Mattia Esposito non è più una sorpresa: il calciatore classe 2008 del Sorrento si sta ritagliando spazio nel calcio dei "grandi” e non ha intenzione di fermarsi qui.
La vita, delle volte, ti impone di dover diventare grande. Il calcio, ti permette di farlo grazie a ciò che più ami: il pallone. Abbiamo imparato a conoscere Mattia Esposito grazie al suo estro mostrato in maglia Sorrento e - di recente- anche con la maglia della nazionale italiana U18. Il numero 11 del club campano si è raccontato ai microfoni de “LaCasadic.com”.
A Mattia, non hanno mai regalato nulla, ha deciso di prendersi tutto grazie al sacrificio e al duro impegno. A partire dal ritrovarsi in prima squadra, per qualche allenamento, a 15 anni, per poi fare il suo esordio con Barilari in panchina alla precoce età di 16. “È stata un’emozione bellissima perché è arrivato tutto molto in fretta, non me lo sarei mai aspettato. È stata questione di mesi, ho finito il campionato con l’Under 16 e ho preso parte ad uno stage con l’allenatore della prima squadra (Enrico Barilari). Credeva molto nei giovani e dallo stage ha scelto di portarmi in prima squadra”.
Il percorso fatto dal calciatore nato a Napoli è stato tutto fuorché convenzionale. Nella prima parte di stagione, con Mirko Conte in panchina, non ha avuto particolare modo di esprimersi ma tutto è cambiato quando è subentrato Cristian Serpini. “Il primo giorno di allenamento , non posso mai dimenticarlo, disse che mi avrebbe portato in nazionale così come fece con Luca D’Andrea. Così è stato. L’ho ringraziato enormemente”. Com’è stato vestire la maglia della Nazionale? “È sempre un onore immenso vestire questa maglia, quando è arrivata la convocazione il mio primo pensiero è stato ringraziare Serpini. Mi disse che dopo Luca (D’Andrea n.d.r.) avrebbe mandato in nazionale un altro ragazzo cresciuto nei vicoli di Napoli come me. Contro la Spagna ho vissuto emozioni stupende e anche con l’allenatore Favo mi sono trovato benissimo”.
Per un napoletano, affrontare la squadra della propria città ha sempre un sapore diverso. Ne sa qualcosa Mattia, che in estate è stato impiegato nell’amichevole contro il Napoli di Antonio Conte. “Ero tanto emozionato quanto carico, dopo 1 mese di ritiro importantissimo stavo aspettando una gara di quel calibro. Mi sono emozionato prima della gara a vedere la mia gente sugli spalti”. Nella stessa partita, Esposito mostra una duttilità pazzesca, agendo anche da quinto nel sistema tattico di Mirko Conte e andando a marcare Antonio Vergara. Foto con McTominay? “Non era voluta, c’era Raffaele il nostro magazziniere che voleva la foto e mi ha chiesto di presenziare”.
Mattia Esposito: “Ecco dove mi trovo meglio a giocare, sogno il gol decisivo in nazionale”
Non solo da quinto, Esposito nel Sorrento ha giocato anche da mezzala, esterno e ora come trequartista. Ma dov’è che si trova meglio? “Ho cambiato tanti ruoli perché da quando sono in prima squadra abbiamo cambiato 4 allenatori mentre prima ho avuto mister Cappiello, attuale allenatore della Primavera del Sorrento, che per me è come un secondo padre. Credo di aver fatto meglio come esterno a sinistra ma sto giocando bene anche dentro al campo e va bene così. Sono un esterno ma posso fare tranquillamente il trequartista”. Come tutti, Mattia ha dei sogni e delle ambizioni. Una di queste riguarda proprio la nazionale. Se dovesse scegliere, Esposito deciderebbe di segnare il gol decisivo per la qualificazione agli Europei con la nazionale italiana.
Il sogno di vestire la maglia ed essere decisivo continua a rimbombare nelle menti dei giovani azzurrini. Il suo percorso in Nazionale è appena iniziato ma è già sotto gli occhi di tutti. Nello scorso gennaio il talento rossonero classe 2008 aveva fatto il suo esordio con la Nazionale Under 18 nella sfida contro la Spagna. Ora Esposito è stato nuovamente convocato dal commissario tecnico della Nazionale Under 18, Massimiliano Favo, per le due amichevoli contro l'Ucraina, in programma il 17 e il 19 febbraio.
Esposito: “Questo percorso mi fa sentire orgoglioso e soddisfatto”
Vi siete mai chiesti che subentra nella mente di un calciatore nel momento in cui l’arbitro dà il triplice fischio e arrivano vittorie sofferte e importanti come quella col Catania? Ci ha pensato Esposito a rispondere. “Già il fatto di far parte dell’11 titolare o della prima squadra, in ogni gara, mi fa sentire davvero orgoglioso e soddisfatto di me stesso oltre che della squadra. Dobbiamo continuare a fare bene”. Con chi ho legato in particolare nella squadra? “Sicuramente Riccardi, ceduto al Siracusa nella sessione invernale, quest’anno con D’Ursi e Ricci. Mi trovo bene con tutti ma con loro particolarmente”. Nella passata annata Esposito, Riccardi e Guadagni viaggiavano insieme -da Napoli- per andarsi ad allenare, un rapporto che va oltre la stima reciproca professionale.
In questa stagione invece il suo compagno di viaggio è diventato Eugenio D’Ursi. L’attaccante del Sorrento fa da fratello maggiore al talento rossonero. Il rapporto con Ricci nasce invece ancora prima che quest’ultimo vestisse la maglia del club campano: risale ad una sfida tra Sorrento e Crotone dove i due si sono conosciuti. L’esterno commenta così: “Il destino ha fatto il suo dovere e ci siamo incontrati qui”. Infine in vista dei prossimi impegni e obiettivi futuri: “Noi pensiamo a raggiungere la salvezza, una volta centrato quell'obiettivo eventualmente potremmo anche pensare ai playoff".
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