Uno scherzo del mercato che profuma di destino. Fino a poche settimane fa era l'incubo dei biancazzurri, l'uomo che con la maglia dell'Ascoli aveva spento i sogni promozione segnando sia all'andata che al ritorno nella finale playoff. Una girandola di emozioni riassunta dallo stesso fantasista: "Dopo neanche un mese essere un giocatore dell'Union Brescia non l'avrei mai detto, ma credo nel destino". Ora, l'ex avversario dei lombardi si ritrova a vestire la stessa maglia agli ordini dell'allenatore Eugenio Corini.

Nato a Milano il 13 gennaio 2000 e cresciuto a Romano di Lombardia, Rizzo Pinna muove i primi passi calcistici nei settori giovanili di Atalanta, Inter e SPAL. Il suo percorso tra i professionisti registra 185 presenze ufficiali, 28 reti e 18 assist. Numeri impreziositi dall'ultima annata vissuta da protagonista con la maglia dell'Ascoli, chiusa con 39 partite, 8 gol e 7 assist tra campionato e playoff. Numeri importanti che raccontano l'efficacia di un centrocampista offensivo abile a incidere negli ultimi metri e che convincono l'Union Brescia a chiudere l'operazione prelevandolo a titolo definitivo dal Cosenza con un contratto blindato fino al 30 giugno 2029.

La sua carriera ha però conosciuto ostacoli pesanti da superare, come la difficile parentesi di Palermo in Serie D. A diciannove anni, frenato da un impiego ridotto e da frizioni con l'allora allenatore Rosario Pergolizzi, ha vissuto il momento più duro con un anno di stop forzato a causa della sanzione e dello stop per Covid. Una sosta forzata che lo lasciò svincolato ma che non spense la sua ambizione, spingendolo a ripartire dalla Vis Artena prima del trampolino di lancio della Lucchese e dell'esperienza in Serie B a Cosenza.

La definitiva consacrazione è arrivata poche settimane fa, quando con l'Ascoli ha battuto proprio il Brescia segnando sia nella finale d'andata al Rigamonti che nel ritorno al Del Duca. Un impatto devastante che gli è valso il titolo di miglior giocatore dei playoff di Serie C e la conseguente chiamata dei biancazzurri. Ora il salto in una piazza calda, pronto a prendersi la scena sotto la guida di Eugenio Corini e a integrarsi in un organico che punta dritto al vertice.

Lo "stop forzato" a Palermo e la risalita feroce

Il legame di Rizzo Pinna con il calcio ad alti livelli comincia molto presto, marchiato da un record precoce che ne certifica il talento cristallino. A soli quindici anni, il fantasista assapora già le chiamate importanti e i riflettori del grande palcoscenico giovanile, guadagnandosi la convocazione nell'Europeo Under 17. La sua formazione bergamasca a Zingonia forgia un ragazzo abituato alla pressione e alle aspettative elevate.

Il carattere si è poi plasmato tra le difficoltà dei campi di provincia e la risalita dopo i mesi di buio successivo all'addio alla Sicilia. Chi lo conosce lo descrive come un professionista esemplare, lontano dai riflettori e concentrato unicamente sul campo. Quella tempra costruita tra i campi polverosi della Serie D e le battaglie della terza serie è oggi il vero valore aggiunto che porta in dote nello spogliatoio biancazzurro.

Dribbling nello stretto e fantasia per la trequarti di Corini

Dal punto di vista tattico, l'arrivo di Rizzo Pinna regala a Eugenio Corini un elemento duttile e capace di spaccare le partite in qualsiasi momento. Il suo habitat naturale è la trequarti centrale, dove può sfruttare il dribbling secco e la rapidità d'esecuzione per saltare l'uomo e creare superiorità numerica. Nelle scorse stagioni ha dimostrato di sapersi disimpegnare anche come esterno offensivo, pur prediligendo la zona centrale per incidere con la sua visione di gioco.

A completare il profilo ci sono ottime doti balistiche sui calci piazzati, una qualità che arricchisce notevolmente il ventaglio di soluzioni offensive dei lombardi. Il nuovo acquisto non dovrà far rimpiangere i leader tecnici della rosa e, inserito in un contesto di primissima fascia, avrà tutti i mezzi per imporsi come uno dei migliori interpreti del ruolo nell'intera categoria.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Lun 27 luglio 2026 alle 10:00
Autore: Francesco Sarubbi
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