Sarà ufficialmente una corsa a due quella per la presidenza alla FIGC. La data fissata per le elezioni sarà quella del 22 giugno e i candidati che hanno presentato la propria domanda sono Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, quest’ultimo attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti.

Al momento, l’ex numero uno del CONI parte in leggero vantaggio. L’asse formata da Lega Serie A, LNPB, AIC (Associazione Italiana Calciatori) e AIAC (Associazione Italiana Allenatori) gli garantisce un totale del 53% delle preferenze. Dall’altra parte, Abete potrà contare sull’appoggio della Lega Nazionale Dilettanti, cui voto vale il 34%.

L’unica componente federale a non essersi ancora espressa è la Lega Pro. Il presidente Marani, congiuntamente al Consiglio Direttivo, scioglierà le riserve una volta svelati i programmi dei due candidati.

Come funzionano le elezioni per la presidenza FIGC?

L’Assemblea elettiva, convocata per il prossimo 22 giugno a seguito delle dimissioni di Gabriele Gravina, è composta da 276 delegati: 20 per la Lega Serie A, 20 per la Lega B, 58 per la Lega Pro, 91 per la LND, 52 per gli atleti, 26 per i tecnici e 9 per l'AIA. 

I Delegati per le Leghe professionistiche sono i Presidenti delle società o loro delegati, purché componenti degli organi amministrativi delle stesse società, le quali abbiano maturato un’anzianità minima di affiliazione di dodici mesi precedenti la data di convocazione dell’assemblea.

Quanto pesano i voti? 

Ai fini del calcolo delle maggioranze assembleari, il complesso dei voti spettanti ai Delegati è pari a 516 voti. Il peso per la preferenza di ciascun delegato è così suddiviso: 3,10 per ognuno dei 20 delegati della Lega Serie A, 1,29 per i 20 della LNP Serie B, 1,51 per i 58 della Lega Pro, 1,93 per quelli della LND, 1,98 per i 52 delegati degli Atleti, 1,98 per i 26 dei Tecnici e 1,15 per i Delegati AIA. 

In conformità con lo Statuto Federale, l'Assemblea si considererà validamente costituita con la presenza di delegati che rappresentino almeno la metà più uno dei voti assembleari.

Elezione del presidente: quando la maggioranza è uguale alla vittoria? 

L'elezione del presidente, a norma dell'art. 3 delle N.O.I.F., avviene al primo scrutinio in caso di maggioranza di tre quarti dei voti validamente espressi. 

La stessa può avvenire al secondo scrutinio quando un candidato riporti la maggioranza di due terzi dei voti validamente espressi. In caso di terzo spoglio dei voti, l'elezione si avrà quando un candidato riporti la maggioranza dei voti validamente espressi. In caso di mancata maggioranza, si procederà a ballottaggio.

Sezione: News / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 13:30
Autore: Fabio Basile
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