C come Cambiamento. Verso dove? Verso un campionato più sostenibile, anche dal punto di vista economico e gravoso per il club. Dal 1° luglio 2026 è entrato in vigore il c.d. Salary Cap, riforma voluta e messa in atto dal presidente Matteo Marani, che punta a evitare che i club cadano in dissesto economico, oltre che a rendere il campionato più equilibrato.

Il concetto di base è chiaro: per la stagione 2026/27 i club non potranno spendere più del 50% del proprio Valore di Produzione (di quanto incassano, per intenderci). La soglia andrà poi abbassandosi, fino ad arrivare a un 45% per la stagione 2027/28. Chi incasserà di più potrà spendere di più, chi incasserà di meno dovrà, invece, tenersi più contenuto.

Nel conteggio totale di ciò che le 60 squadre di Serie C potranno spendere dobbiamo includere stipendi, bonus individuali, diritti d’immagine e premi non legati a risultati sportivi. Sono invece esclusi i premi legati ai risultati sportivi, come quelli per la promozione, per la salvezza o per il raggiungimento dei playoff. 

Ma su cosa si baserà il c.d. Valore di Produzione? Esso sarà individuato dalla somma degli incassi della società derivanti da: introiti ricavati da gare, diritti televisivi, sponsorizzazioni e plusvalenze, i cui scambi incrociati tra due calciatori tengono conto soltanto della differenza tra le rispettive quotazioni. Nel calcolo bisognerà includere anche eventuali ricapitalizzazioni o versamenti dei soci, ma soltanto se scritti nel bilancio.

Cosa succede se non si rispetta il Salary Cap?

La Lega Pro si impegnerà a controllare che tutti i club siano in regola secondo le disposizioni vigenti. Le verifiche ufficiali verranno effettuate nei mesi di novembre 2026, marzo e maggio 2027. Si procederà a una formale istruttoria e dopo aver concesso un termine di 3 giorni per eventuali difese, qualora un club non sia in regola, verrà colpito da una sanzione pecuniaria.

In ogni caso, i club non potranno essere esclusi dal campionato o subire una penalizzazione in classifica. Alle società non in regola, infatti, verrà irrogata una multa proporzionale all'eccedenza e calcolata in modo diverso a seconda di quando venga eccepita l'irregolarità. Il denaro poi raccolto verrà destinato ad alimentare la provvista necessaria per l’attuazione della “Riforma Zola” (voluta dal vice-presidente della Lega Pro, Gianfranco Zola, inerente all'utlizzo dei giovani nel nostro campionato).

Limiti di stipendi e tetto massimo per ogni singolo giocatore

Ci saranno, inoltre, dei limiti stringenti per gli stipendi mensili dei calciatori. Ogni singolo giocatore, o tesserato, non potrà percepire più di 9.500 euro mensili (13.500 se si comprendono premi e variabili), non si potrà andare oltre i 123mila euro lordi annui. In caso di sforamento, anche in questo caso, è prevista una sanzione.

La Lega, dunque, continua a mettere in atto le sue riforme. Si tratta di un c.d. 'anno pilota' ma i presupposti posti in essere dal presidente Marani sono più che solidi e incoraggianti. Ora, la palla, passa ai club.

Sezione: News / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 09:15
Autore: Fabio Basile
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