Il progetto "Stadio-Clinica", che avrebbe dovuto ridisegnare il volto sportivo e sanitario di Terni, ha subito un arresto pesantissimo. Il TAR dell'Umbria ha depositato la sentenza di merito che ha dato pienamente ragione alla Regione Umbria, annullando la determina del Comune di Terni del luglio 2025 che dava il via libera all'opera. I giudici amministrativi hanno inoltre dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Ternana Calcio e dalla Ternana Women, lasciando di fatto il progetto in un vicolo cieco legale.

La decisione dei giudici poggia su quello che viene definito un "manifesto errore nei presupposti" da parte dell'amministrazione comunale. Secondo la sentenza, il Comune avrebbe erroneamente interpretato i risultati di una Conferenza dei Servizi del 2022, ritenendo che la clinica fosse stata autorizzata con una condizione sospensiva. Al contrario, il TAR ha chiarito che in quell'occasione la Regione aveva espresso un chiaro diniego verso la struttura sanitaria, approvando esclusivamente la riqualificazione dello stadio a patto che la clinica venisse stralciata dal piano.

Oltre all'errore interpretativo, il tribunale ha ribadito un principio fondamentale: la programmazione sanitaria è competenza esclusiva della Regione. Il Comune di Terni non avrebbe potuto autorizzare la costruzione di una struttura sanitaria privata sostituendosi alla valutazione regionale sul fabbisogno di posti letto. Proprio per questo motivo, la convenzione firmata il 1° agosto è da considerarsi decaduta, poiché il suo intero equilibrio economico e finanziario dipendeva proprio dal convenzionamento degli 80 posti letto della clinica.

Questo terremoto giudiziario ha ripercussioni immediate sulla stabilità della Ternana Calcio. Il progetto Stadio-Clinica era stato infatti il presupposto principale per l'ingresso della famiglia Rizzo nella società rossoverde. Il rischio concreto, ventilato da molti osservatori, è quello di un possibile disimpegno della proprietà, qualora venisse meno la possibilità di realizzare l'investimento originale o una sua versione modificata. Al momento, dai vertici del club vige il massimo silenzio, in attesa di capire se esistano ancora margini di manovra tra le istituzioni.

Il sindaco Bandecchi: "Faremo ricorso al Consiglio di Stato"

Il futuro si gioca ora su due tavoli. Da un lato quello legale, con il sindaco Stefano Bandecchi che ha già annunciato il ricorso al Consiglio di Stato per tentare di ribaltare il verdetto del TAR. Dall'altro quello politico, con la presidente della Regione Stefania Proietti che si è detta pronta a superare lo scontro, proponendo di inserire i famosi 80 posti letto in un nuovo Piano socio-sanitario regionale da mettere a bando pubblico e suggerendo al Comune di cercare finanziamenti per lo stadio tramite i bandi per l'impiantistica sportiva. Resta da vedere se ci sarà il tempo e la volontà di ricucire uno strappo che oggi appare profondo.

Sezione: News / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 13:00
Autore: Marco Gramigni
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