Dalla Croazia all'Italia, passando per la Roma e l'Atalanta, fino alla possibilità di vivere una notte europea con la prima squadra. Il percorso di Sergej Levak continua ad arricchirsi di nuove esperienze. Il centrocampista classe 2006 è stato convocato da Maurizio Sarri per la sfida di Conference League contro il Kairat Almaty, insieme ad altri giovani della formazione Under 23. Una chiamata che arriva dopo un percorso di crescita importante, culminato nella prima esperienza tra i professionisti.

Le numerose assenze hanno spinto l'allenatore nerazzurro ad attingere alla seconda squadra per completare la lista dei convocati. Per Levak, però, il confronto con la prima squadra non rappresenta una novità, essendo già stato chiamato per le gare della prima squadra contro Ajax e Parma, senza però aver avuto la possibilità di scendere in campo. Durante la preparazione estiva il croato ha avuto modo di lavorare con Sarri e con i giocatori della rosa principale, confrontandosi con ritmi e richieste differenti rispetto a quelli della Serie C. Un'esperienza che gli ha permesso anche di sperimentare nuove soluzioni tattiche, venendo impiegato in alcune occasioni nel ruolo di play. 

L'avvicinamento al calcio dei grandi è cominciato nella stagione 2025/26, la prima con la maglia dell'Atalanta Under 23. Dopo l'esperienza nelle giovanili della Roma, Levak ha trovato a Bergamo l'opportunità di misurarsi con un campionato professionistico. Il bilancio della sua prima annata parla di 35 presenze e otto reti, numeri che testimoniano il contributo offerto alla formazione nerazzurra. Un rendimento che gli ha consentito di acquisire maggiore esperienza e affrontare la nuova stagione con obiettivi ancora più ambiziosi.

La convocazione per la Conference League rappresenta dunque l'ennesima opportunità per il classe 2006, che non ha mai nascosto il desiderio di arrivare in Serie A con la maglia dell'Atalanta. Un traguardo ancora da raggiungere, ma verso il quale Levak sta provando a costruire il proprio percorso, attraverso le prestazioni in Serie C e le occasioni di confronto con la prima squadra.

Levak, dalla Croazia alla Roma: il percorso prima dell'Atalanta

Nato a Osijek, Levak ha iniziato a giocare nel settore giovanile della squadra della sua città, prima di trasferirsi in Italia nel gennaio del 2023. Ad accoglierlo è stata la Roma, inizialmente con la formazione Under 17. Un cambiamento importante per un ragazzo ancora molto giovane, costretto ad adattarsi a una nuova lingua e a un ambiente completamente diverso. Intervistato da LaCasadiC, il centrocampista ha ricordato così quel periodo: “I primi mesi ho sofferto molto. Non sapevo la lingua, ero in un paese nuovo. Non è stato facile. Ma non ho mai pensato di tornare indietro”. Le difficoltà iniziali non gli hanno impedito di distinguersi, conquistando lo scudetto Under 17 e vivendo anche l'emozione dei primi allenamenti con José Mourinho.

Il percorso nella capitale è proseguito fino alla Primavera, con cui ha raggiunto la finale scudetto nella stagione 2024/25, persa contro l'Inter. Nell'estate successiva è arrivata la scelta di trasferirsi all'Atalanta, società che gli ha offerto la possibilità di compiere il salto tra i professionisti. L'inizio non è stato immediato: arrivato a preparazione già cominciata, Levak ha avuto bisogno di tempo per inserirsi nei meccanismi della squadra. La fiducia dell'ambiente e il lavoro quotidiano gli hanno però permesso di trovare progressivamente spazio, fino a diventare uno dei protagonisti dell'Under 23.

Atalanta, le caratteristiche di Levak e il rapporto con Pašalić

Alto 195 centimetri, Levak è un centrocampista che abbina fisicità e capacità di inserimento. La propensione ad accompagnare l'azione offensiva rappresenta una delle sue qualità principali, come dimostrano anche le otto reti realizzate nella prima stagione in Serie C. La possibilità di confrontarsi con i calciatori della prima squadra ha rappresentato un'occasione importante per ampliare il proprio repertorio tecnico e tattico.

Proprio all'interno dello spogliatoio nerazzurro Levak ha trovato un punto di riferimento particolare: Mario Pašalić. Il connazionale croato rappresenta per lui un modello, soprattutto per la capacità di lavorare al servizio della squadra e rendersi pericoloso negli inserimenti offensivi. Sempre ai nostri microfoni, Levak aveva raccontato il proprio rapporto con il centrocampista dell'Atalanta: “Sogno di diventare come lui. Mi ha dato tanti consigli”. Un legame che rende ancora più significativo il coinvolgimento con la prima squadra. Levak continua quindi a inseguire quell'obiettivo che lo accompagna fin dal suo arrivo a Bergamo: conquistarsi un posto nel calcio dei grandi.

A cura di Giuliano Nicolosi 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 19:30
Autore: Redazione
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