Il Foggia si trova in uno dei momenti più bui della sua storia, ancorato all'ultimo posto del Girone C con soli 23 punti e un bilancio che recita 25 gol fatti e 54 subiti, decretando i rossoneri come il peggior attacco e la peggior difesa del campionato. Con un solo punto raccolto nelle ultime undici giornate, il destino sembrerebbe segnato. Tuttavia, il presidente Gennaro Casillo non intende alzare bandiera bianca e lancia un estremo grido di battaglia per centrare quello che definisce un "miracolo" sportivo.

La tensione in casa rossonera è stata alimentata anche dagli ultimi episodi arbitrali della sfida contro la Cavese, terminata 0-0 nonostante due rigori apparsi netti e negati dal direttore di gara. La veemente protesta di Casillo, che nell'intervallo ha mostrato le immagini dei falli sul proprio cellulare all'arbitro, è costata cara: il Giudice Sportivo ha infatti inflitto un'ammenda di 500 euro alla società e una sanzione personale di 1000 euro al presidente per condotta irriguardosa. In merito a questo provvedimento, il patron ha commentato con sarcasmo: "Ammenda di 1000 nei miei confronti? Mi sono permesso di fare una cosa normale, chiedendo delle semplici delucidazioni. Ora pensiamo al Trapani, mi aspetto che Foggia dimostri all’Italia quello che è ".

Il presidente, inoltre, ha tracciato una rotta chiarissima per il finale di stagione: "Il 26 ci saranno le penalizzazioni per Siracusa e Trapani, noi dobbiamo riuscire a tenere la distanza da Giugliano e Picerno. Quando abbiamo fatto l’acquisizione, abbiamo ragionato su questa situazione. Oggi, nonostante le dieci sconfitte consecutive, secondo me il Foggia farebbe ancora i playout. Noi dobbiamo giocare con il sangue agli occhi. Da questo momento in poi parte un mini-torneo: ho chiesto alla squadra di resettare tutto. Abbiamo tre partite in casa e due in trasferta; è come se iniziasse un nuovo campionato. Bisogna fare almeno tre vittorie, cercando soprattutto di vincere gli scontri diretti".

Sezione: Girone C / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 14:00
Autore: Marco Gramigni
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