Il salto di categoria spesso fa paura. Spaventa i giocatori, catapultati da un giorno all'altro in una serie nuova con livello e rose differenti, fa paura alle società e agli allenatori, spesso rallentati dal timore di lanciare chi un campionato non lo conosce o chi sulla cartaa d'identità risulta ancora "troppo giovane". In una Serie A che quest'anno, come non si vedeva da tanto,  ha provato a sdoganare il lancio dei giovani, uno dei nuovi protagonisti conosce bene la sensazione del salto. 

Simone Cinquegrano fino alla fine della scorsa stagione la Serie A ce l'aveva sulla maglia, ma solo metaforicamente. L'Inter U23 aveva il sapore del grande campionato, ma solo da lontano. Le presenze in Serie C si accumulano, arrivando a fine campionato addirittura a quota 34, arricchite anche da 2 reti. Un terzino attaccante, portato solo a 18 sulla fascia di difesa: prima il suo posto era l'aria avversaria, ma un allenatore ha una visione. Gli cambia ruolo, rimangono le qualità, quelle tecniche e quelle innate, quelle che indipendentemente dalle categorie vengono notate e posso portare un giocatore in un calcio che, senza saperlo, lo stava già aspettando. 

I prestiti, gli anni passati a cambiare maglia senza mai rientrare alla base neroverde. La storia di Cinquegrano è una di quelle che ci ricorda dell'importanza della gavetta. La storia di un giovane che, nonostante gli anni lontano dai riflettori arriva in Serie A in punta di piedi, nell'ombra dei grandi trasferimenti, in seconda linea rispetto a chi fa parlare di sè ancora prima di scendere in campo. Per Cinquegrano il salto è riuscito, e nessuno se n'è accorto: lui ha lasciato parlare il pallone e Aquilani lo ha ascoltato. Il tocco soffice, efficace e decisivo di un terzino che sembra portare in campo esperienza e solidità di chi la categoria la conosce.

4 presenze da titolare su 4 gare di Serie A. Alberto Aquilani ha scelto lui per dare presenza, costanza e decisione a una delle squadre che maggiormente ha messo i bastoni tra le ruote alle grandi in questo primo mee di Serie A. Non solo un allenatore fiducioso del suo giovane "pupillo" ma una società pronta a puntarci per il futuro. Simone Cinquegrano sarà un giocatore del Sassuolo fino al 2032, la Serie A se lo gode, la Serie C lo ha visto cresce e ora si gusta il suo primo volo nel calcio dei grandi riflettori. 

La Serie C ha imparato a conoscerlo: le due stagioni di Cinquegrano con Rimini e Inter U23

Cinquegrano non ha mai giocato con i grandi quando arriva in Serie C. Ha 20 anni, due stagioni di Primavera 1 alle spalle e una vita intera passata con la maglia del Sassuolo addosso. La sua Modena, città di nascita, dista solo una ventina di chilometri dai centri neroverdi e anche la nuova destinazione non è così lontana da casa. La prima maglia tra i professionisti è quella del Rimini, storia e ambizioni del club però non lo spaventano.

38 presenze e 2 gol alla prima stagione "tra i grandi" rappresentano una dimostrazione concreta di un giovane carico di voglia di dimostrare. Il sogno di esordire in un grande campionato continua, tra prestazioni di maestria sulle fasce e nuove responsabilità sulle spalle. L'esperienza in romagna dura una sola stagione, il rientro a Sassuolo e poi il nuovo prestito sono una nuova sfida che Cinquegrano accoglie con maturità e costanza. Ad aspettarlo questa volta c'è l'Inter U23, ma i numeri non cambiano e 34 presenze, condite anche da due reti, continuano ad affermare il terzino come un punto saldo della serie C. Poi il ritorno a casa, i colori di una vita che finalmente puntano su di lui e la necessità di dimostrare che cresce ancora. 

Quattro su quattro: la super partenza in Serie A

Alberto Aquilani ha tirato fuori il coniglio dal cilindro, la magia di puntare su un giovane, come spesso c'è paura di fare non lo ha fermato, e Cinquegrano ha risposto presente. Una risposta secca, quella di chi conosce il peso dell'impresa da compiere, quella di chi dalla prima apparizione in Serie A ha puntato i piedi, mandando un segnale chiaro "il posto non lo lascio".

I numeri ci anticipano nel parlare di lui. Nelle prime quattro giornate di Serie A il Sassuolo ha dimostrato di meritare un posto che conta nel massimo campionato, e sulla fascia destra il nome di Cinquegrano è ormai divento certezza assoluta. 87% di passaggi riusciti parla di un giocatore di visione, la mentalità di un ragazzo pronto, al momento giusto nel posto giusto per il grade salto. Oggi tutto il calcio italiano lo guarda, i grandi palcoscenici puntano i riflettori su di lui e forse, il merito è anche un po' della Serie C. 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 11:45
Autore: Francesca Caldelara
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