"L'obiettivo nel medio periodo è di riportare il Barletta in Serie C". Queste le parole di Marco Arturo Romano nel novembre 2024, qualche mese dopo l'acquisizione del club pugliese. Ebbene, a distanza di circa 18 mesi, possiamo dire "missione compiuta": il ritorno nel professionismo segna una personale rivincita per il presidente, che può dunque archiviare il finale pessimo nella sua storia da ex patron della Viterbese.
Romano infatti, non è un nome nuovo nella categoria: con la Viterbese aveva disputato cinque stagioni in Serie C, prefissandosi l'obiettivo ambizioso di regalare alla città di Viterbo la Serie B. Un sogno che rimarrà riposto nel cassetto, visto che l'avventura non finisce con un lieto fine. Dopo tre annate complicate ma concluse con una salvezza sofferta, nel 22/23 arriva la retrocessione, frutto di una stagione conclusa al penultimo posto e segnata anche da una penalizzazione di due punti dovuta ad inadempienze amministrative.
La pietra tombale sul progetto è rappresentata dall'anno successivo: nel 23/24, in un clima di crescente insofferenza nei confronti del presidente, la Viterbese non si iscrive al campionato di Serie D a causa del mancato rinnove della concessione dello stadio "Enrico Rocchi" e riparte dalla Promozione. Ma facciamo di nuovo un salto al presente, archiviando definitivamente questa parentesi profondamente negativa.
Nell'estate 2024 Romano riparte da Barletta, acquisendo il 100% di una società che vuole respirare aria di Serie C, che manca da 10 anni. Un digiuno dal professionismo a cui il presidente vuole porre fine: il primo tassello viene messo quasi in scioltezza, con i pugliesi che vincono il campionato di Eccellenza 24/25, con un cammino quasi perfetto che li vede in testa alla classifica dalla 3a alla 38a giornata. Una cavalcata da record, chiudendo con maggior numero di vittorie (25), minor numero di sconfitte (5) e differenza reti di +45, a certificare un dominio assoluto.
Romano mantiene la promessa fatta ai tifosi del Barletta
L'obiettivo era stato chiarito fin dall'inizio dell'era Romano, ma il Barletta ha bruciato le tappe, concretizzando l'arrivo in Serie C in due stagioni. La stagione 24/25 assume dunque un valore simbolico di rinascita, di ambizioni che si traducono in fatti. Una promozione conquistata con una seconda parte di stagione detonante: al 30 novembre infatti, i pugliesi si presentano alle soglie della 14a giornata da ottavi in classifica, con un ruolino di marcia da 5 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte.
Da qui in poi, si cambia spartito: i ragazzi allora allenati da Pizzulli infilano una serie impressionante di partite senza perdere, che non si ferma neanche dopo il cambio in panchina. Massimo Paci subentra il 14 gennaio, ma la musica non cambia: dalla 14a giornata alla 38a, si tratta di vittorie e pareggi, con lo "zero" affiancato alla voce "sconfitte" che resiste fino all'ultimo.
Adesso l'orizzonte si sposta ancora più in alto?
Quelle due parole probabilmente non le pronuncerà, scottato dall'esperienza alla Viterbese. Eppure, il cammino del Barletta ci lascia del margine per pensare che la programmazione dei pugliesi sia orientata a dare la caccia alla Serie B in futuro. Intanto, c'è da ricalibrare un progetto che nella stagione 26/27 vedrà nuovamente i pugliesi in Serie C. Si ferma dunque un'emorragia che durava da 11 stagioni.
L'ultima volta nel professionismo risale appunto alla stagione 2014/15, in cui arriva un dodicesimo posto sul campo e la mancata iscrizione al campionato di Lega Pro successivo. Il club infatti viene colpito da una situazione finanziaria che ne determina il fallimento e la ripartenza dall'eccellenza, oltre ai problemi con la giustizia sportiva che invece portano ad una penalizzazione di 3 punti per calcioscommesse. In sostanza, il ritorno nel professionismo rappresenta per il Barletta la rinascita dalle proprie ceneri, con la speranza di ottenere un finale diverso rispetto a quello dell'estate 2015. Un "lieto fine" che si aspetta anche Marco Arturo Romano.
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