Da compagni di squadra a rivali in Champions League. A Novara, nella stagione 2012-2013, hanno giocato insieme due calciatori che con il tempo sono stati in grado di diventare dei veri e propri punti di riferimento del Como e del Manchester United, seppur con vesti diverse. Da una parte Carlalberto Ludi, ex difensore che ha vestito la maglia della squadra piemontese dal 2010 al 2016 e attuale direttore sportivo della squadra allenata da Cesc Fabregas; dall'altra Bruno Fernandes, capitano attuale dei Red Devils, e all'epoca solo un ragazzo di 17 anni che stava muovendo i primi passi della sua carriera in Italia.

In occasione della sfida tra le due squadre in Champions League, Ludi, ai microfoni di Sky Sport, ha ricordato il periodo in campo insieme al numero 8 portoghese. Il DS conserva un bel ricordo dell'ex compagno di squadra: "Affrontarlo di nuovo un giorno era un sogno, una speranza. Non tanto per la competizione, piuttosto per ritrovare un amico e una persona a cui ho voluto bene e con cui ho un grandissimo rapporto. Il fatto che lo ritroveremo in Champions League rende tutto ancora più bello. In questi anni abbiamo investito tanto, ma Bruno è sempre stato fuori dimensione per il Como. É la superstar e il capitano del Manchester United. Quando abbiamo firmato con Varane, ci siamo sentiti abbiamo scherzato sul tema ma logicamente è rimasto solo un gioco".

L'ex difensore, interrogato sulle sue qualità al tempo della Serie C, ricorda un episodio sbalorditivo per la sua giovane età: "Ricordare solo un evento o un'immagine di Bruno non è facile, me ne vengono in mente tantissime. Se devo sceglierne una che secondo me è significativa con la leadership che aveva è la consapevolezza, è un ragazzo umile fuori dal campo ma altrettanto consapevole all'interno. Era forse la seconda partita che giocava, sicuramente la prima con me in campo contro il Lanciano. Stavamo perdendo uno a zero e subentrò a pochi minuti dal termine. L'unica cosa che ha fatto è stata tirare in porta da 30 metri senza alcun senso. Logicamente non ha preso la porta e tutti lo abbiamo ripreso. Lui rispose: "Non vi preoccupate, ci penso io". Non ci pensò in quella partita lì ma ci ha pensato in tante altre partite".

Infine, Ludi ha dato appuntamento al centrocampista nel post partita: "Dopo la partita quando ci saluteremo gli dirò che abbiamo tutti gioito per i suoi successi e che abbiamo fatto il tifo per lui, si è meritato tutto quello che ha avuto in termini sportivi e di crescita perché è un ragazzo straordinario. Il calciatore lo potete commentare tutti, ma chi ha avuto la fortuna di viverlo dal punto di vista personale può testimoniare come sia un ragazzo, compagno di squadra e amico come se ne trovano pochi nel mondo del calcio. Sarà un piacere vederlo".

Sezione: News / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 20:30
Autore: Matteo Di Mario
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