Non avevano tutti gli occhi puntati addosso. Anzi: a dire il vero, ne avevano pochi. Forse pochissimi. Quelli ambiziosi del ds Paolo Musso, quelli affamati dell'allenatore Andrea Quaresmini, quelli di una piazza che ha imparato a sognare. Ecco, in fondo, cosa ha davvero fatto la differenza. Ci credevano. E non è un caso che, unendo forze e risorse, ce l'abbiano fatta prima del tempo. L'Ospitaletto giocherà in Serie C anche l'anno prossimo: il pareggio contro la Virtus Verona ha garantito l'aritmetica salvezza agli arancioblù.

Con tre giornate d'anticipo, sì, ma soprattutto con il budget meno abbiente dell'intero campionato. Un limite? No, l'esatto contrario: una possibilità di sviluppo sostenibile. Incentrato su giocatori giovani, alcuni già formati aò Corioni, altri ancora prelevati altrove per rinfoltire il parco-giocatori del gruppo. Che ha presto risposto presente agli input.

L'Ospitaletto ha anche raccolto scalpi prestigiosi: lo 0-0 strappato al Vicenza campionissimo del Girone A, i pari-spettacolo contro Cittadella e Inter U23, il 3-2 rifilato al Trento che ha avvicinato l'obiettivo. E ancora: il pareggio nel derby contro l'Union Brescia, l'1-1 contro il Lecco (per giunta superato nel primo turno di Coppa, al Rigamonti) e la bella vittoria di Renate di inizio anno.

Proprio quella, andando a ritroso, la partita della svolta: fu la prima conquista della cavalcata arancioblu. Poi proseguita tra alti pirotecnici e bassi mai troppo profondi per scalfire l'equilibrio trovato dalla squadra. Plasmata sul 4-4-2 di Quaresmini e capace di sciorinare un calcio molto solido, che parla tramite i seguenti numeri: 42 punti, 9 vittorie, 38 gol fatti e 40 incassati. Della seconda metà di classifica è la rosa che subisce di meno. E se volete saperlo, è anche a -4 dalla zona playoff. Con 4 giornate ancora da vivere sulla pelle.

Ospitaletto, una scalata da raccontare

L'Ospitaletto, fino al 2018, era in Prima Categoria. Con l'acquisizione del titolo sportivo dell'Orsa Iseo, ha rifinito la scalata ai vertici. Promozione, poi Eccellenza, Serie D e Serie C, ottenuta grazie ai gol di Francesco Gobbi, ben 16, seguito da Claudio Messaggi, a quota 9 centri. 

Entrambi si sono confermati anche in Serie C. Il primo ha fin qui segnato 7 reti, il secondo 5. Insieme a loro, c'è un altro baluardo della realtà bresciana come Matteo Gualandris, anche lui arrivato a 5 firme. Anche se il capocannoniere del gruppo è una new-entry: Marco Bertoli. Scuola Atalanta passato nei dilettanti, dove ha raggiunto l'apice realizzativo in maglia Varesina, proprio lo scorso anno: dominò la classifica cannonieri con 25 gol. In questa stagione ha abilmente raggiunto la doppia cifra, nonostante l'inizio lento.

Il giusto mix

Oltre al monte ingaggi più basso della Lega (664 mila euro), l'Ospitaletto eccelle in termini di futuribilità. La sua è la seconda squadra più giovane del Girone A, dietro alla sola Inter U23. "Abbiamo una squadra a chilometro zero", ha più volte affermato il ds Musso. E non sbaglia, perché è davvero così. Per una questione logistica ("Abbiamo un appuntamento dove abbiamo cinque giocatori in sede e poi gli altri son tutti giocatori che fanno i pendolari o che comunque vivono in zona", ha detto ai canali ufficiali del club), anagrafica e...di passaporto.

Gli arancioblù sono italianissimi. In porta lo stacanovista è Luca Sonzogni, classe 2004 prelevato dal Mantova. Il pizzico di esperienza che serve sempre lo mette Michael Panatti, centrocampista classe '93. Sulla falsariga il navigato Marcello Possenti, per ritornare alla linea verde Mattia Guarneri (22enne con 3 reti all'attivo) e Ievoli (centrocampista classe 2005 scuola Fiorentina). Davanti, invece, ci sarebbe anche Andrea Pavanello: un altro classe 2005 pronto a crescere. Ospitaletto, del resto, è un trampolino per tutti.

Sezione: Girone A / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 18:20
Autore: Edoardo Gatti
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