Prendete carta e penna. Abbiamo la data: 15 novembre 2026. E anche l'orario: 17.30, circa. Lo stadio? Ovviamente, il Benelli di Ravenna. Di per sé caldissimo, non immaginiamo quel giorno. Perché ora è anche ufficiale: Ronaldinho esordirà con la maglia giallorossa. Per giunta, in una partita tutto fuorché banale: il derby romagnolo contro il Forlì.

Una città intera è finalmente pronta ad aprire gli occhi, dopo mesi di sogni, di voci, di supposizioni, di rimandi e di nuove speranze. Con lei, anche un mondo del calcio che non ha mai dimenticato il sorriso di Dinho, il suo calcio libero e la grandezza che ogni piccolo gesto riusciva a trasudare e trasmettere. Undici anni dopo il primo ritiro, il ragazzo di Porto Alegre si rimetterà calzettoni e scarpini. A 46 anni, ma con tanta voglia di ballare. Ancora un passo.

Come fatto fino al 2015. Precisamente, fino al 26 settembre 2015. La data che chiuse un cerchio, per poi aprirne altri. Quel giorno, Ronaldinho, che vestiva la maglia del Fluminense, giocò al Maracanã contro il Goiás gli ultimi 45 minuti della sua carriera (verrà sostituito all'intervallo). E nessuno ne era consapevole. Il Gaucho si svincolò dai brasiliani il successivo 29 settembre. Il ritiro dal fútbol verrà annunciato solo il 16 gennaio 2018.

Pardon: il "primo" ritiro dal fútbol. Il secondo? Chissà quando arriverà. Nel frattempo, almeno per qualche secondo, potremo nuovamente godere di quel giocatore che più degli altri ha incarnato la spensieratezza di un dribbling. Pallone d'Oro 2005, campione del mondo nel 2002. Barcellona, PSG, le case, i poster e i cuori di tutti. Persino della sponda rossonera di Milano. Passò dalla A. E lasciò ricordi. Contrastanti.

E quale fu l'ultima partita in Italia?

Bisogna tornare nel 2010. Dinho era al terzo anno di Milan. A conti fatti, quello meno fruttuoso: giocò 11 partite in un semestre e non entrò in sintonia con il nuovo allenatore rossonero, Massimiliano Allegri. Il punto di non ritorno? A novembre, poco prima del match contro la Fiorentina, il calciatore viene sorpreso fuori da un ristorante alle 2 di notte.

"Non va bene, non è da atleti", dirà Max, che poco dopo lo escluderà dai titolari. Successivamente, anche dalle rotazioni. L'ultima partita? Il 18 dicembre 2010. A San Siro, contro la Roma...per soli 4 minuti. Dinho subentrerà a Boateng al minuto 86, chiudendo il suo capitolo ai piedi del Duomo. A gennaio si trasferirà al Flamengo.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 16:45
Autore: Edoardo Gatti
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