Sulle ceneri della guerra, la Salernitana piantò cambiamento e raccolse la bellezza. Era la squadra di Gipo Viani, quella storica corazzata che - nel 1947 - realizzò i sogni di un popolo in cerca di riscatto e copertine. Monopolizzando la nuova B postbellica (quella a 60 squadre divise in 3 gironi), conquistando la prima lettera A della sua storia, rimpolpando il suo abbecedario con la lettera C. Cambiamento, per l'appunto. Rivoluzione, anzi.

Perché da Viani derivò il Vianema, un sistema tattico atto a irrobustire la diga difensiva con l'inserimento di un giocatore definito da Brera "libero". Ruolo che poi divenne elemento cardine dei successivi catenacci all'italiana: da Rocco a Foni arrivando fino a un mago di nome Herrera. Tutti replicarono il modello granata, ricamandone i principi e adattandoli al contesto, ai tempi veloci dei ruggenti anni 60 che, in seguito, sbarreranno la strada a ulteriori smottamenti.

I granata, in Serie A, mancarono la salvezza per un solo punto. Eppure fermarono la Juventus e batterono sia l'Inter che il Milan, lasciando un graffio per solidità e dettami. Tornati in B, ci rimasero fino al 1955 prima di retrocedere nuovamente in Serie C. Rimarrà. però, nel cuore e nella mente la splendida rincorsa-promozione del 1947. Anno in cui la Salernitana, tra le tante tappe affrontate, sormntò anche una amichevole, ma storica, rivale: la Scafatese.

Sì, "la Signora del calcio campano", come venne definita da Il Mattino nel 1960. La squadra che Totò citò in un suo film, Totò al Giro d'Italia, per farsi arrestare di proposito dalla polizia. "Abbasso la Scafatese", il grido che spinse il carabiniere - di fede gialloblù - ad ammanettarlo. Era il 1948. Giusto un anno prima, in Serie B, le due squadre si affrontarono per l'ultima volta, dopo quasi ventanni di sfide.

Salernitana-Scafatese, i precedenti

Quindi, riavvolgiamo il nastro. Stagione 1946-1947. La Scafatese alla prima Serie B della sua storia, conquistata per la rinuncia del Benevento. La Salernitana destinata sin dagli albori a dominare il ritmo. Difatti: i granata di Piccinini senior (padre delle sciabolate tese di Sandro) e bomber Margiotta vinsero il torneo cadetto con 44 punti e 59 gol fatti. Subìti? Solo 23.

La rivale campana, invece, si piazzò al quarto posto e non riuscì a dare neppure un filo da torcere ai cugini. Tradotto: all'andata finì 3-0 per i ragazzi di Viani, che al ritorno replicarono imponendosi 1-0 in trasferta. I precedenti scontri si svilupparono tutti in Serie C e videro la Salernitana primeggiare 6 volte su 8 duelli. I restanti due terminarono, rispettivamente, 0-0 e 1-0 per i canarini.

Dopo 80 anni, torna il derby

Poi le squadre si persero di vista, tra ripartenze e distanze date dalla categoria di appartenenza. Oggi, invece, percorrono lo stesso binario e ambiscono alla stessa meta: sabato 15 agosto si affronteranno nel primo turno di Coppa Italia Serie C.

La Salernitana per mandare subito un messaggio alla concorrenza, la Scafatese per dire - da neopromossa - di esserci. Stadio, Arechi. Atmosfera, caldissima. Ancor prima che lo spettacolo inizi.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 14 agosto 2026 alle 17:19
Autore: Edoardo Gatti
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