Il calcio si prepara ad andare in pausa per 21 lunghissimi giorni. Tempo di sosta nazionali, tempo di tornare a vestire quella maglia azzurra che, da 12 lunghissimi anni a questa parte, manca a un appuntamento che tutti, nella nostra memoria collettiva, mai avremmo pensato di saltare per così tanto, troppo tempo. È il momento però anche dei primi bilanci: dopo 5 o 6 giornate di campionato già disputate, si cominciano a delineare le prime classifiche.

Ci sono, come ogni anno, le sorprese di inizio stagione, così come le false partenze di squadre grandi protagoniste sul mercato. Club (e tifosi) che fino a poche settimane fa si sarebbero aspettati tutt'altro incipit, e che si trovano invece impantanati su una serie di risultati tutt'altro che incoraggianti. In mezzo a situazioni di questo tipo c'è anche chi, pur avendo cambiato gestione tecnica e buona parte degli interpreti della passata stagione, ha iniziato il suo campionato in piena continuità con l'anno scorso.

Parliamo infatti del Potenza di Ivan Tisci, che in queste prime 6 giornate nel Girone C di Serie C si è già portato avanti, raccogliendo 13 punti. Smarcati già tanti scontri diretti, come quelli contro Casarano e Monopoli, così come big match contro Cosenza, Salernitana e Bari. Quella dell'Arechi rappresenta forse l'unica macchia in un percorso che poteva essere netto ma che, realisticamente parlando, avrà ancora bisogno di tempo per migliorare e crescere attraverso un gruppo e un allenatore giovane come l'ex Pineto.

Un dato è però quello che manda i lucani sotto i riflettori all'alba di questa pausa nazionali: il numero 13, come i gol fatti finora in regular season. Nessuno come loro in tutta la Serie C, soltanto Inter (15) e Roma (14) se si allarga lo sguardo su tutta la penisola. Il Potenza ha non solo il miglior attacco di tutta la Lega Pro, ma addirittura il terzo d'Italia, dietro soltanto alle due squadre che in questo avvio di stagione, forse più di chiunque altro, hanno sorpreso per risultati e rendimento fisico.

L'inizio di stagione: da De Giorgio a Tisci

Non si tratta però di un qualcosa che scopriamo soltanto ora, perché chi segue la Serie C sa bene cos'ha costruito il Potenza nel recente passato. Dalla salvezza ai playout di soltanto due anni fa, alla vittoria della Coppa Italia Serie C Regionale dello scorso aprile, in una sorta di ironico fil rouge che lega nuovamente i rossoblù alla Nazionale. Per un'Italia che il 31 marzo a Sarajevo manca il terzo mondiale consecutivo, appena 24 ore dopo, una piccola realtà della Basilicata si consacra alzando al cielo il primo trofeo professionistico della propria storia pluricentenaria. Poi in estate il passaggio di testimone: da Pietro De Giorgio, ora alla Juve Stabia, a Ivan Tisci, che in un anno e mezzo a Pineto aveva raccolto oltre 100 punti nel Girone B.

Tanti giocatori lasciano per sposare la cadetteria, altri si accasano altrove. Ma i lucani, sotto la presidenza dell'imprenditore Donato Macchia e guidati sul mercato dal DS Giuseppe Di Bari, ricostruiscono una squadra a immagine e somiglianza di quella che in primavera aveva fatto sognare i potentini. Arriva l'esperienza di Luca Russo in difesa, a centrocampo investimento sul futuro con Augusto Bando, in prestito dall'Ascoli ma subito in grado di sopperire alla partenza di Lucas Felippe, chiamato dalla Virtus Entella. Poi ancora Andrea Franzolini e Matteo Manfredonia, impattanti nel loro esordio con i lucani.

