Le storie come quella di Giulio Pellizzari sono belle da raccontare. Perché parlano, innanzitutto, di un ragazzo, un bravo ragazzo, capace dopo mille difficoltà di imporsi e di arrivare addirittura al trionfo finale, con addosso la maglia del club che lo ha cresciuto fin da ragazzino. Nel Vicenza che stravince, con ben 6 giornate di anticipo il Girone A, conquistando la tanto agognata Serie B, brilla la stella del giovane Pellizzari. Capace, dopo un prestito utile a forgiarsi nella tecnica e nel carattere alla Dolomiti Bellunesi, di conquistarsi la fiducia e l'affetto di tutti al Lane: prima allenatore e compagni, poi anche città e tifosi.
Nella giovane carriera di Giulio è stata tutta una questione di cuore. Quel cuore che, a soli 14 anni, non sembrava in grado di correre insieme a lui dietro i suoi sogni. Una prima diagnosi tremenda: "Quando un medico ti dice che non potrai più giocare c'è poco da fare, è una cosa più grande. Ammetto che, a un certo punto, mi ero quasi rassegnato". Poi, rientrato l'allarme, la rivincita, per riversarlo in campo quel cuore, sudando e lottando. Superando anche un problema all'anca e un brutto infortunio al ginocchio: "Ho sempre tenuto duro, ed ora è la cosa che mi rende più orgoglioso. Anche solo per serate come quella dopo la gara con l'Inter U23 ne è valsa la pena".
Tappa fondamentale prima di tornare a prendersi il Vicenza: il prestito alla Dolomiti Bellunesi. Con un allenatore, Nicola Zanini, vicentino pure lui, bravo ad capirlo, aspettarlo e coccolarlo, fino a vederlo definitivamente spiccare il volo: "Persona e allenatore straordinario. Tornavo dall'operazione al ginocchio, mi ha aspettato e, anche se ero lontanissimo dalla mia forma migliore, ha sempre trovato il modo per valorizzarmi. Per me è stato fondamentale. Sì, quest'estate mi avrebbe rivoluto alla Dolomiti, ma io volevo giocarmi le mie chance in biancorosso".
Centrocampista mancino di ottima struttura, capace di giocare da mediano o mezzala. Alla partenza del ritiro estivo di Bedollo di Pellizzari si sa questo e poco altro. Durante l'anno il ragazzo cresce in maniera esponenziale, mettendo dentro capacità di inserimento, visione di gioco e tante tante altre cose: "Sì, posso dire di sentirmi un giocatore migliore. Merito del mister Fabio Gallo: mi ha dato fiducia sin da subito, senza mai nasconderlo anche nelle conferenze stampa. Mi ha sempre tenuto sull'attenti. Mi ha spinto e io ho dato tutto. Lo ringrazierò sempre".
IL VICENZA DEI VICENTINI - Merito anche, per la crescita di Giulio e di tutto il Lane, anche di un gruppo di giocatori dai valori importanti. Pieno di giovani vicentini, ragazzi cresciuti nel vivaio ricchi di forza ed entusiasmo: "Per me è stata la forza di questa squadra. Avere così tanti compagni nati qui porta unione e senso di appartenenza. E questo, in campo, si è visto". Ma pieno anche di "veterani": da capitan Costa a Cuomo, da Carraro a Leverbe, da Morra a Zonta. Giocatori reduci dalle recenti, cocenti amarezze, ma straordinari nel rilanciare le ambizioni della squadra, aiutando i nuovi ad inserirsi: "Sono stati straordinari, non ci hanno mai fatto pesare le delusioni. Anzi, le hanno usate come spinta per tirare fuori un'annata come quella che ne è uscita".
Ora per i biancorossi è tempo di festeggiare. Domenica, dopo il match contro l'Union Brescia, la festa e l'abbraccio con la città, con il pullman scoperto che, dallo stadio, giungerà fino a Piazza dei Signori: "Non vediamo l'ora, siamo gasatissimi. Da tanto tempo la città aspetta un momento così, ce lo meritiamo". Senza però scordarsi di onorare sempre il campionato, come fatto a Renate, dove il Vicenza ha vinto 3-1: "Gallo che lo diceva anche prima di vincere: dobbiamo sempre onorare la maglia. E cercheremo di farlo, anche per rispetto di quei tanti tifosi che ci seguono sempre, sia in casa che in trasferta".
FUTURO - Poi, dopo la meritata vacanza, sarà tempo di Serie B. E l'asticella di Giulio si è già alzata: "Spero ovviamente di rimanere. Dovrò lavorare tanto, anche nell'off-season, per farmi trovare pronto. Perché è una categoria che non ho mai fatto. Ma non vedo l'ora!".
La nave del Vicenza, insomma, ha già fatto rotta verso altri sogni. A bordo Giulio Pellizzari vuole esserne protagonista. Le premesse per volare ancora ci sono tutti. E anche stavolta, sarà soprattutto questione di cuore.
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