Nuova avventura, nuova sfida. Un progetto diverso, ma alimentato dallo stesso spirito combattivo: Espinal trascina la Giana Erminio fino ai playoff, centrando un traguardo tutt’altro che scontato alla sua prima esperienza tra i professionisti.
Una scelta arrivata quasi all’improvviso, di quelle che cambiano il percorso. “Non mi aspettavo una chiamata”, racconta l’allenatore a LaCasadiC, ripensando all’estate del suo approdo a Gorgonzola. “Fin dal primo colloquio ho sentito subito una forte sintonia con Albé e la società. Ho capito che poteva essere qualcosa di importante, e l’ho abbracciata con entusiasmo”. Il salto tra i professionisti, però, si è fatto sentire. Nulla di scontato, nulla di semplice: “La differenza principale riguarda la struttura delle squadre: la Serie C è un campionato di alto livello, con organici più completi. La Giana rappresenta una sorta di passaggio intermedio ideale, perché ti consente di vivere il professionismo in un contesto familiare, offrendoti il tempo necessario per adattarti e crescere”.
L’inizio, però, è stato tutt’altro che semplice. L’idea era quella di dare continuità al gruppo, ma il mercato ha sparigliato le carte, costringendo a rivedere i piani e ripartire quasi da zero, cambiando profondamente la rosa a disposizione dell’ex allenatore di Real Calepina e Gozzano. “È stato anche merito dei ragazzi se molti hanno avuto l’opportunità di migliorare e proseguire altrove” - spiega Espinal - “Abbiamo dovuto ricostruire in poco tempo, tra attese e difficoltà, ma sono arrivati giocatori con una grande voglia di mettersi in gioco e con tanto potenziale”.
Un gruppo nuovo, messo subito alla prova da ostacoli importanti. Dopo un avvio in salita, con due sconfitte consecutive nelle prime giornate, la reazione non si è fatta attendere, con la prima vittoria arrivata contro la Pro Patria: “Tre punti fondamentali, che ci hanno dato fiducia e hanno rafforzato nei ragazzi la convinzione che il lavoro stesse andando nella direzione giusta”.
Il mercato di gennaio
Gennaio è stato un altro crocevia decisivo. Le partenze di alcuni pilastri dello spogliatoio come Lamesta e Alborghetti, che hanno obbligato a riscrivere gerarchie ed equilibri: “È stato un momento chiave: abbiamo perso leader importanti. Abbiamo scelto di non rimpiazzarli ‘sulla carta’, ma di responsabilizzare chi era rimasto. Una scelta forte, che alla fine ci ha ripagato”.
Le cessioni, però, non sono solo perdite: diventano anche motivo di orgoglio. “Vedere ragazzi salire di categoria è una grande soddisfazione. Il nostro lavoro è questo: far crescere i giocatori. È un successo di tutti, e rende ancora più prezioso il percorso fatto con chi è rimasto”. Tra gli aspetti più belli della stagione, Espinal mette in evidenza l’equilibrio costruito giorno dopo giorno: “È stata un’annata intensa e positiva, in cui tanti ragazzi si sono messi in mostra. Anche chi è arrivato a gennaio ha dato subito qualcosa in più, dimostrando crescita e voglia di incidere”.
La svolta
La squadra si è ricompattata, trovando nella difficoltà la propria forza più grande, fino a centrare prima la salvezza e poi il traguardo dei playoff. La partita della svolta resta impressa nella memoria: “Quella in casa contro la Pro Vercelli. Venivamo da un momento complicato e avevamo bisogno di una prestazione importante. Quella vittoria ci ha dato convinzione, rafforzando l’idea che gli obiettivi che ci eravamo posti erano davvero alla nostra portata”.
Ora, però, lo sguardo è già avanti. All’orizzonte c’è una nuova sfida, quella più affascinante: i playoff. “Vogliamo portarci dietro l’entusiasmo di questo finale, la voglia di sorprendere e di continuare a stupire”. La qualificazione, arrivata anche grazie al successo contro il Cittadella, è stata vissuta con emozione profonda: “Sono stato davvero felice per i ragazzi. Hanno fatto un percorso importante, crescendo tanto, dai più giovani ai più esperti. È il frutto di un lavoro di squadra vero, costruito giorno dopo giorno insieme al mio staff”.
Novità e tifosi
Un campionato duro, equilibrato e spesso deciso dagli episodi: “Non me lo aspettavo così difficile, ma è stato bellissimo. Ogni partita era aperta, ogni settimana c’erano sorprese. A parte il Vicenza, tutte le squadre hanno lottato punto su punto”.
Spazio anche a una riflessione sul FVS, tra le principali novità della stagione di Serie C: “È uno strumento utile, ma da migliorare. Servirebbero più telecamere per avere angolazioni diverse e valutazioni più complete. Gli episodi restano complessi, ma è stato un esperimento positivo”. Secondo Espinal è stato fondamentale anche il supporto dei tifosi: “In realtà come la nostra fanno la differenza. Sono vicini alla squadra, partecipano, e questo crea un legame importante che diventa un valore aggiunto”.
La famiglia e il futuro tutto da scrivere
La panchina è anche una storia di famiglia. Espinal ha infatti parlato del suo legame con il fratello José, collaboratore tecnico, per un legame che aggiunge un tocco di famiglia alla stagione della Giana Erminio: “All’inizio avevo qualche timore, lavorare con un familiare non è mai semplice. Ma lo stimo profondamente, ha grande carisma ed è fondamentale per me. È un valore aggiunto, dentro e fuori dal campo”.
La famiglia, del resto, resta un pilastro imprescindibile. “Nostra madre è felicissima. Siamo cresciuti insieme, noi tre, e vederci oggi lavorare fianco a fianco è una soddisfazione enorme. Con mio fratello non faccio sconti, pretendo tanto, ma condividere tutto questo è qualcosa di davvero speciale”. La Giana, intanto, è diventata molto più di una squadra: è un ambiente che accoglie, che fa crescere, che permette ai giovani di mettersi in gioco e inseguire un sogno vero. Un trampolino verso il calcio che conta.
E adesso, però, tutto è ancora da scrivere. “Pensiamo ai playoff: vogliamo dare il massimo, restare dentro il più possibile e continuare a crescere. Sarà un mini campionato ancora più duro, ma ci arriviamo con entusiasmo e una grande voglia di fare bene”.
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