Il mercato mirato e i 13 punti in 6 giornate

Si aggiungono poi gli arrivi di Cornelius Staver, Nicolò Verza, e la classe di Matheus Dos Santos, ultimo tassello del calciomercato rossoblù. Una campagna mirata a puntellare la base già presente lo scorso anno: dai senatori Cucchietti, Loiacono, Kirwan, Castorani, D'Auria e Murano, fino a un De Marco ancor più centrale nel progetto o a un Selleri, più cinico e freddo sottoporta, ormai sulla strada dell'attaccante da doppia cifra. Ultimi, ma non per importanza, l'aver ritrovato finalmente Bruschi dopo il brutto infortunio al crociato, e l'aver resistito alle tentazioni che nelle ultime ore di mercato avrebbero potuto portare verso altri lidi un attaccante tecnico come Petrungaro, mai così protagonista in due anni e mezzo al Potenza.

Esordio vincente con un pesante 4-1 a Casarano, poi i tre punti in extremis contro un Cosenza in difficoltà in questo avvio stagionale. Doppia vittoria di misura contro il Monopoli, ai calci di rigore in coppa e poi in campionato, prima dell'inciampo all'Arechi contro la Salernitana. I lucani perdono 4-2, pagando un primo tempo di troppa leggerezza e disattenzione, ma riaprendo più volte la gara e dimostrando di saper reagire da grande squadra, ottenendo anche il gol del -1 poi annullato. La partita del San Nicola è poi quella che forse racchiude meglio questo primo mese del Potenza: 25 tiri verso la porta di Cerofolini e quasi nessun rischio corso in difesa. Una gara a tratti dominante, conto una squadra che, nonostante le problematiche avute quest'estate, si trovava in Serie B fino a pochi mesi fa. Finisce 0-0, i rossoblù pagano la poca concretezza in attacco ma, ancora una volta, si rifanno da grande squadra battendo per 4-2 la Cavese. Doppio vantaggio poi raggiunto dai campani nella ripresa, in quello che poteva rappresentare uno schiaffo morale e un cambio d'inerzia per la restante mezz'ora di gioco, ma che il Potenza ha saputo gestire con calma e attenzione.

Tutti titolari: 24 giocatori al centro del progetto

Per far capire ancora di più la portata di quanto fatto dai lucani finora, basti pensare che la squadra allenata da Ivan Tisci è l'unica ad aver portato in gol così tanti marcatori in campionato (9) assieme, ancora una volta, all'Inter di Cristian Chivu, ai campioni d'Italia in carica. Tutti sono parte attiva e centrale nel nuovo corso del Potenza, a ribadirlo è stato lo stesso ex Pineto durante le sue primissime conferenze: non esistono riserve, ci sono 24 titolari, tutti intercambiabili e pronti a mettere in difficoltà ogni scelta dell'allenatore. Lo si vede subito, negli occhi e nella fame di chi è subentrato in questi primi appuntamenti stagionali. Ghisolfi trova il gol al primo pallone toccato contro il Casarano e poco dopo, Franzolini, anche lui entrato qualche secondo prima, fornisce l'assist per il momentaneo 3-0 di Petrungaro.

Il giovane Bura trova di testa il suo primo timbro tra i professionisti contro il Cosenza, allo scadere dei minuti di recupero. Gol vittoria e rossoblù a punteggio pieno dopo due giornate. Nel secondo turno di coppa, Bruschi torna in campo quasi un anno dopo l'infortunio, entra al posto di Petrungaro e cambia marcia alla partita: rigore procurato per il pareggio di Murano, e dopo il triplice fischio è suo il penalty decisivo, da ex della gara, che manda il Potenza agli ottavi di finale. Un nuovo corso, quello potentino e targato Ivan Tisci, che è soltanto agli albori ma sta già regalando parecchie gioie a una piazza e a un paese che, mai come in questo periodo, ha bisogno di calcio giocato, di freschezza e di innovazione dal punto di vista della tecnica e della tattica in campo.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 10:00
Autore: Marco Gioviale
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