La sua storia è da libro Cuore: averlo visto in campo è stato più bello di aver vinto il campionato. Se non sono vittorie queste, è meglio non vincere mai”. Così il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, al termine di Benevento-Cavese ha descritto la storia di Matteo Donatiello. Il classe 2006, prima della festa partita dopo la consegna ai giallorossi del trofeo per la vittoria del girone C, ha vissuto un momento speciale: l’esordio con la prima squadra. Una storia  fatta di attesa, lotta e rinascita, un concentrato di emozioni dopo un anno difficile a livello personale. 

Nativo di Atripalda, inizia la sua carriera nelle giovanili dell’Avellino, attirando l’interesse del Benevento grazie alla lucidità nelle giocate e all'intelligenza tattica, qualità quasi da veterano. Le "streghe" lo lasciano inizialmente in prestito nell’Under 19 biancoverde fino al 2023, quando diventa stabilmente un giocatore giallorosso. 

Poi arriva la sfida più importante: quella contro un linfora, che lo tiene lontano dal campo per 404 giorni, fino al 4 aprile. Un momento simbolico, arrivato nel derby Primavera contro la Salernitana, celebrato con un lungo applauso: un esempio per tutti, non solo i più giovani. Preludio alla notte speciale del "Vigorito".  

Prime volte

Nel match contro la Cavese arriva quindi il suo grande momento: al settantaquattresimo Floro Flores decide infatti di dargli spazio durante gli ultimi 16 minuti di gioco, minuti che difficilmente dimenticherà. Lungo applauso al suo ingresso, poi solo calcio giocato. 

Una soddisfazione rimarcata anche dall'allenatore giallorosso nella conferenza stampa post partita:  “Avrei voluto allenarlo in Primavera, ma non è stato possibile. Nella vita lui ha già vinto e questo debutto è un nuovo successo. Viene da un momento difficile che sono sicuro lo renderà ancora più forte caratterialmente. Meritava l’esordio perché è un calciatore straordinario”. Stima e fiducia reciproca, semplicemente un nuovo inizio. 

Abbracci speciali 

Anche i social si sono stretti intorno alla sua storia, già dopo il ritorno in campo contro la Salernitana, celebrato con un’istantanea del match e della maglietta. Per pochi frangenti tutta Benevento si è immedesimata in lui, come se fosse un figlio adottivo di quella città e stesse per arrivare a un traguardo indimenticabile.

 “04/04/2026. 404 giorni dopo. Una data che tatuo indelebile sul cuore, oggi torno a vivere per ciò che amo, con la pelle d’oca, fiero di me, lasciando finalmente alle spalle il passato. L’amore verso qualcosa ti porta ad affrontare le difficoltà come se fossero sfide e questo sport è stato il motivo che ha alimentato la mia forza giorno dopo giorno, permettendomi di essere qui oggi, di nuovo sul campo, di nuovo felice. Il duro lavoro ripaga sempre, magari non oggi, non domani, ma chi persevera nel tempo, prima o poi otterrà. ringrazio La mia famiglia, gli amici e soprattutto la società per l’affetto e la vicinanza dimostrata in questo ultimo anno”.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 20:00
Autore: Tommaso Paolantonio
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