La Sambenedettese torna a vincere davanti al proprio pubblico. I rossoblù hanno superato 2-1 il Livorno grazie alle reti di Stabile e Nicoli, ritrovando il successo dopo un periodo complicato. Al termine della gara, l'allenatore Filippo D'Alesio ha analizzato la prestazione dei suoi, soffermandosi soprattutto sulla capacità mostrata dalla squadra di soffrire nella ripresa.

Ecco le sue parole: "La cosa che mi è piaciuta di più di questa partita è stata proprio la sofferenza del secondo tempo. Ci sono state delle volte in cui avevamo qualche giocatore fuori e rimanevamo in dieci, ma la squadra ha saputo stare in una situazione di disordine, stretta e compatta, senza perdere aggressività. Dico sempre che durante una partita delle volte sei martello, altre volte sei incudine. Quando sei martello devi avere l'equilibrio e la capacità di mantenere quello stato, ma quando sei incudine devi riconoscerlo e devi saperlo anche essere".

D'Alesio ha poi sottolineato lo spirito di sacrificio mostrato dal gruppo, senza però lasciarsi condizionare dal risultato: "I ragazzi, anche con i crampi, si sono aiutati l'uno con l'altro. Gli esterni hanno fatto le due fasi in maniera egregia e chi è entrato, anche per pochi minuti, ha dato il suo contributo. È normale che potevamo fare meglio e, come sempre, lo analizzeremo. La mia è sempre una visione lucida, perché non mi devo far abbagliare dal risultato e anche nelle sconfitte non è sempre tutto nero".

La vittoria rappresenta un passo importante, ma per l'allenatore il percorso è ancora lungo: "Dobbiamo tutti insieme continuare su questa strada perché sappiamo che, per uscire da una situazione difficile, non basta una vittoria. La vittoria per me serve per dare più tempo a un allenatore nel calcio italiano per lavorare. Purtroppo questa secondo me è una questione un po' di cultura. Più che una gioia per me è un sollievo, perché sento di avere un po' più di tempo per continuare a lavorare".

D'Alesio: "Dobbiamo riuscire a mantenere questa intensità più a lungo"

L'allenatore è tornato anche sulla crescita della sua Sambenedettese e sugli aspetti ancora da migliorare: "Ho trovato questi ragazzi che, come ho detto dal primo giorno, hanno qualcosa di speciale dentro in termini di unione, disponibilità e umiltà. Per un allenatore è più facile lavorare con questo materiale umano. Mi piacerebbe che questa squadra mantenesse quell'identità e quell'aggressività per più tempo. In questo momento fisicamente dopo un po' crolliamo e c'è da lavorare".

Per D'Alesio la strada passa soprattutto dall'intensità: "Dobbiamo continuare a essere intensi perché la Serie C è questa: se abbassi un attimo non ci sono pause. Anche quando la palla esce fuori non c'è pausa. Se continuiamo con questa mentalità arriveremo a tenere oggi un tempo, la prossima un tempo e mezzo e così via".

"Dopo l'esonero è salita dentro di me una sana cattiveria"

D'Alesio ha parlato anche del proprio atteggiamento in panchina e di come alcune esperienze lo abbiano cambiato: "Dopo l'esonero dell'anno scorso è salita dentro di me una, chiamiamola così, sana cattiveria, ma non nei confronti degli altri, con me stesso, perché è un mondo in cui devi essere spietato, perché gli allenatori non hanno tempo. Un'altra cosa che ho analizzato è Latina, dove anch'io ho subito un po' quel timore e non vorrei mai subirlo più. Vorrei essere quello che sono io: coraggioso e al tempo stesso equilibrato. Però quando c'è da essere tosti, bisogna essere tosti".

Infine, l'allenatore ha spiegato anche la scelta di abbassare il baricentro nella seconda parte della gara: "A differenza di Latina, oggi eravamo più schiacciati ma anche più aggressivi. È stata consapevole la scelta di abbassarci, mentre contro il Latina non volevamo farlo. Per me più riesci a tenere la palla lontano dalla tua porta, maggiore è la possibilità di recuperarla in avanti e non prendere gol. Dobbiamo continuare su questa strada".

Sezione: Girone B / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 14:45
Autore: Mattia Cordì
vedi letture