Il Catania cade in casa contro il Picerno, perdendo 1-2 al Massimino e consegnando al Benevento la promozione aritmetica. Al termine del match, l’allenatore Viali ha preso la parola in conferenza stampa commentando così la sconfitta: “Se guardiamo il risultato, è chiaro che l’analisi deve partire da lì: è un risultato assolutamente negativo, che non volevamo. Volevamo vincere la partita a tutti i costi e si è capito anche da come la squadra è partita. Sotto questo punto di vista è sicuramente un passo indietro. Però, sinceramente, dal mio punto di vista questa è probabilmente la partita che abbiamo sviluppato meglio, magari non per tutti i novanta minuti, ma sicuramente nella prima parte”.
L'allenatore rossazzurro si è soffermato anche sulla prima mezz'ora di gioco messa in atto dai suoi ragazzi: “È la prima volta che, in costruzione, decidiamo cosa fare, lo facciamo e siamo ficcanti. Parlo soprattutto dei primi 25-30 minuti, fino al loro pareggio. Abbiamo costruito tre o quattro palle gol in maniera pulita, tirando fuori l’avversario col palleggio e poi andando a fargli male in verticale. Da questo punto di vista siamo cresciuti”. Mentre sulla reazione della squadra dopo l'1-1, dichiara: “Quello che non mi è piaciuto è che dopo l’episodio del pareggio, arrivato anche in modo improvviso perché non si respirava la sensazione che potessimo rischiare qualcosa, ci siamo sporcati troppo mentalmente. Se non si mantiene lucidità, poi diventa difficile sviluppare con qualità quello che si sta cercando di fare”.
Viali ha spiegato anche le motivazioni che lo hanno portato a scegliere la formazione e in particolare sul centrocampo: “Io sono qui da venti giorni e devo cercare di dare un filo conduttore. Ho ricominciato da dove avevo finito a Latina, proprio per dare continuità. La squadra sta già provando a fare cose diverse e se ogni partita cambiamo tre o quattro giocatori diventa tutto più difficile. La scelta è stata semplicemente questa: dare continuità al secondo tempo di Latina. Quaini, per esempio, è stato in ballottaggio fino all’ultimo secondo perché ha lavorato molto bene, ma oggi non ci sono promossi o bocciati: sto solo cercando di dare un minimo di continuità perché il tempo è poco”.
Mentre sul fronte attacco, l'allenatore ha chiarito: “Dal mio punto di vista oggi la squadra non era disunita, era troppo bassa. Nelle prime due partite avevamo pressato molto bene, sempre corti ma in avanti. Oggi invece abbiamo abbassato le pressioni di venti metri e questo non mi è piaciuto, perché era una delle cose che nelle prime due gare avevamo fatto bene. Le caratteristiche dei giocatori, secondo me, sono corrette se la squadra sta insieme. Che sia offensiva, intermedia o bassa cambia relativamente, purché mantenga le distanze giuste”.
Catania, Viali: "Secondo me questa squadra ci tiene troppo, non poco"
L'allenatore del Catania Viali ha spiegato che le maggiori difficoltà sono emerse soprattutto nelle transizioni, quando il Catania ha cercato di spingere molti uomini oltre la linea della palla: “Quando portiamo tanti giocatori in avanti e poi sbagliamo in qualità, nell’errore tecnico, dobbiamo essere più bravi ad accorciare subito la squadra in avanti”.
Non poteva mancare un commento anche sull'aspetto mentale del gruppo: "Secondo me questa squadra ci tiene troppo, non poco. Quello che percepisco è che sente tantissimo la responsabilità e non dovrebbe subirla. Oggi i primi 25 minuti sono stati, per espressione del gioco, i migliori. Un episodio improvviso come l’1-1 non può cambiare completamente una prestazione che era partita esattamente come la volevamo. Invece questa squadra somatizza troppo quella responsabilità, e questo può frenarla e bloccarla”. Aggiunge: “Da quando sono qui la squadra dà grande disponibilità, lavora molto bene, sta provando a fare cose nuove, a portare più densità offensiva, e lo fa nel modo migliore possibile. Non prendetelo come un difetto: questi ragazzi sentono troppo perché sono davvero dediti alla missione che hanno, vogliono raggiungere qualcosa di importante per i loro tifosi e per questa città. Dobbiamo essere bravi a mantenere questa voglia e questa determinazione, ma restando il più lucidi possibile durante l’andamento delle gare”. E non poteva mancare il ricordo di un episodio che lo ha colpito dopo il successo contro il Latina: "Una squadra che vince a Latina, su un campo difficile, e quasi non esulta a fine partita, dal mio punto di vista non va bene. Ogni vittoria va onorata, va festeggiata, perché vincere è difficile. Quasi come se questa squadra sentisse l’obbligo di vincere. In realtà il Catania ha l’obbligo di performare, di lasciare tutto sul campo, ma questo non deve togliere nulla alla prestazione o limitarla”.
"Ai ragazzi ho detto una cosa molto semplice: cancelliamo il primo tempo, è finito"
L'allenatore è tornato poi ad analizzare la partita soffermandosi sulle sostituzioni e sulla ripresa: “Nel secondo tempo è diventata una partita difficile, perché gli altri si sono messi in dieci davanti all’area di rigore. Ho cercato di cambiare qualcosa già nell’intervallo per portare più densità in area, anche con Corbari, che probabilmente è il giocatore più importante che abbiamo negli inserimenti e nel riempimento dell’area. Ho cercato di portare più giocatori qualitativi vicino agli attaccanti e, sotto l’aspetto della manovra, non credo che siamo mancati: siamo arrivati spesso e abbiamo avuto anche due palle gol clamorose. Quello che secondo me dovevamo fare meglio era la foga agonistica per andare a riprendere il risultato”. Viali ha anche dichiarato ciò che ha detto ai suoi ragazzi durante l'intervallo: “Ai ragazzi ho detto una cosa molto semplice: cancelliamo il primo tempo, è finito. Scendiamo in campo e vinciamo il secondo tempo. Se lo vinciamo di un gol la pareggiamo, se lo vinciamo di due la portiamo a casa. Dovevamo vivere il secondo tempo serenamente, ma con molta più foga agonistica, per portare l’avversario a commettere errori”.
A conclusione, l'allenatore si è soffermato sulle difficoltà che la squadra trova nel concretizzare: “La cosa che posso fare per migliorare questa situazione è cercare di creare ancora di più. Dobbiamo essere più bravi a migliorare il rapporto tra situazioni create e gol fatti. Questo è un aspetto anche psicologico: bisogna dare grande fiducia e grande stima a tutta la fase offensiva. Per quanto mi riguarda, il mio compito è creare sempre più occasioni”.
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