La stella più lucente del firmamento di Gorgonzola si chiama Simone Comelli. Un giocatore che, in carriera, ha sperimentato le ombre della gavetta e che, adesso, può godersi in totale serenità le luci del professionismo. Questo è il suo primo anno con i grandi, ma sembra maneggiare la pressione con una dolcezza da veterano.

La stessa dolcezza che ha impresso nella punizione disegnata, lunedì 19 ottobre, contro l'Union Brescia. Un concentrato di pace e di senso a ritmo di pallone e ferocia: quella che la Giana Erminio, suo club di appartenenza, può finalmente dire di aver incorporato nei suoi tratti somatici. Dopo un avvio di campionato senza vittorie, la squadra di Tacchinardi si è sbloccata proprio contro la squadra di Corini, seconda forza del Girone A. E a firmare l'impresa ci ha pensato l'ex Leon.

Arrivato in estate da Via degli Atleti, il classe '99 ha esordito in C al culmine di un percorso fatto di tappe e sacrifici. Dal Caravaggio fino allo Scanzorosciate, passando poi per gli uffici della realtà vimercatese. Dove tocca l'apice, attirando quelle sopracitate luci del professionismo che, oggi, sono tutte riflesse su di lui. Perché, contro Mallamo e soci, oltre al mancino splendido pensato e realizzato da mattonella impossibile, ha sfornato passo, guizzi e applicazione. Dal primo minuto fino al triplice fischio. Perseveranza: prerogativa dei numeri uno.

In questo caso, dei numeri 11. Le sue due cifre, stampate con simbiosi su spalle larghe e forti. Consapevoli, anzi. Consapevoli che la strada è ancora lunghissima, sia per lui che per i ragazzi del Comunale. Ora sulla luna, domani chissà. Lo ha detto lo stesso allenatore biancazzurro: "Non siamo ancora da salvezza". Il campo avrà da ridire? Vedremo. Con questo Comelli, però, è lecito crederci.

Guizzo e applicazione: la serata di Comelli...e di Quaggio

Come detto poc'anzi, Comelli non si è limitato a inventare calcio. Bensì, ha parallelamente esibito quell'attitudine che solitamente irrobustisce le prospettive. Traduciamo in numeri: 84% di passaggi riusciti, 32 tocchi, 4 palloni recuperati, 67% di duelli vinti e ben tre duelli aerei vinti su quattro. Per giunta, la punizione che ha trasformato l'aveva in primis guadagnata con uno scatto da destra clamoroso, adornato dal tunnel a Balestrero, poi costretto ad atterrarlo dal limite dell'area. Il resto è storia.

Ed è una storia che godrà di un finale altrettanto portentoso. L'Union Brescia, infatti, aveva trovato il pari al minuto 87 con la zampata di Di Molfetta su cross di Rizzo Pinna. Ma non aveva probabilmente fatto i conti con il cuore della Giana. Che andrà a vincerla al 95'. Nella maniera più assurda: il portiere Mazza rinvia, Sina e De Maria non leggono la traiettoria, Andrea Quaggio si incunea tra i centrali ospiti e, con un pallonetto fuori dai limiti, beffa Zacchi e regala tre punti a Tacchinardi. Per il classe '99, 27 anni, è una prima volta tra i pro: non aveva mai segnato in Serie C. Il fascino irresistibile della gavetta.

Ora, continuare a correre

Tacchinardi è stato chiaro: "Non dobbiamo adagiarci. Non abbiamo fatto niente". La salvezza resta una mission (quasi) impossible. Difficile, lunga, tortuosa. La Giana, al momento, è terzultima con 8 punti. Ed è attesa da altri due scontri cruciali. Uno contro il Desenzano, l'altro contro l'Alcione. Novembre, invece, si aprirà con lo scontro al Cittadella super capolista.

Impegni tosti, ma da affrontare con lo stesso spirito esibito al Comunale contro l'Union Brescia. La squadra ha dato finalmente l'impressione di esserci. Sotto tanti aspetti: il 4-2-3-1 dell'ex Pergolettese sembra poter risaltare l'aggressività in pressing, la solidità nelle preventive e la fluidità di ritmo offensivo dei suoi uomini. Continuare è la strada. La strada è tracciata.

Sezione: News / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 17:45
Autore: Edoardo Gatti
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