Altra convocazione in prima squadra per Filippo Pagnucco, terzino classe 2006 e punto fermo della Juventus Next Gen in Serie C. Il giovane bianconero è stato chiamato da Luciano Spalletti anche per la trasferta di Genova della nona giornata di Serie A contro il Genoa di Daniele De Rossi, in un momento in cui le numerose assenze potrebbero aprirgli nuove prospettive.

Primavera, Next Gen e ora prima squadra. Un percorso vissuto sempre con gli stessi colori addosso e un attaccamento alla maglia che raccontano la voglia di chi lavora per compiere il salto di qualità. In una Juventus alle prese con una situazione complicata sul fronte degli infortuni, il nome di Pagnucco può diventare una risorsa da tenere in considerazione. Tra gli impegni di campionato con l'infrasettimanale alle porte e le sfide europee, il giovane bianconero potrebbe trovare spazio per alleggerire il carico dei compagni più esperti, avvicinandosi sempre di più al calcio dei grandi.

Già da diverso tempo nel giro dei "grandi", Pagnucco ha arricchito negli ultimi anni il proprio percorso con diverse convocazioni in massima serie, prima con Thiago Motta e ora con Spalletti. Per un giovane cresciuto nel vivaio bianconero, la voglia di mettersi in mostra si accompagna all’attesa del momento giusto per esordire, un traguardo che oggi potrebbe sembrare più vicino.

Pochi mesi fa, il terzino classe 2006 aveva raccontato ai microfoni di LaCasaDiC quello che, all’epoca, rappresentava ancora un sogno: «L’esordio è il mio sogno, quello per cui lavoro da quando sono entrato alla Juve sette anni fa. Se il momento arriverà, ben venga. Io rimango concentrato e lavoro per raggiungere questo obiettivo».

La prima volta con il Sassuolo

La Serie A continua a offrire occasioni ai giovani talenti e la Juventus non fa eccezione. In caso di necessità, i ragazzi della Next Gen rappresentano una risorsa importante per completare le rotazioni e dare nuove soluzioni all’allenatore. Era già successo nella sfida contro il Sassuolo, una partita movimentata e terminata 3-2 in favore dei neroverdi, quando tra i convocati bianconeri figuravano, oltre a Pagnucco, anche Owusu e Oboavwoduo. Quest’ultimo ha avuto l’opportunità di esordire in Serie A, entrando all’87’ e collezionando i suoi primi minuti nella massima serie.

Per Pagnucco, invece, il percorso verso il debutto passa anche attraverso la voglia di dimostrare quanto la Juventus sia diventata parte della sua identità. Una seconda pelle cucita addosso fin da quando, a soli 14 anni, ha lasciato il Friuli per trasferirsi a Torino e inseguire il sogno di diventare un calciatore professionista. Dalle prime esperienze a contatto con i campioni alla lunga gavetta nel settore giovanile, fino al passaggio in Serie C con la Next Gen: il terzino ha seguito tutte le tappe di un percorso che adesso potrebbe portarlo ancora più vicino alla prima squadra. E la convocazione per la trasferta di Genova rappresenta un’ulteriore occasione per continuare a crescere e non smettere di sognare.

Una risorsa per Spalletti in mezzo agli infortuni

Nell'intervista rilasciata ai nostri microfoni lo scorso aprile, Pagnucco aveva indicato più volte un nome come punto di riferimento: quello di Andrea Cambiaso. Un esterno capace di abbinare corsa, progressione e qualità, caratteristiche che il giovane bianconero punta a sviluppare nel proprio percorso. 

Per Pagnucco si apre una prospettiva importante, quella di poter dare il proprio contributo in una squadra che ha bisogno di nuove soluzioni. A sostegno delle sue ambizioni ci sono anche i numeri raccolti nella scorsa stagione di Serie C: 23 presenze, due assist e una rete, arrivata nella fase finale dell’annata per contribuire al percorso della formazione allenata da Brambilla nei playoff. In questa stagione intanto, sono già 7 le presenze complessive tra Serie C e coppa di categoria, con un gol a referto. Un bagaglio di esperienza che, unito alla nuova convocazione, può rappresentare un punto di partenza per provare a conquistare definitivamente la fiducia di Spalletti.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 28 ottobre 2026 alle 17:30
Autore: Francesca Caldelara
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