Sconfitta indolore quella del Benevento, arrivata di misura contro la Cavese. Decisiva la rete di Orlando dopo soli 11 minuti dal calcio d'inizio. La squadra di Floro Flores, laureatasi già campione la scorsa settimana nel giorno di Pasquetta, può approfittare del fattore campo per festeggiare la vittoria del Girone C davanti ai propri tifosi.

Al termine della gara è festa anche in sala stampa, durante la conferenza dell'ex attaccante che ha voluto aprire spendendo solo parole al miele per il presidente Vigorito: "L'ho sempre definito un visionario e un folle. Visionario per poter mettere un allenatore della mia età sulla panchina, con una squadra del genere e magari mandando via un allenatore di esperienza che qui a Benevento era come se fosse un principe".

Eredità, quella di Getano Auteri, non facile da rilevare. Soprattutto se, come Floro Flores, ti trovi alla tua prima esperienza sulla panchina di una prima squadra. "Mister Auteri è qualcosa di indimenticabile per la città e poterlo sostituire per me è stato un grande onore. Quello che ha fatto nella sua storia parla per sé e lo voglio solo ringraziare, perché mi ha lasciato qualcosa in mano dove dovevo fare solo il mio lavoro".

Ritornando invece sui ringraziamenti nei confronti di Vigorito, invece: "Folle perché si è preso qualche insulto dicendo che aveva messo 'a pazziella mman 'e criature: quella frase ha innescato in me una responsabilità ulteriore perché non si gioca né con i sentimenti delle persone, né con la vita e né con gli investimenti di una società. Mi sono sentito responsabile dal primo giorno".

Floro Flores: "Vedere il presidente corre con la maglia del fratello Ciro non ha prezzo"



Per responsabilità, importanza e fiducia dimostrata, quella di Oreste Vigorito resterà una figura indelebile nella carriera di Floro Flores: "Il presidente l'ho reputato come un genitore, perché mi ha indicato la strada. Nelle sconfitte avevo tanta paura ma la prima chiamata era sempre la sua per darmi conforto. Oggi vederlo gioire, correre in campo con la maglia del fratello scomparso non ha prezzo".

Lo stesso presidente Vigorito, durante la premiazione, ha conservato una medaglia per il fratello Ciro, scomparso nel 2010 e al quale, successivamente, è stato poi intitolato il vecchio stadio di Santa Colomba. "Sarò scontato ma non vivo per soldi, vivo per questo. Tra me e lui basta la mano, io ci metto solo la firma".

Floro Flores: "Adesso è troppo facile amarmi"


Ora l'allenatore 42enne non vede l'ora di godersi la festa per le strade di Benevento, con la speranza però che il sostegno da parte della piazza non venga meno di fronte alle prime difficoltà. "Ai miei figli ho detto che in questi giorni voglio andare nei vicoletti, dove hanno messo tutte le decorazioni. Mi piace vivere questi momenti, poi nel calcio ci sono momenti belli e momenti brutti. Mi auguro che questi non arrivino mai, ma spero di essere amato anche in quel momento, quando c'è bisogno del supporto altrui. Adesso abbiamo vinto, è troppo facile amarmi".

L'ex attaccante si è ormai immerso pienamente nella vita da allenatore e non nasconde alcun tipo di rimpianto per quanto lasciato sul rettangolo di gioco. "Non mi sento più di essere un calciatore, non ho più voglia. L'ho escluso proprio dalla mia testa, il calcio mi ha portato tante sofferenze a fine carriera, era diventato un incubo. Ho avuto questa vocazione da allenatore che mi piace talmente tanto che non vedo l'ora di fare allenamenti e vedere i ragazzi. È bello vedere qualcosa che nasce dalle tue idee, vedere in partita un'azione che durante la settimana tu hai creato".

Sezione: News / Data: Mar 14 aprile 2026 alle 11:59
Autore: Marco Gioviale
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