È morto all'età di 83 anni Sandro Mazzola, simbolo dell'Inter e dell'intero calcio italiano a cavallo tra anni 60' e 70'. Figlio dell'indimenticabile Valentino, storico capitano del Grande Torino scomparso nella Tragedia di Superga, rimane ad oggi uno dei protagonisti indiscussi nella storia nerazzurra, legando la sua carriera ai tempi d'oro di Helenio Herrera.

Bandiera assoluta dell'Inter, nasce nel 1942 a Torino, ma cresce fin da subito calcisticamente in nerazzurro. Esordisce appena diciottenne con la formazione milanese, club dove trascorrerà l'intera carriera da giocatore, fino al ritiro nel 1977, a 35 anni. Diciassette stagioni, 565 presenze complessive e 160 gol, con 417 apparizioni in Serie A. Velocissimo, abile nel dribbling e lucido sotto porta, Mazzola è stato uno dei volti più riconoscibili della squadra che, nella metà degli anni Sessanta, conquistò l'Italia e l'Europa sotto la guida di Helenio Herrera.

Figura simbolo anche della nazionale azzurra, con i colori dell'Italia ha raccolto in totale 70 presenze e 22 reti, prendendo parte a due storiche spedizioni azzurre.

La prima porta all'Europeo vinto nel 1968, disputato proprio in Italia e segnato dalla doppia sfida contro la Jugoslavia. La seconda il mondiale di Messico '70, dove la formazione italiana uscì sconfitta solo in finale, battuta dal Brasile di Pelè. 

Più di 400 apparizioni in Serie C e l'ultima contro una squadra di Serie C

400 è un numero enorme che fa paura. Per più di 400 volte Sandro Mazzola ha indossato gli scarpini e la casacca dell'Inter ed è sceso in campo in campionato, diventando non solo un uomo di calcio, ma un simbolo, di quelli che restano tali anche quando il tempo continua a passare. 

2 maggio 1977, nel pomeriggio primaverile di Perugia, l'Inter scende in campo contro il grifo padrone di casa, in quella che per molti sarà un'ultima giornata di campionato come le altre. Per Mazzola invece no, quel pareggio domenicale ha un sapore diverso, il gusto di un ultimo spettacolo nel teatro che per una vita intera lo ha fatto esibire. Un'ultima apparizione nel calcio italiano, lo stesso che oggi saluta, per un'ultima volta, uno dei suoi immortali simboli.

Sezione: News / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Francesca Caldelara
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