Pochissimi mesi in rossoblù sono bastati a Niko Kirwan per  tornare mettere un trofeo in bacheca. Soltanto un anno fa, l'ormai ex capitano del Padova, vinceva il campionato con i biancorossi regalando alla piazza euganea una Serie B che mancava da 6 anni.

Ora il difensore neozelandese, dopo soltanto 9 presenze con il Potenza, torna ad alzare un trofeo nella serata che ha regalato la prima storica Coppa Italia di Serie C ai lucani.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare dal minutaggio di Kirwan perché il suo arrivo a Potenza, nel mercato di gennaio, é stata un'occasione che la squadra di De Giorgio ha voluto cogliere al balzo.

Le lacune difensive erano ben chiare. XX gol subiti a metà stagione sono decisamente troppi per ambire a piazzamenti più alti, in un girone altamente competitivo come quello del Potenza. Ecco quindi che l'innesto del 30enne ha permesso ai lucani non solo di aggiungere esperienza a un organico giovane, ma anche di responsabilizzare e dare maggior sicurezza all'intero reparto arretrato

Un nuovo punto di forza
Proprio la fascia di destra, per gran parte della stagione, era stata il vero cruccio del reparto difensivo. Le prestazioni altalenanti di Novella e Adjapong rendevano quella zona di campo una facile preda per le incursioni avversarie, e il passaggio dell'ex numero 35 al Crotone ha aperto la strada all'arrivo del neozelandese

Grinta, freddezza negli interventi e tanta tanta leadership. Nel giro di 2 mesi Kirwan si é preso il Potenza diventando subito decisivo e trasformando quella fascia destra da punto di debolezza a principale punto di forza. La finale d'andata al Viviani si decide per gran parte su quella zona di campo, dove i continui scambi tra l'ex Trapani, Schimmenti e Felippe mandano fuori giri il centrocampo del Latina. Nel ritorno è lui a contenere più volte le scorribande di Riccardi e Fasan, permettendo ai lucani di trionfare nei 180 minuti.

Sezione: Girone C / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 22:20
Autore: Marco Gioviale
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