Nella partenza super del Cittadella, che con il 3-0 rifilato al Lecco ha fatto 7 su 7, c'è un protagonista assoluto. Si tratta di Roberto Musso, classe 1980, alla prima esperienza su una panchina ma con un passato a forti tinte granata. 

La sua prima parentesi al Cittadella comincia nel 2000: ad appena 20 anni, arriva dalla Fiorentina per cercare un contesto che lo lanci nel professionismo. Non lo sapeva, ma sarebbe iniziata un'avventura lunga ben 11 stagioni, in cui colleziona 249 presenze condite da 3 gol e 5 assist. 

L'evento chiave, destinato a segnare l'intera carriera dell'ex centrocampista, arriva nel 2008: dopo un anno da protagonista con 31 partite giocate nel girone A di Serie C, Musso è titolare anche durante i playoff, in cui il Cittadella si aggiudica la promozione in Serie B battendo in finale la Cremonese nel doppio confronto. 

Si tratta della chiusura del cerchio: arrivato quando i granata erano in Serie B, il classe 1980 ha contribuito a riportarli nella seconda serie del calcio italiano dopo la retrocessione nella stagione 2001/02. 

L'inizio di una "seconda vita" in granata

L'addio al calcio segna un nuovo inizio al Cittadella, ma con una veste diversa. Ed è proprio questa sua natura camaleontica a rappresentare un aspetto che ritroveremo più avanti, nella sua espressione calcistica. Dal 2014 comincia come allenatore nel settore giovanile del club, continuando la sua scalata fino al 2021, anno in cui entra a far parte dello staff di Edoardo Gorini, altro ex giocatore diventato allenatore del Cittadella. Per cinque stagioni Musso è il vice-allenatore, mentre tra l'11 e il 14 ottobre 2024 sostituisce Gorini ad interim. 

La vera grande chance arriva nell'estate 2026, in cui il Cittadella lo promuove come allenatore della prima squadra. E fin qui i risultati danno ragione ai veneti, che hanno optato per la soluzione interna. I granata, dopo 7 giornate di campionato, hanno collezionato 21 punti segnando 13 gol e subendone soltanto 2. Una macchina perfetta, collaudata dalla personalità e dai concetti di Musso. 

La difesa a 3 come "mantra" e un attacco...camaleontico

All'interno della stagione sin qui ai limiti della perfezione del Cittadella, possiamo individuare dei tratti distintivi. Torniamo all'atteggiamento camaleontico di Musso, quello che gli ha permesso di adattarsi a qualsiasi contesto all'interno del settore giovanile e della prima squadra. Il suo undici rispecchia questa caratteristica: il reparto divensivo è l'unica certezza, con l'intoccabile difesa a 3 e il centrocampo a 4 per schermare e accompagnare la proposta offensiva. Nel reparto avanzato invece, gli interpreti e l'assetto sono interscambiabili: i granata danno pochi riferimenti agli avversari, giocando con due fantasisti o due esterni d'attacco dietro l'unica punta, oppure affidandosi al doppio centravanti con un trequartista ad agire negli spazi. 

Lorenzo Paolucci e Mirko Antonucci, per esempio, possono già vantare di aver inciso e non poco nella storyline del campionato del Citta. Cinque gol e due assist in due, se questo non è essere determinanti. Se a tutto ciò si aggiunge l'esperienza di Martella, Mensah, Falcinelli, Barberis e l'eleganza calcistica di Fabbro, ecco la ricetta perfetta del cuoco Musso. Insomma, venti anni dopo, l'obiettivo è centrare quella promozione in B che da giocatore, Musso, ha già ottenuto. Lì, dove tutto sa di casa.

Sezione: Girone A / Data: Dom 27 settembre 2026 alle 11:00
Autore: Luca Ottaviano
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