Si scrive presente, ma si legge...al futuro. Perché il Gubbio, da circa 9 mesi, ha cambiato visione e prospettive. In nome di un'idea che, alla lunga, ha ripagato tutti gli sforzi estivi. Nel segno di un uomo che, scelto per ricostruire, ha effettivamente adesso all'obbligo di dare nuova linfa al gruppo umbro. Mauro Leo, direttore sportivo del club del girone B di Serie C, è sempre più legato alla causa. E i risultati non mentono.

I rossoblù hanno infatti ipotecato la salvezza, raggiungendo e superando quota 40 punti, esattamente 43, con ancora 5 partite da disputare. Eppure, l'orizzonte potrebbe allargarsi ulteriormente: dopo il calo di prestazioni riscontrato in pieno inverno, la squadra ha ritrovato la via e, da inizio 2026, ha perso solo tre partite. Vincendo i due derby umbri con Ternana e Perugia, mai successo prima, mantenendo la porta inviolata in 7 occasioni  (12 i clean sheets  totali) e lottando a viso aperto anche contro le top della classe.

Insomma: ogni tassello è presto andato al suo posto, forgiando un consistente puzzle di certezze. Frutto, come detto, anche dell'operato del giovane dirigente, che da dietro la scrivania ha tracciato la linea (verde) da perseguire. Parola d'ordine: largo ai giovani. Ne sono arrivati tanti, alcuni da club importanti, e sono stati prontamente in grado di calarsi nel contesto. Il portiere Bagnolini, 22enne prelevato dal Bologna; i classe 2005 Baroncelli e Di Bitonto, arrivati (rispettivamente) da Fiorentina e Sassuolo; i 20enni Djankpata e Minta; e Ghirardello, anche lui della classe 2005 e fin qui autore di 3 gol (tutti decisivi, contro Ternana, Vis Pesaro e Guidonia Montecelio).

Oltre a loro, spiccano anche i classe 2003 Lorenzo Podda e Francesco Zallu, con quest'ultimo che figura nella lista dei calciatori più impiegati in stagione. Ben 2014 minuti ridistribuiti in 28 presenze, alle spalle di un esperto come Matteo Bruscagin e...di un giovane come il già menzionato Di Bitonto (2466 minuti), che guida questa speciale classifica. 

Non solo giovani: il Gubbio ha esperienza da vendere

Vero: il Gubbio si poggia su diversi giovani. Ma c'è anche una parte  che pone le sue radici nell'esperienza dei senatori. Esempi pratici: Matteo Bruscagin, come detto, Andrea Signorini, quarto per impiego, e bomber Andrea La Mantia, autore di 5 reti. Inoltre, non dimentichiamolo: l'allenatore è un certo Domenico Di Carlo. L'equilibrista, per la capacità di fondere le due generazioni sportive e farne un cuore solo. Che batte regolarmente, subisce poco e, davanti, colpisce con i tempi giusti.

Freschezza da un lato, saggezza dall'altro. Il tutto nonostante le contromisure adottate da Leo nel calciomercato invernale. Gli addii di Tommasini (tra i volti-copertina del girone d'andata, 4 reti totali), Spina e Niang hanno tolto qualcosa, vero. Ma quel qualcosa è stato presto appianato dalle firme di Ivan Varone (classe '92, via Salernitana), Federico Mastopietro (ex Pineto) e, ancora prima, di Nicola Murru, terzino con spiccato passato in Serie A. Tutto sembra coincidere. D'altronde, Leo è abituato a toccare i tasti giusti: in carriera ha lavorato per Espanyol e Novara, poi per il Trapani, infine per Inter, Juventus e Roma. Un crescendo che rispecchia, se vogliamo, la pronta risalita del suo primo Gubbio: una squadra che vive di campo, che attende l'occasione e che sa colpire. Lasciando il segno.

Volata finale 

Perché il finale di campionato promette scintille. Il Gubbio scorge nuovamente la possibilità di strappare un pass per la post-season. Sarebbe la quinta partecipazione consecutiva.

Ma prima, ovviamente, vanno conquistati gli ultimi punti stagionali. Affatto facili, specialmente quello del prossimo 29 marzo: i rossoblù affronteranno il Ravenna, terza forza del girone B. Poi andranno a Livorno, deciso a prendersi un posto tra le prime dieci. Infine, chiuderanno il viaggio tra Pianese e Torres, prima di ospitare al Barbetti il Pineto.

Sezione: Girone B / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 16:30
Autore: Edoardo Gatti
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