Il campionato di Serie C sta ormai entrando nel vivo, specialmente nel Girone C. Un weekend che si preannuncia ricco di spettacolo, con tanti scontri diretti che potrebbero cambiare profondamente la classifica che vede al momento il Potenza in testa e a +3 dal Bari di Rastelli.
Dopo l'iniziale sorpresa nel vedere i lucani occupare subito le posizioni più alte, grazie a un ottimo avvio stagionale, dal 4-1 sul Casarano al 3-1 in casa del Foggia, la squadra di Tisci si sta confermando sempre di più come una delle principali realtà di quest'anno.
La 10a giornata di campionato vedrà però la capolista impegnata contro il Catania di Emilio Longo, altra squadra sempre più in crescita e affamata di risultati, per avvicinarsi ulteriormente a una vetta che attualmente dista 6 punti. Sabato 17 ottobre, alle ore 17.30, in uno stadio Alfredo Viviani pieno in ogni settore, non andrà in scena soltanto uno scontro diretto che potrebbe delineare i rapporti di forza in vista del proseguimento del campionato, ma anche due filosofie a confronto.
Due allenatori, Longo da una parte e Tisci dall'altra, che seppur ai primi mesi della loro esperienza sulle rispettive panchine, hanno saputo già dare un'identità importante ai loro schieramenti. Per il Potenza la conferma di un 4-3-3 che già aveva conquistato i cuori della piazza sotto la gestione De Giorgio, e che ora si è ulteriormente perfezionato con le idee dell'ex Pineto. Per il Catania, invece, un primo tentativo di difesa a quattro, modulo che aveva già dato garanzie nelle precedenti esperienze di Longo, che ha poi portato al 3-4-2-1, ora marchio di fabbrica di questo nuovo ciclo rossazzurro.
Catania, si riparte da Longo
Dopo le parentesi di Crotone e Picerno, Emilio Longo raggiunge la prima grande piazza della sua carriera. Un avvio altalenante quello del 53enne, battuto subito dal Savoia in Coppa Italia Serie C Regionale, e successivamente dalla Scafatese neopromossa, alla seconda giornata di campionato. Risultati che hanno obbligato a qualche riflessione il classe 1973, ripartito dal 4-3-3 e dal 4-2-3-1, dove però il rientro di Di Gennaro segna un definitivo punto di svolta. Il Catania torna a difendere a 3, si riprende quanto già era stato lasciato in eredità da Toscano nella passata stagione, così come in porta torna Andrea Dini, una garanzia tra i pali nell'ultimo anno e mezzo. Senza i due terzini, ora gli esterni (Bruzzaniti da una parte e Masciangelo dall'altra, quest'ultimo altro grande protagonista in questo avvio stagionale) sono più liberi di convergere verso il centro, aggiungendo pericolosità a un reparto offensivo già pesante a livello di nomi.
Sono tanti i giocatori che sotto la guida di Longo stanno emergendo con sempre più consapevolezza nelle proprie capacità, tra questi Cabianca, nella nuova linea difensiva a tre a chiudere il reparto con Allegretto (allenato proprio da Longo ai tempi del Picerno), ma soprattutto Roberto Insigne. L'ex Benevento e Avellino sembra infatti aver ridato nuova linfa all'attacco del Catania, ritrovando anche un vecchio legame con Massimo Coda, punta di diamante dell'intero 11 a disposizione di Longo. In mezzo al campo è però Vallocchia ad aver dato forse ciò che più era mancato ai rossazzurri nella passata stagione: caratteristiche simili furono cercate in passato sotto la gestione Toscano, ma ora definitivamente ritrovate nel profilo dell'ex Ternana, tuttocampista di riferimento e capace di dare fisicità, palleggio, inserimenti e gioco alla squadra siciliana.
Potenza, il marchio Tisci
Analizzando l'avvio di questa nuova stagione, non si può che parlare di quanto costruito in questi pochi mesi da Ivan Tisci al Potenza. Raccolta la pesante eredità di De Giorgio sulla panchina lucana, che ad aprile 2026 ha vinto la sua prima storica Coppa Italia Serie C Regionale, l'ex Pineto ha costruito in brevissimo tempo una squadra coraggiosa, giovane, spavalda e capace di conquistare una piazza che ora proprio non vuole smettere di sognare. I numeri parlano chiaro: 24 gol segnati in 9 partite, una media di quasi 3 gol in ogni match giocato dai rossoblù, ora consapevoli dei propri mezzi. Miglior attacco d'Italia, addirittura sopra l'Inter di Chivu, campione in carica, e secondo in Europa soltanto al Barcellona di Flick. Se vogliamo circoscrivere l'analisi al solo Girone C, basti pensare che senza i lucani, il secondo miglior attacco sarebbe proprio quello del Catania con 17 gol segnati.
Un gruppo già coeso nelle passate stagioni, al quale in estate sono stati aggiunti elementi che hanno permesso di non risentire della partenza di giocatori come Siatounis, Schimmenti o Felippe, chiamati a gran voce dalla Serie B. A centrocampo, le qualità espresse da Bando e la crescita di Ghisolfi fanno da primo biglietto di visita, insieme poi alla freddezza di Petrungaro sotto porta, un aspetto che era mancato all'ex Messina fino alla passata stagione. Aggiungiamoci poi l'esperienza in difesa di profili come Kirwan, Loiacono e Russo, fino al numero 10 D'Auria, vero fantasista di questo Potenza. Lì davanti infine, ad alternarsi con Murano, c'è Selleri: classe 2003, punta di raccordo migliorata tantissimo nel gioco spalle alla porta e soprattutto sempre più incisiva quando si tratta di dover concludere a rete. Insomma, pur trovandoci soltanto all'inizio di questa lunga stagione, la 10a giornata di Serie C ha già promesso una sfida diretta tra due allenatori che stanno già conquistando le attenzioni di tutti gli addetti ai lavori, per il loro gioco espresso e per il lavoro fatto in queste poche settimane che, probabilmente, non poteva dare frutti migliori.
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