La Serie C ha questo potere: far rivivere sfida che sembravano ormai perdute. Tante squadre, zone geografiche diverse, passioni comuni che vanno oltre i fallimenti, le difficoltà e le sconfitte di club storici messi di fornte alle nuove realtà del nostro calcio. Sfide che riaccendono territori interi e che riportano alla mente anni che nella memoria sembrano lontanissimi. La Serie C 2026/2027 aspetta solo la seconda giornata per far vivere queste emozioni al sul popolo e questa volta tocca alla Puglia immergersi in un sfida storica da qualche anno abbandonata. Allo stadio Cosimo Puttilli tutto è pronto: venerdì 28 agosto 2026 sarà il giorno della rinascita per Barletta-Bari.

Barletta-Bari: uno dei derby del barese. Derby del barese perchè una volta anche Barletta faceva parte della provincia del capoluogo pugliese e le rivalità, si sa, non seguono i confini ma la storia. Dall'ultima volta però di tempo ne è passato. 37 anni sono quelli che le due tifoserie hanno aspettato prima di ritornare l'una contro l'altra, 37 anni fatti di problematiche amministrative, salite e discese tra categorie, successi e sconfitte a cavallo tra professionismo e dilettanti. Venerdì sera non sarà solo uno stadio ad accendere i riflettori su un campo, ma un territorio intero pronto a ritirar fuori tutta la passione lasciata ad aspettare per oltre tre decenni. L'entusiasmo è già alle stelle, i tifosi del Barletta hanno assalito i botteghini fino a tarda notte e la presenza sugli spalti non sarà solo partecipazione, ma un vero e proprio pezzo di storia del club. 

Gli stessi colori sulle maglie ma due percorsi che nell'arco del tempo si sono allontanati. Per rivedere sui tabellini del calcio italiano la sfida il salto infatti non è breve: 2 aprile 1989, ventottesima giornata di Serie B. Un Bari forte dei primi posti della classifica sfida un Barletta padrone di casa che rischia la retrocessione. All'andata non c'era stato scampo: un 2-0 del Bari aveva schiacciato i sogni di rivalsa del Barletta, rimarcando una situazione di classifica già non affatto semplice. Al ritorno però l'aria che tira è ben diversa: l'animo del popolo barlettano spinge la sua barca allenata da Gesualdo Albanese verso un punto fondamentale. Al Cosimo Puttilli finisce 0-0 senza grandi emozioni, ma i tifosi del tempo ancora non lo potevano sapere che quella sfida sarebbe stata ricordata, fino a oggi, come l'ultima.

Dopo quel pareggio strappato la stagione del Barletta pian piano si rialza. Punto dopo punto la salvezza diventa una certezza e le ultime dieci giornate regalano un altro anno di secondo livello alla formazione pugliese. La festa per la salvezza rimarrà legata anche a quel derby strappato dalle grinfie dei cugini baresi, nel frattempo intenti a festeggiare per una promozione in Serie A e l'inizio di uno dei periodi più proliferi del calcio barese. Ora il derby è pronto a illuminarsi di nuovo e la Serie C scalpita per il grande ritorno. 

Sono passati 37 anni: com'era il calcio all'ultimo Barletta-Bari

In 37 anni tutto cambia. Le persone crescono e invecchiano, le famiglie si allargano e si modificano, la vita si evolve e la tecnologia avanza. Nemmeno il calcio ha pensato un secondo alla possibilità di rallentare e fermare le lancette, i bimbi presenti allo stadio quel giorno ora sono adulti, le due città si sono evolute e l'Italia intera ha cambiato volto. A riguardare chi 37 anni scendeva in campo in quella giornata primaverile di Serie B tante cose sono irriconoscibili. In un calcio italiano che si avvicinava a una delle stagioni più spledenti della sua storia, con tre coppe internazioni vinte in una sola annata nell'anno successivo, la Serie B si riempiva di piazze importante, animando un campionato che da sempre sa stupire il pubblico.

Genoa, Udinese, Parma, Brescia, Empoli e lo stesso Bari: tutte piazze calde e storiche del nostro calcio, ritrovatesi insieme in Serie B. Sfide di altri tempi e campioni pronti a esplodere. A partire da Totò Schillaci, in quella  al Messina e capocannoniere dell'annata, o Massimo Carrera, in forza al Bari e futuro vincitore della Champions League con la Juventus, e ancora l'attuale allenatore Attilio Lombardo. 

E la Serie C? Ecco com'era 37 anni fa...

Facciamo un ultimo salto indietro. Di nuovo stagione 1988/1989 ma questa volta campionato di Serie C. La categoria dove Bari e Barletta si ritroveranno ha già ospitato l'attesissima sfida quattro volte in passato, tutte a cavallo tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80. Ma com'era la nostra amata categoria quando andava in scena l'ultimo derby biancorosso del barese?

La prima grande differenza la troviamo nei numeri. 36 squadre e solamente due gironi dividevamo a metà la prima categoria del professionismo. Tanti nomi ritornano guardando la classifica attuale, altri sanno di tempi passati. Nel Girone A del tempo, solo tre squadre risuonano famigliare anche al campionato di Serie C appena iniziato: il Trento, la Reggiana, che finirà il campionato da vincitrice del proprio girone, e lo Spezia, terza in classifica finale, a un passo dalla mancata promozione. Riguardando al girone B invece le somiglianze sono tantissime e le squadre partecipanti anche al campionato dei giorni nostri ben 10 su 18. Si parte dal Foggia, che insieme al Cagliari raggiungerà la promozione a fine stagione. A metà della classficia finale troviamo poi Torres, Casertana, Casarano, le due big Salernitana e Catania, Perugia e Monopoli. Zona retrocessione invece per Campobasso e Vis Pesaro, costrette ad abbandonare a fine stagione la Serie C insieme al Rimini e all'attuale Serie A Frosinone. 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 26 agosto 2026 alle 12:05
Autore: Francesca Caldelara
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