Il Mondiale regala sempre storie capaci di andare oltre il risultato. Racconti di imprese inattese, di protagonisti sconosciuti al grande pubblico e di nazionali che, almeno sulla carta, sembrano destinate a recitare il ruolo di semplici comparse. È esattamente quanto accaduto nell’esordio della Spagna campione d’Europa, bloccata sullo 0-0 da Capo Verde.

Un pareggio che ha il sapore dell’impresa per la squadra africana, alla sua prima partecipazione assoluta alla Coppa del Mondo. La nazionale capoverdiana, infatti, è la terza più piccola di sempre ad aver preso parte a una fase finale mondiale e si presentava al torneo senza particolari aspettative. Dall’altra parte c’era invece una delle grandi favorite per la conquista del titolo, una squadra ricca di talento e qualità che però si è schiantata contro l’organizzazione e il coraggio degli avversari.

L'eroe della serata è senza dubbio Vozinha. Il portiere quarantenne, attualmente impegnato nella Serie B portoghese, ha disputato una prestazione monumentale che gli è valsa il premio di migliore in campo, diventando in poche ore il volto dell’impresa capoverdiana. La sua popolarità è esplosa anche sui social, dove è passato da poche centinaia di follower a oltre sei milioni nel giro di una notte. Una crescita vertiginosa che ricorda quanto accaduto recentemente a Tim Payne della Nuova Zelanda, diventato a sua volta un fenomeno mediatico del web.

Jovane Cabral, dalla Serie A al sogno mondiale

Se Vozinha è stato l’eroe della serata, tra i volti più conosciuti della sorprendente Capo Verde c’è Jovane Cabral. L’esterno offensivo classe 1998 è infatti un nome noto grazie alle sue esperienze nel nostro campionato. Cresciuto calcisticamente in Portogallo nelle giovanili dello Sporting Lisbona, Cabral ha debuttato in prima squadra nel 2018, riuscendo gradualmente a ritagliarsi uno spazio importante in uno dei club più prestigiosi del Paese.

Nel gennaio del 2022 arriva la grande occasione. Nell’ultimo giorno del mercato invernale viene acquistato dalla Lazio, diventando il primo calciatore capoverdiano della storia a segnare in Serie A. L’avventura romana, però, non decolla mai realmente e si conclude dopo poche presenze, con il club biancoceleste che decide di non riscattarlo e Cabral che torna in Portogallo. La stagione successiva, è la Salernitana a credere in lui, ma nemmeno l’esperienza granata riesce però a garantirgli quella continuità e quella fiducia necessarie per esprimere il proprio talento, totalizzando solo 12 presenze ed una rete. Il prestito verrà interrotto nel mercato invernale e la stagione si chiedrà con la retrocessione del club campano in Serie B. Oggi, però, Cabral si gode una vetrina ben diversa: quella del Mondiale, dove sogna di trascinare il suo Paese verso un’altra impresa.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 22:00
Autore: Gabriel Macis
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