Certe storie sembrano scritte da uno sceneggiatore che ama i ritorni ciclici, quelli che profumano di riscatto e di polvere d’area di rigore. Il Benevento torna in Serie B con tre giornate d’anticipo e lo fa sotto il segno di Antonio Floro Flores, l’uomo che ha saputo trasformare un’eredità pesante in un capolavoro. Subentrato a Gaetano Auteri all’inizio di novembre, in quel limbo autunnale dove le ambizioni rischiano spesso di sbiadire, l’ex attaccante ha preso per mano il gruppo campano portandolo alla promozione diretta in cadetteria.
Per Floro Flores, la Serie B non è mai stata una categoria come le altre. È stata la culla, il banco di prova e, infine, la terra della consacrazione. Il suo legame con il calcio che conta affonda le radici nel gennaio del 2001, quando un giovanissimo ragazzo cresciuto nel vivaio del Napoli esordiva in Serie A. Fu una gioia effimera, macchiata dalla retrocessione del club azzurro, ma fu proprio quel baratro a spalancargli le porte della Serie B. In due stagioni e mezza all’ombra del Vesuvio, tra spezzoni di gara e la pressione di una piazza che chiedeva tutto e subito, arrivarono i primi gol in cadetteria: poco più che un antipasto per un talento che doveva ancora trovare la sua dimensione ideale.
La strada verso la maturità passò poi per Perugia, dopo una breve parentesi alla Sampdoria in massima serie. In Umbria, Floro Flores iniziò a capire che il gol poteva essere un mestiere oltre che un istinto. Le sue reti trascinarono i Grifoni fino ai playoff, accarezzando un sogno che si infranse solo sul più bello. Complice il fallimento del Perugia, la stagione successiva arrivò poi il passaggio all'Arezzo, in Toscana, dove il centravanti napoletano divenne una sentenza. Quasi trenta gol in due stagioni di Serie B, giocate con una ferocia non indifferente lo resero un giocatore fuori categoria, un lusso che la massima serie non poteva più ignorare.
Quel triennio tra Perugia e Arezzo fu il trampolino verso un decennio d’oro nella massima serie con le maglie di Udinese, Genoa, Sassuolo e Chievo Verona. Oltre sessanta gol realizzati in Serie A, la capacità di farsi valere nei palcoscenici europei e il brivido di esultare contro giganti come il Borussia Dortmund o l’Atletico Madrid. Eppure, nonostante le luci della ribalta, la Serie B è rimasta nel suo DNA come un richiamo ancestrale. Nel gennaio 2017 tornò infatti a solcare quei campi con la maglia del Bari, firmando una salvezza vitale e lasciando il segno con 7 gol in 41 presenze, prima di chiudere la carriera agonistica a Caserta, in Serie C, nel 2020.
La nuova vita dell'ex bomber
Appesi gli scarpini al chiodo, il passaggio alla panchina è stato rapido, quasi fisiologico. Dopo la gavetta tra settori giovanili e Serie D, la chiamata del Benevento in prima squadra rappresentava il classico "treno da non perdere". Floro Flores non si è limitato a gestire l’emergenza post-Auteri, ma ha ricostruito l'identità di una squadra che pareva aver smarrito la bussola. Ha portato un calcio coraggioso, fatto di ampiezze e di una gestione del possesso che tradisce la sua anima da attaccante, ma con un equilibrio difensivo che solo chi ha passato la vita a studiare i movimenti delle retroguardie avversarie può infondere.
La promozione diretta, ottenuta con una cavalcata trionfale e un distacco rassicurante sulle inseguitrici, certifica la nascita di un allenatore "pronto". Non è scontato che un grande ex calciatore riesca a trasmettere la propria visione con tale efficacia alla prima esperienza tra i professionisti. Floro Flores ci è riuscito parlando la lingua dei suoi giocatori, proprio come i grandi maestri incontrati lungo la sua ventennale carriera. Il Benevento ha ritrovato la sua dimensione, e l'ha fatto sotto la guida di chi quella categoria l'ha sempre considerata casa sua.
Trampolino di lancio verso la Serie A
Il ritorno in Serie B chiude un cerchio aperto venticinque anni fa, quando un ragazzino appena maggiorennne esordiva in cadetteria con la maglia della sua squadra del cuore. Oggi, quel ragazzino è un uomo di panchina che guarda al futuro con l’ambizione di chi non vuole porsi limiti. Se la Serie B è stata la categoria che ha consacrato il Floro Flores calciatore, preparandolo al grande salto verso la Serie A, non è difficile immaginare che la storia possa ripetersi in questa nuova veste. E la piazza di Benevento sogna già il doppio salto, trascinata dall'entusiasmo di un'allenatore che sembra avere il tocco magico.
La sua capacità di adattamento e l'innovazione tattica mostrata in questi mesi suggeriscono che questo sia solo l'inizio di un'ascesa verticale. Per ora, Floro Flores si gode il trionfo, consapevole che quella serie cadetta che gli ha dato tanto, gli restituisce la possibilità di confermarsi protagonista assoluto. E mentre il Benevento festeggia, il calcio italiano scopre una nuova firma d'autore: il "metodo Floro" è ufficialmente servito.
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