Con il triplice fischio della sfida contro l’Alcione Milano cala definitivamente il sipario sulla stagione della Virtus Verona. Dopo otto stagioni consecutive in Serie C, il club di Borgo Venezia è costretto a salutare la categoria e a fare ritorno nei dilettanti.

È l’epilogo di un’annata definita a più riprese “stregata”, come raccontano anche i numeri: appena tre vittorie in tutto il campionato. Un bottino troppo magro, che ha reso la rincorsa alla salvezza una montagna praticamente impossibile da scalare per i rossoblù.

La retrocessione interrompe un ciclo glorioso, durante il quale la Virtus non solo è riuscita a mantenere la categoria per anni, ma ha anche raggiunto per tre volte lo storico traguardo dei playoff (2021, 2023 e 2025). Traguardi che oggi appaiono lontani, offuscati da una stagione vissuta costantemente nei bassifondi della classifica.

Nonostante la determinazione incrollabile del “Ferguson d’Italia”, Gigi Fresco, il miracolo sportivo questa volta non si è compiuto. Il distacco dalla zona play-out è rimasto incolmabile, condannando la società a un ritorno in Serie D che mancava dalla promozione del 2018.

L’autoesonero di Fresco e il breve interregno di Chiecchi

Il momento chiave della stagione è coinciso con l’inedito “autoesonero” di Gigi Fresco, avvenuto il 5 marzo, dopo ben 44 anni consecutivi sulla panchina rossoblù. La guida tecnica è stata quindi affidata temporaneamente al vice Tommaso Chiecchi, nel tentativo di dare una scossa emotiva a un ambiente in evidente difficoltà.

L’interregno di Chiecchi è durato però soltanto tre partite, nelle quali la squadra ha raccolto un solo punto. Un bilancio che ha portato Fresco a ritornare alla guida della squadra il 24 marzo. Tuttavia, nemmeno il suo ritorno da allenatore è riuscito a invertire una rotta segnata da una cronica incapacità di vincere.

La beffa finale di Crema, simbolo di una stagione stregata

Tra gli episodi più pesanti della stagione della Virtus c’è il rigore fallito da Michael Fabbro al 95° minuto nella sfida contro l’Ospitaletto, terminata 0-0: un errore che rappresenta perfettamente l’essenza di una stagione “maledetta”. Quel pallone stampatosi sulla traversa ha negato tre punti fondamentali, che avrebbero potuto cambiare l’inerzia della corsa salvezza.

La beffa definitiva è poi arrivata a Crema, nella sfida contro la Pergolettese. In vantaggio per 2-0 fino al 92°, la Virtus si è fatta rimontare subendo due gol nel recupero, vedendo sfumare una vittoria che avrebbe permesso di accorciare il distacco proprio dai gialloblù e riaccendere le speranze play-out. Ora si riparte dalla Serie D, chissà se ancora con Gigi Fresco: l’uomo che, dal 1982, ha guidato il club dalla Terza Categoria fino al professionismo.

Sezione: News / Data: Dom 19 aprile 2026 alle 16:25
Autore: Marco Gramigni
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