Amatucci e Kayode. Hanno un'umiltà incredibile, ci sentiamo spesso, magari dopo qualche nostro gol, per farci i complimenti. Per me sono un esempio da seguire". 

E proprio durante il passaggio nel settore giovanile viola ha avuto modo di incontrare un altro allenatore oggi protagonista in Serie A, Alberto Aquilani: "L'ho conosciuto durante la mia esperienza in Primavera, anche se per me era un momento particolare. Ero reduce da un primo infortunio importante. Avevo bisogno di ritrovare fiducia, forse è stato il periodo più difficile a livello personale. Lui aveva delle idee decisamente innovative già a quei tempi, magari difficili da mettere in pratica immediatamente per un gruppo giovane. È destinato a fare grandi cose". Nel corso della sua carriera, tuttavia, c'è una figura, in particolare, che Gori ricorda con piacere: "Mister Bellazzini, che ho avuto al Ghiviborgo, mi ha insegnato concetti che ancora oggi porto in campo. Una visione differente del calcio. Con lui ho trovato una grande connessione a livello umano". 

Obiettivo continuità 

Nei pensieri dell'attaccante del Grosseto, intanto, c'è solo il presente. Ritrovare fiducia, minuti e la gioia del gol. Proprio come avvenuto in queste prime giornate di campionato: "Sono totalmente focalizzato su questa stagione, sto lavorando sui miei punti deboli. Ora sto bene, e per me è una cosa importante dopo le difficoltà degli ultimi anni". 

Parlando di idoli, o punti di riferimento, invece, il pensiero torna inevitabilmente alle origini: "Da tifoso della Fiorentina il primo attaccante di cui mi sono innamorato è Batistuta. Mentre guardando al calcio di oggi dico Benzema, che è un giocatore davvero intelligente". E fuori dal campo? "L'altra mia grande passione è il basket, soprattutto l'NBA. Ma in generale mi affascina molto la cultura sportiva americana". Il viaggio di Lorenzo Gori riparte da qui. Dalla sua Toscana, dove tutto è iniziato, verso un futuro che è ancora tutto da scrivere. 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 12:00
Autore: Rocco Cristarella
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