A volte il destino sembra aver preparato tutto alla perfezione, come nel caso di Augusto Owusu, prospetto classe 2005 della Juventus. Tutto un prospetto racchiuso in un nome, o meglio in un secondo nome: alla nascita infatti gli venne dato “Sedorf”, in onore di Clarence, nonostante manchi una “e”, che in quegli anni era protagonista con la maglia del Milan. Dopo diversi anni nella Juventus Next Gen, adesso il salto sembra vicino e quel destino da campione ritorna. Per Europa League Luciano Spalletti ha scelto ancora lui.

Il filo rosso del destino, però, non si è fermato al nome. Proprio come Seedorf, Owusu gioca a centrocampo. È un giocatore box-to-box, dotato di una discreta qualità nei piedi, maturata anche grazie al suo passato da trequartista, ruolo nel quale era stato notato dalla Juventus. Una caratteristica che gli permette di rimanere lucido una volta arrivato in area di rigore. A questa qualità aggiunge una grande fisicità e una buona capacità di recuperare il pallone.

Nato a Torino nel 2005, ha il doppio passaporto: quello italiano e quello ghanese, nazionalità dei genitori. Nel DNA di Owusu, ormai però regna un solo colore il bianconero. Aveva appena otto anni infatti, mentre giocava in una piccola squadra della periferia torinese, un osservatore della JUve lo nota, e da lì il resto è storia. Quella di un ventenne finalmente pronto per fare il vero salto tra i "grandi".

Dopo la trafila nelle giovanili, è arrivato a giocarsi le sue chance con l’Under 23 bianconera, aumentando costantemente il proprio minutaggio e la sua centralità all'interno della rosa. Al suo primo anno in Serie C, Owusu ha collezionato 19 presenze, mentre l’anno scorso è salito a quota 26, arricchite da due assist.

Una seconda volta tra i grandi

Per Owusu non si tratta della prima volta con i grandi. Nella stagione 2024/2025 venne convocato da Thiago Motta per la trasferta di Lecce, terminata 1-1, insieme ad altri compagni della Next Gen, come Pagnucco, che lo accompagnerà anche questa volta in Europa League.

Dopo quell’esperienza è rimasto a crescere in Next Gen, finché Spalletti non lo ha portato con sé nella tournée di questa estate. Dopo essersi allenato con il gruppo tra Hong Kong e Australia, è tornato in prima squadra per le partite contro il Milan e il Sassuolo. Ora, invece, è il turno dell’Europa. Una scelta condizionata anche dai tanti infortuni che stanno caratterizzando la prima parte della stagione bianconera.

Fuori rosa in Primavera 2 e il “salvataggio” di Scaglia

La carriera del centrocampista classe 2005, però, non è stata sempre perfetta. Nonostante sia cresciuto nelle giovanili bianconere, non è mai stato il volto della squadra, probabilmente anche perché ha avuto una crescita fisica più tardiva. Nella stagione 2022-2023 sceglie di andare in prestito alla ricerca di un maggiore minutaggio: arriva così l’esperienza alla Reggiana in Primavera 2. In Emilia-Romagna, però, trova ancora meno spazio, finendo fuori rosa.

A “salvarlo” ci ha pensato il responsabile delle giovanili bianconere, Massimiliano Scaglia, lo stesso che aveva suggerito di arretrarlo dalla trequarti. Scaglia diede completa fiducia al ragazzo, portandolo a firmare un rinnovo triennale. Adesso, dopo l’esperienza in Serie C, Owusu è pronto per il salto tra i grandi.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 14:10
Autore: Tommaso Paolantonio
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