Il verdetto del rettangolo verde è definitivo, ma a Trapani la sensazione è che la partita vera si sia persa altrove. In una stagione surreale, il Trapani retrocede in Serie D non tanto per demeriti tecnici, quanto per un cumulo di vicende amministrative e burocratiche che hanno trasformato un’annata partita con ben altri presupposti in un vero e proprio incubo per i tifosi granata.

I numeri raccontano una realtà schizofrenica. Se ci si limitasse ai risultati ottenuti sul campo, il Trapani avrebbe totalizzato 48 punti, una quota che varrebbe la lotta per l’ultimo posto playoff, lontana dalla zona retrocessione. Invece, la classifica vede i granata all’ultimo posto con soli 23 punti.

La differenza è colmata da un macigno di 25 punti di penalizzazione inflitti dal Tribunale Federale Nazionale per violazioni di natura amministrativa. Una montagna che la squadra, nonostante gli sforzi iniziali, non è riuscita a scalare, finendo per soccombere sotto il peso di decisioni prese nelle aule di giustizia piuttosto che sui campi.

È vero anche che il giorne di ritorno dei granata è stato piuttosto sottotono, con soli 8 punti raccolti nelle ultime 12 gare. La fragilità mentale è emersa prepotentemente, portando la squadra allenata da Salvatore Aronica a una striscia di risultati negativi che ha spento l’entusiasmo iniziale e ha reso pesanti le gambe dei calciatori nei momenti decisivi.

Una stagione tra sanzioni e ricorsi: la battaglia di Antonini

Durante tutto l’anno, il Tribunale Federale Nazionale ha decimato la classifica dei granata con quattro distinte penalizzazioni, per un totale di 25 punti, legate a violazioni dell’equilibrio economico-finanziario. Il presidente Valerio Antonini, colpito anche da sei mesi di inibizione, ha reagito duramente definendo il campionato una “farsa” e parlando apertamente di un “complotto” orchestrato ai suoi danni.

Nei giorni scorsi, con un post su Facebook, Antonini ha rivendicato con forza la correttezza della sua gestione, dichiarando che il Trapani è la prima squadra nella storia a subire una simile penalizzazione senza avere “un euro da pagare” nella stagione in corso. Nonostante i numerosi ricorsi al Collegio di Garanzia del CONI, le sentenze hanno continuato a colpire il club, minando la stabilità emotiva dello spogliatoio.

Trapani, il futuro resta nei tribunali: attesa per gli appelli

A soli due anni dalla promozione dei record del 2023-2024, il Trapani torna dunque tra i dilettanti, lasciando un vuoto enorme nel cuore della tifoseria granata, che sperava in un futuro brillante per la propria squadra.

Antonini, però, resta in attesa dell’esito dei numerosi ricorsi presentati al Collegio di Garanzia del CONI e dei prossimi appelli, come quello fissato per il 21 aprile, confidando che la giustizia sportiva possa restituire al club i punti sottratti e dimostrare la regolarità del suo operato.Il futuro del Trapani, nonostante l’aritmetica retrocessione, sembra quindi ancora legato ai risultati dei ricorsi presentati dal suo patron, che ha confermato il proprio impegno consegnando puntualmente la documentazione per le scadenze amministrative di aprile.

Sezione: News / Data: Dom 19 aprile 2026 alle 22:50
Autore: Marco Gramigni
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