L’operazione che ha portato Alex Jiménez alla Fiorentina ha attirato l’attenzione anche per la particolare struttura economica dell’accordo. Una formula che, però, secondo Marco Valentini, non rappresenta una novità assoluta.

L’ex direttore sportivo di Ascoli e Salernitana racconta infatti come un’operazione molto simile fosse stata costruita nell’estate del 2022, per portare Pedro Mendes in bianconero dallo Sporting Lisbona.

Queste le sue parole ai nostri microfoni: “Leggendo come è stata costruita l’operazione di Jiménez con la Fiorentina, ho notato che la struttura è praticamente la stessa che avevamo utilizzato noi quattro stagioni fa all’Ascoli. Probabilmente, essendo un’operazione fatta in Serie B, non ci fece caso quasi nessuno. Però il principio era identico”.

Da quell’intuizione nacque una trattativa lunga diversi mesi, iniziata dopo una segnalazione arrivata mentre uno scout dell’Ascoli si trovava in Portogallo per osservare altri giocatori: “Avevo già visto alcuni video di Pedro Mendes e mi sembrava interessante. Lo seguimmo da dicembre fino a giugno, anche personalmente. Quando iniziammo aveva segnato tre gol, poi chiuse la stagione con undici reti e la sua valutazione cambiò completamente”.

Valentini: “Così rendemmo sostenibile un investimento quasi impossibile”

Lo Sporting Lisbona partì da una richiesta di un milione e mezzo di euro, una cifra fuori portata per il club marchigiano. Da qui nacque l’idea di costruire una formula alternativa: “Pagammo inizialmente 400 mila euro, lasciando allo Sporting il 50% sulla futura rivendita. All’interno dell’accordo inserimmo però delle opzioni: ogni 10% del cartellino poteva essere acquistato successivamente per 100 mila euro, fino ad arrivare al 90%. Lo Sporting volle mantenere il 10% finale perché era convinto che il giocatore sarebbe stato rivenduto.

Per Valentini fu una vera intuizione di mercato: “Era un’architettura finanziaria che ci permise di prendere un giocatore che, con una formula tradizionale, non avremmo mai potuto permetterci. Credo che anche la Fiorentina abbia ragionato nello stesso modo per Jiménez”. Pedro Mendes ripagò poi la fiducia sul campo: “Prima 4 gol, poi 11 in appena 27 partite prima dell’infortunio a marzo. Secondo me avrebbe chiuso tranquillamente a 16 o 17 reti”. Successivamente l’Ascoli lo cedette per circa due milioni e mezzo: “Alla fine sono rimasti soddisfatti tutti, anche lo Sporting che aveva mantenuto una percentuale sulla futura rivendita”.

Valentini: “Ascoli merita la Serie A. Io? Ormai faccio il pompiere”

Valentini conserva un ricordo speciale della piazza marchigiana, dove ha lavorato in cinque diverse esperienze dal 2008: “Sono sempre arrivato in situazioni complicate, due volte con la squadra ultima in classifica. Nell’ultima esperienza siamo riusciti addirittura a raggiungere i playoff. Ascoli è una piazza che ti fa vibrare la pelle e che merita palcoscenici come la Serie A. Quest’anno, secondo me, ha meritato la promozione perché ha espresso il miglior calcio della Serie C”.

L’ex direttore sportivo ripensa poi anche ai sei mesi vissuti alla Salernitana: “Arrivai il 2 gennaio con la squadra ultima e riuscimmo a conquistare 25 punti in 17 partite. Sul finale preferisco non tornare, ma secondo me il rinvio del campionato e le modifiche al calendario cambiarono troppi equilibri nelle ultime giornate”. Infine uno sguardo al futuro, con una definizione che ormai, scherzosamente, lo accompagna da tempo: “Un mio ex giocatore dice sempre che faccio il vigile del fuoco, perché mi chiamano quando c’è da spegnere gli incendi. Probabilmente è vero. Sarebbe bello programmare una stagione dall’inizio, ma in questi anni ho acquisito esperienza proprio nella gestione delle situazioni difficili. Durante il Covid ho studiato anche da mental coach per migliorare la comunicazione con i calciatori. Oggi penso di sapere quali corde toccare quando si arriva in corsa”.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 15 luglio 2026 alle 09:12
Autore: Mattia Cordì
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