Il tempo che passa ma non dimentica: 60 anni candeline spente per Gianfranco Zola, uno dei calciatori più amati del calcio italiano che il 5 luglio ha raggiunto questo importante traguardo di vita. L'ex attaccante - tra le altre - di Parma, Napoli e Cagliari e attuale vicepresidente vicario della Lega Pro, ha saputo incantare con le sue giocate nell'arco degli anni '90/2000 scrivendo alcune delle pagine più belle del nostro calcio e non solo: il campione sardo ha vissuto, da protagonista anche il Mondiale negli Stati Uniti nel 1994 con la Nazionale italiana, per poi conquistare oltremanica il cuore dei tifosi del Chelsea.

Molti anni prima dei Blues però e di quel soprannome, "Magic Box" ("scatola magica"), che più di ogni altro caratterizzerà il suo modo di giocare rendendolo un'icona mondiale, Gianfranco Zola non è altro che un ragazzo che sceglie di partire dalla sua regione natìa, la Sardegna, stregando tutti con il suo talento. Dopo gli inizi alla Corrasi Oliena e alla Nuorese, è con la Torres che l'allora giovane talento inizia a mostrarsi al grande pubblico.

La stagione 1986-1987 vede la squadra di Sassari disputare il campionato di Serie C2. Zola ha solo 20 anni, è alla sua prima stagione tra i professionisti ma la classe non sembra mancare e si nota subito. I rossoblù macinano punti in classifica, tallonati da Derthona, Novara e Pistoiese e alla fine del campionato hanno la meglio sulle concorrenti: Zola, a dispetto della giovane età, incanta il pubblico isolano del Vanni Sanna: a fine stagione sono 8 le reti in 30 presenze, con i sardi che strappano così il biglietto per tornare in Serie C1.

Il primo anno nella nuova categoria è di transizione ma soprattutto di crescita per uno della sua stoffa: Zola colleziona 2 gol in 24 presenze, ma le sue prestazioni non vengono descritte a modo dai numeri. I sardi si piazzano al settimo posto in classifica, consolidando così la categoria e scongiurando una possibile retrocessione, mentre il campione di Oliena si prepara a scrivere una delle pagine più importanti della sua giovane carriera. Per prepararsi al definitivo salto di qualità niente di meno che dietro a un mito come il Pibe de Oro.

Zola, l'exploit con la Torres e la chiamata di Moggi

Nella stagione 1988-1989 Gianfranco Zola ruba la scena, incantando con le sue giocate nella Serie C del tempo e facendo parlare di sè in tutta Italia. A fine stagione i gol saranno ben 11, con il fantasista impiegato in tutte e 34 le partite stagionali, mentre la sua squadra arriva vicino a uno storico primo posto in classifica, chiudendo a sei punti dal Cagliari di Claudio Ranieri che verrà promosso in Serie B.

La Torres, dunque, sfiora l'impresa ma per Zola è tempo di spiccare il volo. Luciano Moggi, al tempo DS del Napoli, non ci pensa due volte e fa di tutto per portarlo nel capoluogo campano. Lì il fantasista si consacrerà ai massimi livelli, crescendo alle spalle di Diego Armando Maradona per poi consolidarsi come uno dei migliori giocatori degli anni '90 a Parma, a Londra (sponda Chelsea), prima del ritorno romantico nella sua Sardegna: con il Cagliari riuscirà a riconquistare la promozione in Serie A quattro anni dopo l'ultima volta, primo di un ultimo giro di valzer in Serie A nella stagione 2004/05.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Dom 05 luglio 2026 alle 20:00
Autore: Matteo Di Mario
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