Dalle sabbie mobili della zona retrocessione alle luci della ribalta. Quella del Novara nel 2026 non è una semplice risalita, ma una vera e propria rivoluzione che ha ribaltato pronostici e umori. Se a metà dicembre il "Silvio Piola" era teatro di sguardi bassi, oggi è la culla di un obiettivo chiamato playoff. La squadra ha cambiato pelle, anima e ambizioni, trasformando la paura in fame di vittorie.

Il punto di rottura col passato ha una data precisa: fine dicembre. L’esonero di Andrea Zanchetta, dopo un inizio di stagione altalenante e sotto le aspettative, ha spianato la strada all’arrivo dell’ex centrocampista di Liverpool e Napoli Andrea Dossena. Un cambio che si è rivelato determinante. Sotto la sua gestione, il Novara nel girone di ritorno ha viaggiato a ritmi importantissimi, raccogliendo ben 23 punti in 14 gare: una marcia rilevante e seconda solo al Vicenza dei record di Fabio Gallo, al Trento e al Renate.

La statistica che più impressiona è la continuità ritrovata. Dalla sconfitta contro l’Ospitaletto di fine dicembre, gli azzurri hanno perso una sola gara, sul campo della Pro Vercelli a inizio febbraio, rimanendo imbattuti in tutte le altre sfide. Negli ultimi nove incontri sono arrivati 5 pareggi e 4 vittorie, con una solidità difensiva ritrovata che recita appena 5 gol subiti

Il percorso è stato quindi alimentato da prestazioni convincenti come il secco 3-0 contro l'Alcione Milano, quinta forza del campionato, nell'ultimo turno. Una dichiarazione d'intenti a tutto il girone: il Novara c'è e non vuole fermarsi

Dal talento di Boseggia ai gol di Lanini e Da Graca

Il progetto tecnico poggia su individualità di spicco che stanno trovando la loro definitiva consacrazione. In porta brilla la stella di Elia Boseggia: il classe 2004 sta confermando quanto di buono mostrato ad Arzignano nelle passate stagioni, confermandosi uno dei migliori profili della categoria, con ben 12 clean sheet fino a ora. Davanti a lui, il punto di riferimento a livello difensivo è Filippo Lorenzini. Il centrale del '95, con oltre 200 presenze in Serie C, è il leader carismatico di un reparto che ha trovato stabilità, garantendo esperienza e posizionamento nei momenti chiave del match.

Se la difesa è il muro, l’attacco è il martello. La scommessa vinta si chiama Cosimo Da Graca: il classe 2002, ex Juventus, sta finalmente trovando quella continuità che gli era mancata, segnando gol pesantissimi. Al suo fianco agiscono l'usato sicuro di Eric Lanini, un veterano da oltre 280 presenze in Lega Pro, e la fisicità di Thomas Alberti, arrivato dal Modena. Questo mix tra la freschezza dei giovani e l'astuzia dei "senatori" ha creato un'alchimia perfetta, con il Novara che ha trovato la quadra definitiva.

Dall'Ospitaletto all'Ospitaletto, il cerchio che si chiude

Adesso, però, arriva il momento della verità. Le ultime cinque gare saranno decisive, in un finale di stagione che promette scintille. Il calendario è un sentiero ripido e insidioso: le sfide contro Renate e Lumezzane testeranno la tenuta nervosa, prima dei match contro il Vicenza  e l'incrocio con il Cittadella. Saranno novanta minuti alla volta, da vivere con il fiato sospeso, per capire se questa rincorsa incredibile potrà concludersi con il pass per la post-season.

Il destino, spesso ironico, ha voluto che il cerchio si chiudesse  proprio sul campo dell’Ospitaletto. Sarà l'ultima fermata, lo stadio della squadra che ha visto cambiare tutto in casa azzurra. Il Novara ci crede e non vuole porsi limiti.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 14:35
Autore: Gabriel Macis
vedi letture