Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha fatto chiarezza sulla vicenda SSC Bari dopo settimane di polemiche, tornando innanzitutto sulla concessione dello stadio San Nicola e sulle condizioni poste alla proprietà, tema già esposto nella conferenza stampa delle scorse ore. "Tre settimane fa la SSC Bari aveva chiesto la disponibilità dello stadio San Nicola senza offrire nulla in cambio. Nessun progetto, nessuna interlocuzione, nessuna parola sul futuro della società. (...) Ho detto no. E ho posto tre condizioni: un nuovo management con mandato esplicito alla vendita, un percorso formale di advisoring per trovare acquirenti con l'apertura di una data room (...) e un comitato di garanzia per comunicare in modo trasparente con la città». Quindi ha aggiunto: "Ieri ho ricevuto una risposta scritta, formale, pubblica, in cui quelle tre condizioni vengono accettate. Per la prima volta nella storia di questa gestione, la proprietà del Bari mette nero su bianco la volontà di cedere la società (...) prima del 2028".

Il primo cittadino ha poi risposto a chi gli contestava di non aver escluso il club dall'utilizzo dell'impianto. "Un sindaco non può far fallire una società privata. Non è nei suoi poteri, non è nel suo mandato, non sarebbe nemmeno legale tentarci". Leccese ha inoltre evidenziato che "se avessi tenuto lo stadio chiuso oltre la scadenza del 16 giugno, il Comune di Bari sarebbe stato esposto a contenziosi legali seri, con ottime probabilità di soccombere. Avrei usato i soldi dei contribuenti per perdere una causa che non potevo vincere".

Sul tema di un eventuale fallimento della società, il sindaco ha invitato a considerare gli scenari successivi: "E poi c'è la domanda a cui nessuno di quelli che chiedevano il fallimento ha risposto: e dopo? Chi avrebbe rilevato il titolo sportivo? Con quali risorse? In che tempi?". E ancora: "Ripartire dal basso può essere romantico da raccontare, ma significa anni di campionati dilettantistici. Significa ricominciare da zero, senza garanzie".

Infine, Leccese ha riconosciuto i limiti degli impegni assunti dalla proprietà, ma ne ha rivendicato il valore pubblico. "Non esiste nessuno strumento giuridico che consenta a un sindaco di vincolare una società privata a vendere se stessa. (...) Queste non sono norme di legge, sono impegni pubblici". Sul ruolo del comitato di garanzia ha spiegato che "avrà accesso diretto al management della società e renderà conto pubblicamente di quello che trova", aggiungendo: "Non vi chiedo di fidarvi di De Laurentiis. Vi chiedo di tenere gli occhi aperti insieme a me". In chiusura, il sindaco ha ribadito: "Ho fatto quello che potevo fare, con gli strumenti che avevo. Non so se basterà. Vigileremo insieme".

Sezione: News / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 12:39
Autore: Luca Ottaviano
vedi letture