L'Inter U23 vince il Trofeo dell'Armonia, torneo che ha visto la partecipazione di tutte le U23 dei club di Serie A. In particolare, Atalanta, Inter, Juventus e Milan si sono sfidate in un prestigioso quadrangolare organizzato da Brunello Cucinelli che si è svolto al Centro Tecnico Federale di Solomeo, in provincia di Perugia. I nerazzurri hanno giocato due partite, battendo l'Atalanta in semifinale e il Milan nell'ultimo atto della competizione. Il match contro i bergamaschi si è concluso con una vittoria per 1-0 firmata da un gol di Antonio David. La finale del torneo ha visto affrontarsi i nerazzurri e il Milan nel primo derby U23 di sempre: con l'Inter U23 che ha conquistato il trofeo vincendo 1-0 grazie a un gol di Christos Alexiou.

A margine del torneo, Stefano Vecchi ha commentato l'esperienza vissuta dalla sua squadra: "Siamo contenti di aver partecipato e vinto questo torneo che ha sia un valore competitivo, ma che ha anche un significato aggregativo di condivisione di esperienze comuni con i ragazzi e gli staff delle altre squadre Under 23, quindi è stata una bella esperienza. Proprio per questo vorrei fare i complimenti a chi ha organizzato questo evento e anche a chi cura e ha a cuore questi posti pieni di fascino, perché abbiamo giocato in un contesto veramente molto bello".

Sul suo primo anno sulla panchina dell'Inter U23, invece, l'ex Vicenza si è detto soddisfatto, senza nascondere qualche rimpianto: "La mia esperienza Under 23 la giudico positiva, è un'esperienza indubbiamente particolare, perché unisce la formazione di giovani che crescono dal settore giovanile al confronto di campionati molto competitivi, contro giocatori maturi, squadre importanti, per cui era un campionato al quale ci si è approcciati con molta attenzione, con molta umiltà, e l'abbiamo fatto molto bene. È chiaro che, per come si è svolto il campionato, l'obiettivo principale, che era quello di mantenere la categoria, valorizzare i giocatori, è stato pienamente centrato, senza nessun patema, senza nessun problema, non abbiamo mai guardato dietro, non abbiamo mai avuto la paura o il timore di dover fare playoff o roba del genere, di contro, per come si è svolto il campionato, qualche rimpianto per non aver raggiunto i playoff c'è, perché comunque abbiamo visto che i valori ci potevano stare per arrivare sicuramente nelle prime 10".

Secondo Vecchi, il progetto delle U23 è sempre più importante nella crescita dei giovani calciatori: "I momenti formativi sono stati tanti nel nostro percorso: i ragazzi che generalmente nelle giovanili sono abituati a dominare le partite e giocare un calcio offensivo, in queste categorie devono anche imparare a soffrire e a crescere mentalmente e fisicamente. Inizia a diventare importante il risultato: è indubbiamente un campionato formativo e dovrebbero farlo molte più squadre. È il futuro e lo dimostrano campionati di altissimo livello in Europa".

Inter U23, Vecchi: "I playoff sembravano alla portata. Nel girone di ritorno siamo stati più imprecisi"

Vecchi è tornato proprio sui rimpianti dovuti al mancato accesso ai playoff: "Per come si era messo il campionato, a 10-12 partite dalla fine, sembrava un obiettivo alla portata. Poi abbiamo avuto delle difficoltà, non tanto per le prestazioni che abbiamo avviso nel giorno di ritorno, ma per certi versi sono state anche molto superiori a quelle dell'andata. Però all'andata siamo stati più cinici, nel giorno di ritorno invece siamo stati imprecisi sotto porta, abbiamo commesso qualche errore di troppo dietro, che ha vanificato a volte delle gare giocate ad alto livello. Abbiamo finito la stagione giocando alla pari anche con le prime in classifica, questo rammarico c'è, però la crescita evidente di queste gare ci conforta perché dimostra un lavoro positivo fatto sui ragazzi".

Sul suo ritorno all'Inter dopo gli anni vissuti sulla panchina della Primavera tra il 2014 e il 2018, invece: "Tornare qui per me è stato come tornare a casa, rivedere persone con cui ho già lavorato, persone con cui mi sono trovato bene. Li ho già ringraziati per questa fiducia ed è stato bello ritornare così e gestire anche parecchi giovani tutti insieme. È molto più complicato rispetto agli anni che ho fatto io nel campionato Primavera, perché ripeto competere con squadre adulte, con piazze importanti, con giocatori maturi è molto più impegnativo".

"Dimarco può essere l'esempio del lavoro di un settore giovanile e del percorso di un ragazzo"

Vecchi ha parlato anche della bontà del settore giovanile dell'Inter, che negli ultimi anni è riuscito a lanciare diversi talenti: "Il settore giovanile dell'Inter da sempre è pieno di talento. Poi dipende un po' dal percorso dei ragazzi. Non possono fermarsi a far bene all’Under 17 o a far bene in primavera, l’Under 20, o a far bene all’Under 23. Devono avere l'abilità, la qualità e questo, a mio avviso, è un talento importante quello di riuscire a lavorare sempre con impegno, ad avere margini di crescita, a crescere tanto perché l’Under 23 indubbiamente avvicina il percorso dei ragazzi alla prima squadra però giocare nella prima squadra dell'Inter, in una delle squadre più forti del mondo, non è facile. Bisogna lavorare duro, bisogna avere tutte le qualità importanti che deve avere un calciatore l'aspetto tecnico, fisico, morale, caratteriale. Tutte queste cose le puoi ottenere attraverso la crescita".

Federico Dimarco, fresco campione d'Italia e vincitore della Coppa Italia proprio con i nerazzurri, può essere un esempio di questa crescita: "Non per forza si passa direttamente dal settore giovanile o dalla primavera dall’Under 23 alla prima squadra, magari necessita di un percorso un po' più lungo. Credo che Dimarco sia l'esempio principale, lampante di quello che sia il lavoro di un settore giovanile e quello che può essere anche il percorso di un ragazzo che poi diventa un punto di riferimento e un grande giocatore in prima squadra".

Sezione: News Calcio / Data: Mer 20 maggio 2026 alle 19:15
Autore: Alessia Albani
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