Luca Alessandro Mihai, classe 2003, è un nuovo giocatore del Catania. Il classe 2003 arriva in Sicilia dopo una stagione in SuperLiga, la prima serie rumena, con la maglia dell'UTA Arad.

L'Italia è sempre stata nel suo destino sportivo. Dopo aver completato la formazione nei vivai di Chievo, Bologna e SPAL, il giovane regista inizia a farsi le ossa in Serie C con le maglie di Trento – dove debutta contro la Juventus Next Gen – e AlbinoLeffe. Le sue qualità convincono poi il CFR Cluj a riportarlo in Romania, dove colleziona 30 presenze nella SuperLiga, la prima divisione nazionale, e si impone come uno dei profili più promettenti del campionato.

La sua ascesa ha subito un arresto improvviso il 14 aprile 2024, quando un violentissimo scontro aereo durante la sfida tra Dinamo Bucarest e Politehnica Iași lo ha costretto a uscire in ambulanza tra lo shock generale. I medici sono stati molto chiari fin da subito, spiegando che un solo millimetro di differenza nell'impatto alla nuca lo avrebbe lasciato paralizzato. Mihai però non si è arreso e, con una maturità straordinaria per un ragazzo che parla già quattro lingue, ha saputo trasformare quel dramma in un percorso di recupero record.

La scorsa stagione all'UTA Arad ha confermato il suo totale rientro in campo, collezionando 17 presenze e segnando anche un gol decisivo. Ora, con il trasferimento a titolo definitivo al Catania fino al 2028, il centrocampista è pronto a riprendersi il futuro in Italia.

Lo scudo d'acciaio, il caschetto... come Chivu

Per superare la paura dei contrasti aerei e ottenere l'idoneità sportiva, Luca gioca con un caschetto protettivo in materiale termoplastico. Questa protezione è diventata subito il suo segno distintivo in campo, un simbolo di rinascita piuttosto che un limite fisico.

In Romania il parallelismo con Cristian Chivu si è rivelato immediato e naturale. L'ex difensore dell'Inter subì lo stesso identico infortunio nel 2010, tornando poi a vincere tutto con il caschetto nero in testa, una storia di successo che Mihai vuole ripercorrere in Italia.

Geometrie e personalità per il centrocampo rossazzurro

In campo il classe 2003 si definisce un equilibratore, un regista mancino che si posiziona davanti alla difesa per pulire i palloni sporchi e far girare la squadra. Non è un giocatore che cerca il coast-to-coast, ma fa della precisione nei passaggi e nei calci piazzati il suo punto di forza.

A Catania il giovane calciatore porta tutta l'esperienza accumulata nella massima serie rumena e nelle nazionali giovanili; assicurandosi un rinforzo di grande carattere, pronto a dimostrare il suo valore in una piazza importante.

A cura di Francesco Sarubbi.

Sezione: Girone C / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 11:00
Autore: Redazione
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