Amarezza e rammarico in casa Pescara al termine della sfida persa contro l'Atalanta Under 23. Dopo la rete del momentaneo vantaggio firmata da Valzania, la formazione abruzzese ha subito la rimonta dei padroni di casa, riproponendo i blackout tattici e mentali già emersi nella precedente trasferta di Forlì e palesando una grave difficoltà nella gestione del risultato.
Nel post partita, l'allenatore Antonio Buscè ha evidenziato le criticità emerse soprattutto nella prima frazione di gioco nell'ultimo quarto di campo: “È quello che ho detto a fine primo tempo: ci voleva più cinismo negli ultimi 20-25 metri, perché comunque siamo arrivati spesso, soprattutto sugli esterni, ma non vedevo questa grande difficoltà che creavamo sui loro esterni bassi. Potevamo osare qualcosa in più, ho detto infatti che ci voleva più coraggio. Era quello il problema, perché quando aspetti una squadra lo fai per ripartire, ma sotto quel punto di vista la squadra ha lavorato non bene, di più”.
A condizionare l'andamento della gara sono stati anche diversi errori di misura nella costruzione della manovra dal basso che hanno costretto la squadra a dispendiose rincorse. Antonio Buscè ha analizzato nel dettaglio le sbavature difensive e gli sviluppi sulla corsia: “Poi ci sta anche l'errore tecnico: tre o quattro volte nell'uscita sbagliamo quel passaggio. Magari la scelta in quel momento è anche quella giusta, ma il giocatore vede quella giocata e la sbaglia, trovandosi poi a rincorrere l'avversario per 30-40 metri. Non era facile ripartire dopo esserti riabbassato, anche perché come aspettavamo noi, ci aspettava l'Atalanta. È pur vero che spesso e volentieri erano tutti dietro la linea della palla; per trovare linee di passaggio pulite il nostro intento era arrivare sull'esterno e siamo stati bravi due o tre volte a arrivarci con un giro palla veloce, ma purtroppo nel primo tempo è mancato quello”.
L'analisi dell'allenatore si è poi spostata sul cambio di passo della ripresa e sull'incredibile stacco di spina emotivo arrivato subito dopo il gol segnato. Antonio Buscè ha espresso tutto il suo sconcerto per l'atteggiamento della squadra nei momenti chiave: “Se vedo una squadra che soffre puoi dire tante cose, ma nel secondo tempo siamo entrati in campo con un piglio diverso, abbiamo creato e abbiamo fatto gol. È la prima volta che mi succede, faccio fatica a capire il perché questa squadra abbia queste lacune mentali enormi, dove molla. Quando succedono queste cose faccio veramente fatica a capire cosa scatta nella testa ai ragazzi: crei tante occasioni, vai in vantaggio meritatamente e poi stacchi la spina. Non c'era mai la sensazione di poter subire gol, eravamo in vantaggio su tutti i duelli aerei e le seconde palle. Poi segni, prendi il pareggio e scattano i 7-8 minuti di buio totale. Bisogna essere umili e andare in campo per 100 minuti con la bava alla bocca”.
"Il riscatto casalingo e la sfida con il Gubbio"
La squadra è ora chiamata a una risposta immediata tra le mura amiche per riscattarsi e ritrovare i tre punti che mancano dalla prima giornata. Mercoledì, sul terreno dell’Adriatico di Pescara, i biancazzurri ospiteranno il Gubbio nel turno infrasettimanale di campionato.
In vista del prossimo appuntamento casalingo, l'allenatore Antonio Buscè ha tracciato le direttive per la preparazione e la gestione del match: “Dobbiamo imparare a fare di più, ad avere più coraggio. Non dobbiamo sbagliare le uscite, come ci è capitato anche oggi, e voglio vedere una squadra che impara a gestire le situazioni”.
Valzania: "Dobbiamo imparare a essere squadra"
Sulla stessa linea di forte autocritica si è posizionato il capitano Valzania, che ha rimarcate senza filtri le criticità del gruppo nelle prime quattro partite disputate: “C’è amarezza. Dobbiamo imparare a essere squadra, forse ancora non lo siamo. In questo momento è quasi sempre così: giochiamo bene fino a quando troviamo il gol, come è successo anche oggi, poi caliamo di attenzione. Pensiamo che andare in vantaggio renda tutto più facile, invece non è assolutamente così. La partita non finisce quando segni il gol, questa è una cosa che prima riusciamo a capire e prima arriveranno i risultati”.
La presa di coscienza del centrocampista sottolinea la necessità di compiere un immediato salto di qualità sul piano della personalità e della tenuta nervosa. Valzania ha ribadito l'inaccettabilità del calo di concentrazione mostrato a Caravaggio: “Una squadra con la nostra esperienza non può permettersi di farsi rimontare. Penso che ancora non siamo réellement squadra come dovremmo essere. Perché in partite come oggi, in cui vai in vantaggio e in cui comunque hai già creato tanto, non puoi permetterti di prendere due gol e rischiare di prendere anche il terzo”.
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