Cinque punti in altrettante giornate, una pesante sconfitta per 6-3 sul campo del Forlì e una classifica che cominciava a preoccupare. Per il Pescara, l’inizio della nuova stagione aveva il sapore di un’altra salita da affrontare, dopo la delusione della retrocessione dalla Serie B. Oggi, però, il quadro è cambiato. La squadra di Buscè ha ritrovato risultati, entusiasmo e soprattutto una posizione di classifica che permette di guardare nuovamente verso l’alto. Tre vittorie nelle ultime quattro partite hanno restituito slancio a un gruppo che sta provando a lasciarsi alle spalle le difficoltà delle prime settimane.

I numeri raccontano una risalita che comincia ad avere un peso concreto. Dopo 11 giornate, il Pescara ha raccolto 18 punti e occupa il quarto posto nel girone B di Serie C, a pari merito con la Torres. Il Grosseto è terzo a quattro lunghezze, mentre il Ravenna, secondo e sostenuto dalle ambizioni della proprietà Cipriani (assieme all'icona Ronaldinho), precede i biancazzurri di cinque punti. Davanti a tutti c’è lo Spezia, protagonista di un avvio che gli ha permesso di scavare un solco rispetto alle inseguitrici.

Alle spalle della capolista, tuttavia, la corsa è tutt’altro che definita. Il girone B sta confermando un equilibrio che rende difficile individuare gerarchie definitive e che richiama, almeno in parte, quanto accaduto nella passata stagione. Allora furono Ascoli, Arezzo e Ravenna a contendersi a lungo le posizioni di vertice, con l’Arezzo di Bucchi capace di chiudere davanti a tutti e l’Ascoli di Tomei promosso in Serie B attraverso i playoff.

Il Pescara conosce bene il traguardo da raggiungere. L’obiettivo è riconquistare immediatamente la Serie B, trasformando la retrocessione in un incidente di percorso e restituendo entusiasmo a una tifoseria che ha vissuto una stagione complicata. La strada è ancora lunga, ma il cambio di passo delle ultime settimane ha rimesso il Delfino nella posizione di poter competere. Ora servirà dimostrare che non si tratta soltanto di una fiammata.

Dalla festa per la promozione all’ultimo posto: un anno da dimenticare

Il ritorno in Serie B, conquistato nel 2025 dopo quattro anni di attesa, aveva riportato entusiasmo intorno al Pescara. La festa, però, lasciò presto spazio alle prime difficoltà. Pochi giorni dopo la promozione, Silvio Baldini decise di lasciare la panchina biancazzurra, e circa un mese più tardi arrivò la nomina a commissario tecnico della Nazionale Under 21. Al suo posto nella panchina biancazzurra venne scelto Vincenzo Vivarini, il cui percorso si interruppe già alla dodicesima giornata, quando la società decise di affidare la squadra a Giorgio Gorgone. Un avvicendamento che fotografava le difficoltà di un gruppo incapace di trovare continuità nella prima parte del campionato.

La sessione invernale portò nuovi stimoli, soprattutto con il ritorno di Lorenzo Insigne dopo quattordici anni. Il Pescara riuscì a reagire, conquistando cinque vittorie in nove partite e riaprendo una corsa salvezza che sembrava compromessa. La rimonta, però, non ebbe il finale sperato: nelle ultime cinque giornate arrivarono tre pareggi e due sconfitte, risultati insufficienti per evitare la retrocessione. L’1-1 casalingo contro lo Spezia all’ultima giornata sancì la discesa in Serie C di entrambe le squadre. Il Delfino chiuse all’ultimo posto, con la peggior difesa del torneo e il minor numero di vittorie. Da quella delusione è ripartito il nuovo progetto, con Buscè chiamato a riportare la squadra in alto.

Buscè trova la strada: quattro vittorie per cambiare la stagione

L'inizio di stagione non aveva offerto segnali incoraggianti. La sconfitta per 1-0 contro la Sambenedettese, all’esordio ufficiale in Coppa Italia Serie C, era costata subito l’eliminazione. In campionato, il 2-0 sulla Vis Pesaro aveva fatto pensare a una partenza promettente, ma le quattro giornate successive avevano riportato a galla i problemi. Soltanto due punti, prestazioni altalenanti e sei gol incassati nella trasferta di Forlì: dopo cinque turni, il bottino era fermo a quota cinque. Per una squadra costruita con l’ambizione di tornare subito in Serie B, era necessario trovare rapidamente una risposta.

La reazione è arrivata attraverso i risultati. Nelle sette giornate successive, il Pescara ha raccolto quattro vittorie, due pareggi e una sola sconfitta, maturata contro lo Spezia. Un rendimento che ha cambiato il peso della classifica e restituito fiducia all’ambiente, riportando i biancazzurri a contatto con le prime posizioni. Adesso, però, il calendario mette Buscè davanti a un doppio esame: prima la Torres, avversaria diretta con gli stessi punti, poi il Grosseto, attualmente terzo a quattro lunghezze. Due partite che possono raccontare molto più della classifica attuale, perché permetteranno al Pescara di misurarsi direttamente con chi gli sta davanti. Il Delfino ha ritrovato la rotta. Ora deve capire fin dove può spingersi.

Sezione: Girone B / Data: Mar 27 ottobre 2026 alle 12:30
Autore: Gabriel Macis
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