Tra un Rigamonti e l'altro scorrono circa 92 chilometri di passione. Distanza che racconta una storia sospesa nel tempo, unendo due squadre in cerca di grandezza. Il Lecco e l'Union Brescia. Che, domenica 4 ottobre, si ritroveranno corpo a corpo per la ventitreesima volta in assoluto. Sempre nel segno...del Rigamonti.

Anzi: di Mario Rigamonti. L'uomo a cui dobbiamo l'intitolazione dello stadio bluceleste e di quello biancoblù. Prima di vestire la maglia del Grande Torino, infatti, l'allora difensore giocò (tra il 1944 e il 1945) con entrambe le realtà lombarde. Morirà nella strage di Superga, lasciando dolore, ricordi ed eredità.

Il suo nome, adesso, rimbomba sui fili d'erba e splende sulle insegne dei due impianti. Il Lecco ha poi scelto di cointitolare il suo fortino a Mario Ceppi (da qui "Rigamonti-Ceppi"), che i libri erigeranno a "presidentissimo". Sotto la sua egida, il club conquisterà la Serie A per ben due volte, restandoci tre stagioni (nel '60/61, nel '61/62 e nel '66/67). Inoltre, la casa bluceleste sorse nel 1922, nell'iconica Via Cantarelli, sui prati di proprietà della sua famiglia.

Tutto coincide. Adesso, la palla passa nuovamente al campo. Sul palcoscenico della Serie C, Valente e Corini cercheranno di ravvivare una rivalità iniziata negli anni del dopoguerra, fiorita nelle serie minori e sbocciata, definitivamente, al fianco dei giganti, in Serie A.

Quando il Brescia si prese la A, il Lecco scese in C

Stagione '68-69. Campionato di Serie B. In un anno che nel mondo coincise con la parola cambiamento, il Brescia decise di stravolgere completamente la sua vita calcistica. Per giunta, in poche e semplici mosse: arrivò seconda, a 2 punti dalla Lazio, e conquistò la Serie A dopo un solo tornante di cadetteria. L'allenatore era Arturo Silvestri, a dirigere l'orchestra sul verde spiccavano talenti del calibro di Luigi Simoni (il nostro caro Gigi, futuro allenatore dell'Inter) e Antonello Cuccureddu (che l'anno dopo passerà alla Juventus, restandoci fino al 1981). Ma il grande mattatore di quella cavalcata sarà sempre, e solo, Virginio De Paoli. Al Brescia dal '61 al '66, ci tornò proprio nel '68 una volta terminata la parentesi alla Juventus. In quel torneo vincente segnerà 18 reti, conquistando anche la classifica cannonieri.

Ma sapete quale fu la partita che più delle altre indirizzò il destino dei biancoblu? Esatto, quella contro il Lecco. Crocevia determinante tanto all'andata, quanto al ritorno. Perché? In primis perché il Brescia trovò la prima vittoria stagionale proprio contro i biancazzurri, alla terza giornata, al Rigamonti, per 2-0. E poi perché, nel secondo incrocio del successivo 2 marzo, la squadra di Silvestri riuscì a consolidare (quasi) definitivamente le proprie ambizioni di vertice. Come finì, al Rigamonti-Ceppi? Finì 1-0 per le Rondinelle. Con autogol di un campione d'Europa: il bluceleste Attilio Bravi, comprimario nel Milan del 62-63 (quello che sconfisse il Benfica di Eusebio, quello di Altafini, Rivera e Maldini). Il Lecco, a fine anno, retrocesse in Serie C sotto la guida, ironia della sorte, di un bresciano doc: Renato Gei, nato a Brescia e protagonista biancoblu da calciatore e da allenatore. Incredibile, non è vero?

E adesso, in Serie C, giocano entrambe

Come detto pocanzi, le due squadre si sono affrontate anche in Serie A. Due volte, nel campionato '66/67. Leggera variazione statistica: il Brescia vinse al Rigamonti, ma perse al Rigamonti-Ceppi. Il Lecco, al ritorno, trionfò sulle note del futuro romanista Sergio Ferrari. Non cambierà però l'epilogo sportivo: anche in questo caso il Brescia mantenne la categoria, mentre il Lecco cadde in B. Fu l'ultima apparizione dei blucelesti in massima serie.

Adesso, entrambe sbracciano nelle penombre della C. L'obiettivo? Lasciarsela alle spalle, per tornare a sognare il calcio dei grandi. I biancoblu occupano il secondo posto con 15 punti, a -6 dalla capolista assoluta Cittadella, ma nelle ultime cinque ne hanno vinte due e pareggiate tre; i manzoniani, dalla loro, sono partiti a rilento complice la profonda rivoluzione di mercato condotta in estate. E, a ridosso dell'ottavo turno, occupano l'undicesima posizione con 8 punti. Come andò lo scorso anno? Doppio successo bresciano: 1-0 per Diana, 3-1 per Corini. Arriverà domenica la prima di Valente? Chissà. Iniziamo a goderci questi 92 chilometri di passione e storia.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 16:30
Autore: Edoardo Gatti
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