Per il secondo anno consecutivo la Pro Patria retrocede in Serie D, ma questa volta senza passare dai playout, a differenza della scorsa stagione quando affrontò la doppia sfida con la Pro Vercelli. La condanna arriva con due giornate d’anticipo: già alla 36ª giornata i calcoli aritmetici sanciscono una retrocessione inevitabile, con i playout ormai irraggiungibili. La stagione si chiude con un bilancio di 4 vittorie, 11 pareggi e 22 sconfitte, per un totale di 23 punti, tra risultati altalenanti e decisioni arbitrali spesso discutibili.
Una stagione al di sotto delle aspettative, come spesso sottolineato dagli addetti ai lavori. Nessuno immaginava che la squadra sarebbe rimasta costantemente nelle zone basse della classifica. Ma come si è arrivati a questo epilogo?
Dopo la retrocessione ai playout dello scorso anno contro la Pro Vercelli, la mancata iscrizione della Lucchese aveva permesso ai bustocchi di tornare in Serie C. Si trattava di una nuova ripartenza, con una squadra da costruire praticamente da zero sotto la guida del direttore sportivo Sandro Turotti e con le idee dell’allenatore Leandro Greco da tradurre in campo.
Il calendario non è stato clemente: la stagione inizia proprio contro la Pro Vercelli, con la Pro Patria che va in vantaggio due volte per poi farsi rimontare e superare. Segue il pareggio in rimonta contro la neonata Inter U23. Poi arrivano la sconfitta contro la Giana Erminio e il pareggio contro il Novara, prima di due ko pesanti contro Vicenza e AlbinoLeffe, entrambi per 3-0. Nonostante le difficoltà, la squadra prova a reagire: due pareggi importanti contro Cittadella e Trento, prima della sconfitta contro l’Union Brescia. Il primo successo stagionale va registrato alla 10^ giornata sul campo della Virtus Verona, ma non basta a invertire la rotta. Seguono il pareggio con Ospitaletto e sconfitte contro Alcione Milano, Lumezzane e Lecco. Poi il pareggio contro Triestina e vittoria contro la Dolomiti Bellunesi. Poi fatale la sconfitta contro l'Arzignano Valchiampo.
Cambio di panchina
La squadra non si arrende e trova la prima vittoria in casa, allo Speroni, contro la Pergolettese per 3-1. Ma nemmeno questo ridà fiducia. Seguono poi due ko contro Triestina e Dolomiti Bellunesi. Zero punti in due partite con la società che decide di tirare una riga: esonero di Greco e arrivo di Bolzoni, giovane allenatore che aveva già mostrato carattere con la Primavera bustocca.
L’inizio con Bolzoni non è semplice: 7 sconfitte consecutive pesano come un macigno. Poi la squadra mostra segnali di reazione: pareggio 2-2 contro l’AlbinoLeffe e vittoria nel turno infrasettimanale contro il Cittadella. Ma non porta a una scossa definitiva tanto da perdere contro Trento e Union Brescia nonostante 180 minuti dove la squadra mostra carattere e lotta. Non può certamente mancare il rimpianto dei punti persi nei pareggi contro la Virtus Verona, l’Ospitaletto Franciacorta e l’Alcione Milano, prima di una nuova serie di ko contro Lumezzane, Lecco e Pergolettese. Il pareggio contro la Triestina ha lasciato accesa la speranza. Una retrocessione che però arriva senza scendere in campo con la Virtus Verona che perde contro la Pergolettese. Il successo dei gialloblù sancisce ufficialmente la retrocessione della Pro Patria.
EXTRA CAMPO
Anche sul piano societario la stagione della Pro Patria è stata particolarmente turbolenta. Da tempo era nota la volontà della famiglia Testa di lasciare la gestione del club e, alla vigilia della sfida contro la Pergolettese alla 34ª giornata, Patrizia Testa e la figlia Stefania hanno anticipato i tempi, dimettendosi rispettivamente da presidente e vicepresidente.
La struttura societaria vede il 51% delle quote in mano alla famiglia Testa e il restante 49% a Luca Bassi, con Finnat rappresentata dall’avvocato Zema.
Con la retrocessione in Serie D ormai certa, si apre ora una nuova fase: una pagina da riscrivere, con un futuro tutto da ricostruire passo dopo passo.
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