Ha iniziato a giocare con i grandi in Serie D nell'Arconatese, per poi sperimentare tutti i gironi della Serie C, dalle esperienze con la Giana Erminio, nel girone A, fino a quelle con l'Audace Cerignola, l'Avellino e il Catania nel girone C. Poi l'esperienza, durata solo un mese, in Grecia, con l'Iraklis Salonicco, e il trasferimento al Pescara.

Michele D'Ausilio si è raccontato, parlando delle tappe della sua carriera e dell'esperienza in Grecia, dove non è riuscito a trovare la sua dimensione: "L'ho capito subito dopo il primo ritiro in Grecia. Sentivo che dovevo tornare in Italia e così ho fatto. Non riuscivo ad ambientarmi, ma devo dire grazie a Stefano Okaka che mi ha aiutato con la lingua. Nei momenti di sconforto mi è stato vicino e mi ha spronato".

Come raccontato da D'Ausilio stesso nella prima conferenza con i biancazzurri, il suo approdo sulle rive abruzzesi è stato merito del direttore sportivo del Pescara, Pasquale Foggia: "Prima di tutto per la persona che è, per come mi ha parlato e come mi ha presentato il progetto". Non solo il rapporto con il ds del Pescara: la scelta di D'Ausilio è stata dettata anche dalla piazza: "Non avevo solo Pescara come opzione, ma ho scelto questa piazza perché ha una storia e ha voglia di tornare in alto", ha spiegato, aggiungendo: "La piazza pensa in grande e vuole rilanciarsi. Dopo una retrocessione c'è la voglia di risalire subito e tornare in alto, che è il desiderio di tutto il club e della città intera. Per questo ho scelto questa sfida avvincente".

Proprio riguardo al calore dei tifosi, D'Ausilio ha spiegato la differenza con le altre tifoserie incontrate in carriera: "Nel girone C le partite sono diverse da quelle del girone B e del girone A: il pubblico partecipa numeroso e ti dà una spinta incredibile. Pescara è una piazza calda come quelle del sud, con dei tifosi incredibili, ma non tutte le squadre di questo girone, fatta qualche eccezione, hanno un seguito così importante". Per il Pescara, però, non è stato un avvio semplice: 18 punti nelle prime 11 gare, di cui 10 arrivati solo nelle ultime quattro. La ricerca della continuità resta una priorità: "Abbiamo mancato di continuità: prima dell'Ostiamare ci siamo detti che dobbiamo essere più cattivi e tirare fuori gli attributi. E infatti ho visto una squadra diversa, con la voglia di cambiare rotta".

Avellino e la promozione del 2025

Ancora di proprietà dell'Avellino, Michele D'Ausilio ha conquistato con i biancoverdi la Serie B nel 2025. Quarantanove presenze, quattro gol ma soprattutto 16 assist, 14 dei quali arrivati nella stagione della promozione.

Un'esperienza importante che ha lasciato il segno nel classe 1999: "Avellino mi ha lasciato delle belle sensazioni e dei bei ricordi. Ad Avellino mi sentivo a casa, soprattutto perché quando vinci la prospettiva diventa favorevole in tutti gli ambiti. Lo continuo a seguire e auguro loro di poter continuare a vincere e di tornare in Serie A".

D'Ausilio: "Sono cambiato molto. Stare in mezzo alla gente mi ha fatto crescere"

Dalle giovanili del Piacenza alla Serie D, il percorso di D'Ausilio è stato caratterizzato dalla voglia di confrontarsi con giocatori più grandi: "Più che con i dilettanti, a me è sempre piaciuto giocare con la gente più grande, anche quando scendevo sotto casa e giocavo in mezzo alla strada. Stare in mezzo alla gente mi ha fatto crescere". Una crescita che è proseguita nel corso degli anni: "Nel corso della mia carriera sono cambiato molto". Un'evoluzione alla quale ha contribuito anche un amico, Bruno, che gli dà consigli per migliorare dal punto di vista mentale e fisico.

Con il Pescara, D'Ausilio ha giocato sia da esterno che a centrocampo: "Il mister mi schiera da esterno sinistro, che è nelle mie caratteristiche, ma mi piace anche fare la mezzala che diventa un trequartista". L'obiettivo è migliorarsi, specialmente dal punto di vista realizzativo, anche grazie ai suggerimenti di Pasquale Foggia: "Proprio la scorsa settimana, parlando con il direttore, visti i suoi trascorsi, gli ho chiesto come avrei potuto migliorare sotto porta e lui mi ha detto che devo essere più egoista. Non è nelle mie corde e ci devo lavorare: infatti penso di più al compagno che ad andare da solo".

Crescita e obiettivi futuri

La crescita passa anche dalla capacità di lasciarsi gli errori alle spalle, come ha raccontato D'Ausilio, senza perdere la fiducia nei propri mezzi: "Devi rimanere concentrato: quando sbagli ci pensi quei due secondi, ma devi girare subito pagina perché c'è una nuova giocata da fare". Per trovare ispirazione, invece, il riferimento è Ezequiel Lavezzi: "Il mio idolo è il Pocho Lavezzi, anche se non gli somiglio è fonte di ispirazione".

Guardando al futuro, l'esterno biancazzurro non nasconde le proprie ambizioni: "Vincere è sempre bello. Personalmente mi piacerebbe andare in Serie A e lavoro per questo. Lavoro sempre per vincere". Con il Pescara, invece, l'imperativo è uno: "Voglio vincere con il Pescara e fare più gol". Concludendo, D'Ausilio ha voluto lanciare un messaggio alla piazza: "Ai nostri tifosi dico di starci vicino, insieme riusciremo ad arrivare verso l'obiettivo".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 14:15
Autore: Tommaso Paolantonio
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