La Torres dopo una stagione travagliata è comunque riuscita a centrare la salvezza, tramite playout. Doppia vittoria nel confronto andata e ritorno contro il Bra. Con la conclusione della stagione, è iniziato il momento di guardare al futuro. C'è chi, inevitabilmente, saluta il club. Come Mattia Sala, arrivato in Sardegna nel luglio del 2025 in prestito dal Pisa. Il club toscano l'ha girato a titolo temporaneo ai sardi e per ora, visto che è terminata ufficialmente la stagione, farà ritorno al club che ne detiene il cartellino.

Per il classe 2005, 34 presenze nel girone B (più appunto 2 ai playout) in questa stagione, impreziosite da due reti e 6 assist complessivi. Numeri da giocatore decisivo. Adesso però, prima di pensare al futuro, è tempo di riconoscenza per i colori rossoblù da parte del centrocampista. Di seguito, il saluto alla Torres pubblicato sui suoi canali social. "GRAZIE , so che probabilmente basterebbe questa parola per ringraziare tutte le persone, compagni, tifosi, che mi sono stati vicini e che mi hanno accompagnato in questo splendido viaggio, però vi meritate decisamente di più che un semplice grazie".

"Qui a Sassari ho trovato fin dal primo giorno una seconda casa che mi ha saputo accogliere come un “figlio” in uno dei momenti più difficili da quando gioco a calcio e di questo cara Sassari te ne sarò grato per sempre. Per prima cosa ci tenevo a ringraziare di cuore i miei compagni per tutti i momenti belli e brutti passati insieme a ridere, scherzare, rafforzarci nei momenti di difficoltà, senza mai disunirci".

"Grazie anche a tutto lo staff e tutte le persone che lavorano per la Torres che mi hanno dato l’opportunità di poter esprimere il mio gioco e di esprimere me stesso al 100% sia dentro che fuori dal campo. Infine un grazie speciale va a voi tifosi, presenti a sostenerci dalla prima all’ultima giornata di questo campionato, siete stati fantastici! Inutile dire che da oggi Sassari e la Torres avranno un tifoso in più per sempre. Vi voglio bene. Mattia".

Sezione: Girone B / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 18:15
Autore: Antonio Esposito
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