Nella conferenza stampa alla vigilia della partita con il Guidonia Montecelio, in programma domani alle 14:30, il direttore sportivo del Pineto, Marcello Di Giuseppe, ha introdotto la presentazione del nuovo allenatore degli abruzzesi, Alessandro Bruno (LEGGI QUI LE PAROLE DI BRUNO). Tanti i temi trattati, dalla scelta dell'ex Latina ai motivi dell'esonero di Barilari. Di seguito le sue dichiarazioni complete. 

Il ds ha iniziato così: "Presentiamo un allenatore conosciuto, ormai abruzzese di adozione al 100%. È un nuovo capitolo. Ci tengo a ringraziare Barilari perché l'esonero è sempre una cosa non bella. Cambiare non è mai facile; per un direttore è una sconfitta. Ma il calcio corre veloce e ci sono situazioni che bisogna affrontare e noi abbiamo ritenuto che questa fosse la situazione ideale".

Ha poi proseguito: "Diamo il benvenuto a Bruno e al suo vice Piccolo. Da parte anche della società faccio loro il più grande in bocca al lupo, si riparte con un entusiasmo ancora maggiore. Siamo molto fiduciosi, sappiamo di poter fare bene. Da questo nuovo corso mi aspetto di continuare nel progetto che abbiamo già da anni: squadra giovane, di qualità, sbarazzina, come è stata il Grosseto con noi la scorsa partita. Dobbiamo lavorare e rilanciare con ancora più forza su un progetto che può essere ulteriormente migliorato". 

Sul perché la scelta per il post-Barilari sia ricaduta su Bruno: "Avevo ristretto la corsa a due allenatori, alla base di tutto c'è stata la conoscenza della squadra. Domani abbiamo una partita tosta, poi la Reggiana. Avevamo bisogno di una persona che conoscesse la squadra, perché l'ha vista giocare spesso e sa com'è la piazza. Questa piazza qui, aldilà della grandezza di questo posto, è una delle più ambite in Lega Pro, grazie alla società che non ci fa mancare niente. C'era poco tempo e abbiamo pensato di fare una scelta giusta, scegliendo un allenatore con grande voglia". 

Di Giuseppe: "Avrei dovuto cambiare già dopo Campobasso"

Il ds è tornato a parlare anche della dinamica che ha portato all'esonero di Barilari: "Il cambio dell'allenatore l'avrei fatto prima, già dopo Campobasso. Siamo una realtà consolidata. Oggi, nel girone C, il Potenza guida il campionato con un ex Pineto sulla panchina. Ci sono tanti giocatori cresciuti con il Pineto che si stanno facendo strada in categorie superiori. Questo dimostra quanto abbiamo lavorato bene, ma non siamo sazi. Sia ben chiaro, però, che Tisci, che ho sentito dopo la prima sconfitta contro la Salernitana, era stato scelto da noi. Pineto è un trampolino di lancio, ecco perché pretendo tanto da chi viene a lavorare qui. Bisogna sentirsi carichi di responsabilità. La scelta di Bruno è anche in funzione di questo". 

E ancora: "Perché l'esonero non è arrivato dopo Campobasso? A me piace avere un raffronto quotidiano con gli allenatori. Io rispetto le scelte tecniche e di squadra, ma penso che bisogna sempre remare nella stessa direzione e fare le considerazioni che vanno fatte. Vi ho detto Campobasso, ma già contro il Forlì non mi era piaciuta la situazione. Mi piace spesso guardare il bicchiere mezzo vuoto. Dopo Forlì siamo andati a Campobasso e potevamo prendere cinque gol nel primo tempo. Questa società non è più una società che può appoggiarsi sulla causalità, ma deve avere un progetto. Le sconfitte fanno parte del cammino, ma sabato scorso si è avuta l'apoteosi. Non siamo scesi in campo, si sono viste tantissime cose negative, ma se penso al primo tempo di Campobasso e a quello contro il Grosseto, allora faccio fatica a non pensare che ci sia un problema". 

Infine ha concluso: "Le colpe non sono tutte dell'allenatore. Ho scelto io il mister, i giocatori anche, sono io il primo responsabile. Poi però ci sono considerazioni da fare, un lavoro da portare avanti. Domenica ho avuto una riunione di tre ore con il mister, al termine della quale ero ancora più convinto che andasse fatto il cambio. Lo dico con il massimo rispetto verso Barilari, ma il calcio è pieno di queste situazioni. Ormai sono proiettato alla partita di domani".

Sezione: Girone B / Data: Sab 03 ottobre 2026 alle 19:45
Autore: Stefano Cimica
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