Filippo Melegoni è ufficialmente un nuovo calciatore della Juventus Next Gen. Il centrocampista classe 1999 arrives dalla Carrarese a titolo definitivo con un contratto fino al 30 giugno 2027, all'interno di un'operazione incrociata che ha visto compiere il percorso inverso a Nicolò Cudrig. Per l'allenatore Massimo Brambilla si tratta di un innesto d'esperienza, capace di portare ritmo, pulizia tecnica e sostanza al centrocampo bianconero.
La sua storia parte dal vivaio dell'Atalanta, condivisa passo dopo passo con l'amico d'infanzia Alessandro Bastoni. I due muovono i primi massi con il pallone tra i piani, crescono e mutano sempre insieme a Zingonia, condividenso anche l'esordio in Serie A. Il 22 gennaio 2017, contro la Sampdoria, Gian Piero Gasperini decide di lanciare entrambi titolari; hanno solo 17 anni, ma la carriera davanti sembra chiaramente luminosa. Da lì il centrocampista inizia a macinare presenze tra i professionisti: indossa le maglie di Pescara, Genoa, Standard Liegi e Reggiana, fino al recente biennio alla Carrarese chiuso con 37 presenze in Serie B.
Il percorso di Melegoni ha conosciuto anche momenti di grande sfortuna. Nel marzo 2019, durante il prestito al Pescara, la rottura del legamento crociato anteriore con la Nazionale Under 20 ne frena bruscamente l'ascesa. Un calvario da cui è ripartito con carattere, trovando poi nel gennaio 2021 una delle sue notti piu iconiche: in Coppa Italia con la maglia del Genoa segna un gol d'autore. Da fuori area all'Allianz Stadium, coordina grazie e tecnica e batte Gianluigi Buffon, in porta proprio per la Juventus, squadra di cui da ora vestirà i colori.
L'approdo a Torino rappresenta il cerchio che si chiude. In Serie C Melegoni non arriva da semplice rincalzo, ma con il compito di fare da guida nello spogliatoio giovane dei bianconeri, pronto ad alzare il livello dell'affidabilità nelle partite più delicate. Un leader pronto a prendersi in mano le chiavi della mediana e a trascinare i giovani talenti bianconeri.
Da capitano della "generazione di fenomeni" alla mattonella dal limite
Cresciuto con il mito di Zinédine Zidane per la visione di gioco e di David Beckham per i calci piazzati, Melegoni è stato la colonna portante delle Nazionali giovanili azzurre. Nelle selezioni Under 17 e Under 19 ha indossato la fascia da capitano, stabilendo il record di presenze, fino a raccogliere le chiamate e la rete all'esordio con l'Under 21. Un gruppo che lui stesso ha definito "una generazione di fenomeni", giocando al fianco di Marco Carnesecchi, Alessandro Bastoni e Andrea Colpani.
All'esperienza azzurra e al bagaglio internazionale maturato in Belgio, si unisce un marchio di fabbrica balistico. Sul rettangolo di gioco c'è una porzione ben precisa che Melegoni chiama la sua "mattonella": al limite dell'area, sul centro-sinistra. È da lì che ama rientrare sul destro per cercare il tiro a giro sul palo lontano, una soluzione pronta a diventare un fattore per l'attacco di Brambilla.
Qualità e letture: cosa porta nello scacchiere di Brambilla
Sotto il profilo tattico Melegoni garantisce una duttilità preziosa per lo schema bianconero. Può agire da mezzala di inserimento in un centrocampo a tre oppure occupare la casella di trequartista, sfruttando la qualità nel primo controllo e la capacità di rifinire l'azione per le punte. Doti fondamentali per pulire il gioco e gestire i ritmi in un campionato spigoloso come la terza serie.
In un reparto giovane e spesso soggetto a cali di concentrazione, la gestione dei tempi e la presenza sulle seconde palle di un classe 1999 risultano decisive. Melegoni porta in dote oltre 150 presenze tra i professionisti e una maturità che permette a Massimo Brambilla di avere una garanzia immediata sul campo.
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